Bike Hotel e come diventarlo, le cinque regole!

Nella patria del turismo anche il turismo si evolve e quella dei bike hotel è una moda che nasce da una necessità che può diventare opportunità per molti alberghi.
Fino a qualche anno fa presentarsi con la specialissima, o comunque con una bicicletta, alla soglia di un albergo significava trovare sguardi preoccupati e raccomandazioni almeno di sollevarla per non sporcare la moquette. Portarla in camera poteva essere un bel problema e lasciarla in garage ok, ma dove? Legata a cosa?
Oggi ci sono i bike hotel, quelli che, almeno sulla carta, strizzano l’occhio proprio a chi viaggia in bici o con bici al seguito e vuole trattarla come fa a casa sua, non abbandonarla chissà dove.

Ma cosa vuol dire bike hotel? Basta mettere questa dicitura per far trovare a proprio agio un ciclista? E soprattutto, sicuri di essere pronti ad accogliere tutte le richieste (a volte un po’ bislacche, lo ammettiamo) dei ciclisti?

Signori albergatori leggete le prossime righe. Signori ciclisti: anche voi leggetele. Così, tanto per sapere cosa potete aspettarvi e cosa non è il caso chiedere.

Cos’è un bike hotel

Un albergo amico della bicicletta può esserlo in vario modo. Dipende anche dalla struttura, ovviamente, per alcuni potrà essere più facile, per altri meno. Questione di logistica e non solo, ecco alcuni punti importanti:

  1. La bici in camera. Che sia una mountain bike o una specialissima da corsa il ciclista difficilmente si vuole separare dal proprio mezzo. Nessuna perversione, si tratta solo di sicurezza. Se non si porta la bicicletta in camera si deve avere la sicurezza che questa possa essere tenuta in un locale apposito, con chiusura di sicurezza e non abbandonata poggiata su un muro del garage dell’albergo.
  2. Orari da ciclisti. Chi va in bici, anche se è in vacanza, spesso esce in orari che non sono compatibili con il timing della colazione dell’hotel. Allora occorre prevedere, almeno, la possibilità di avere qualcosa da mangiare e la possibilità di bere un tè caldo o una spremuta, fuori orario. Poi si potrebbero prevedere anche dei prodotti ad hoc. La colazione dei ciclisti deve essere energetica.
    In occasione di alcune manifestazioni sportive c’è chi si attrezza a preparare le colazioni prima dell’alba: cucina aperta anche dalle 4.30!
  3. Officina. Chi viaggia in bici, si sa, può avere bisogno di qualche intervento di manutenzione al volo per il proprio mezzo. Una buona regola, per avere la stella (almeno virtuale) di bike hotel è avere uno spazio dedicato alla meccanica della bicicletta. Può bastare un set di chiavi (le classiche brugole, i cacciagomme, la pompa è obbligatoria ovviamente) ma si può aggiungere un cavalletto e un tavolo da lavoro. Se l’albergo è in zona di montagna e si prevede di ospitare ciclisti in mountain bike, farà comodo una pompa per regolare gli ammortizzatori e l’attrezzatura per lo spurgo dei freni a disco. Avere un kit di camere d’aria sarà sempre utile.
  4. Proposte. Spesso e volentieri i turisti, anche i più preparati, non conoscono così bene la zona da organizzare escursioni da soli. Dall’albergatore si aspettano suggerimenti e, magari, indicazioni di percorsi. Attrezzare una piccola libreria potrà tornare utile. Possono bastare anche le mappe dell’ufficio turistico. Se si prevede l’affitto delle biciclette si può aggiungere anche il noleggio di gps con percorsi precaricati per i più intraprendenti.
  5. Lavanderia. In bicicletta si suda, ci si sporca molto se piove e comunque, chi pedala, vorrebbe farlo sempre con abbigliamento pulito. Prevedere un servizio di lavanderia veloce (anche una convenzione non troppo onerosa con un servizio vicino), può essere un plus molto ricercato. Queste cinque caratteristiche possono essere più o meno marcate, il ciclista, d’altra parte, sa adattarsi molto bene per sua indole. Ma trovare un po’ di comfort in più è la sicurezza per conquistare un cliente anche per il futuro.

Mondiali Firenze 2013

L’hotel degli Azzurri prima di un Mondiale. Una sala è stata completamente attrezzata ad officina (con tappeti appositi per non danneggiare il pavimento). Anche senza arrivare a questi estremi un bike hotel deve offrire una zona di rimessaggio.

Guido Rubino Cyclinside