Il Cammino di San Benedetto

Siamo arrivati alla quarta e ultima tappa del nostro Cammino di San Benedetto da Norcia a Cassino, che ripercorre le tappe della vita del Santo attraverso le sue abbazie, eremi e luoghi di fede. Le tappe precedenti sono Norcia – Rieti, Rieti – Subiaco e Subiaco – Casamari. Gli ultimi 80km ci portano ai confini meridionali del Lazio, dall’Abbazia di Casamari a quella di Cassino, e comprendono notevoli saliscendi nella campagna ciociara, più il salitone finale di Montecassino. Ma prima di partire, occorre omaggiare con una visita l’Abbazia che ci ha ospitato stanotte.

L’abbazia di Casamari

“Se qualcuno, in quel tempo, fosse giunto a Casamari avrebbe potuto ammirare un luogo venerando come il Paradiso e i monaci, simili ad un coro di angeli, risplendere in corpi mortali …

E’ stato, dunque, questo monastero colonna della chiesa verolana, onore del popolo, fondamento di ogni bene, paragonabile per eleganza alle fattezze del cielo.”

Così recita un’antica cronaca verolana, nel descrivere l’impressione che lo spettacolo dell’Abbazia causa a chi vi si avvicina (meglio ancora se nel buio, com’è accaduto a noi!). Va precisato inoltre che il nome Casamari ha origini antichissime, ben prima dell’impero, dato che deriva da Casa Marii, “casa di Mario”, il console Caio Mario che fu avversario politico di Silla. Alcuni monaci benedettini fondarono il complesso monastico proprio sulle rovine di Cereate, città romana dell’epoca repubblicana. In seguito ai benedettini si susseguirono i cistercensi, che diedero all’abbazia il meraviglioso aspetto che ha oggi.

Lungo il fiume Liri

Ma anche da Casamari bisogna partire, i chilometri di oggi sono più di ottanta e il cammino cela salite per poi regalare discese improvvise. La prima parte verso Sora e Isola Liri è piuttosto piacevole e tranquilla. L’influenza borbonica e meridionale in questi luoghi comincia a farsi sentire nei sapori delle pasticcerie e nella tradizione gastronomica in generale.

In particolare, vale la pena fare una sosta a Isola Liri, per rinfrescarsi all’umido delle sue cascate. Il paese è a tutti gli effetti incastonato tra Lazio, Abruzzo e Campania, e offre un’ottima occasione per prepararsi ai duri saliscendi in direzione di Arpino.

Arpino, patria di Cicerone

Dopo Isola Liri, i cartelli marroni e gialli del Cammino di San Benedetto ci portano su colline ripide dalle pendenze nervose. Il fondo, sempre asfaltato fino ad ora, si fa a tratti sterrato, regalando scorci davvero belli ma anche più impegnativi per il ritmo di pedalata. Nonostante ciò, le indicazioni del Cammino sono sempre abbastanza chiare e frequenti, e anche se ci si ritrova tra campi e cascine, è difficile perdere la strada.

I saliscendi continuano fino alla bella Arpino, paese natale di Cicerone. Il luogo che diede la luce al celebre oratore e filosofo oggi odora di pane fresco e dolcetti appena sfornati, e guarda alla pianura ciociara da un’altura fitta e aspra. Di sicuro, anche qui vale la pena fare una sosta per una seconda o terza colazione. E il ritmo ciclistico rallenta necessariamente, anche perché c’è tanto da vedere.

Il borgo di Civitavecchia

No, non stiamo parlando del porto a nord di Roma, non quello degli imbarchi per la Sardegna. Civitavecchia vuol dire semplicemente “città vecchia” ed è il nome di tanti borghi e frazioni dimenticate in giro per l’Italia. Questo in particolare è pochi chilometri dopo Arpino, ed è una di quelle sorprese che solo chi gira in bici a passo lento è in grado di scoprire. Magari perché si ferma a comprare dei biscotti e incontra una guida locale che vuole dare un consiglio spassionato di chi ama i luoghi in cui è cresciuto, magari solo perché vede un cartello e decide di fare una deviazione.

Città medievale e romana, è anch’essa legata a una delle residenze di Cicerone, che dà il nome alla torre di vedetta proprio all’ingresso del paese. Entrare nel borgo equivale ad entrare in una dimensione senza tempo: dalle mura ciclopiche ai vicoli in cui regna il silenzio assoluto, questa manciata di case pare essere stata esentata dallo scorrere dei secoli.

La Val di Comino

Ma il fatto che il nostro viaggio stia per finire non vuol dire che non sia ancora in grado di riservare sorprese. Infatti, l’ultimo tratto prima dell’Abbazia di Montecassino ci riserva ancora molta natura e strade pedalabili in tutta tranquillità. Dopo Civitavecchia, attraversiamo un bosco ombroso di querce, e finalmente un po’ di discesa ci regala un po’ di vento in faccia.

Il tracciolino e le gole del Melfa

Ci troviamo ora ai confini della Val di Comino, nei pressi di Atina.  Ancora un chilometro di lieve salita verso Casalvieri, e ci ritroviamo in un luogo surreale, le Gole del Melfa. Ad oggi questo stretto passaggio roccioso scavato con pazienza dall’acqua nei secoli consta di una strada chiusa al traffico a causa di recenti frane. Per questa ragione, oggi abbiamo la possibilità di percorrere una quindicina di chilometri in leggerissima discesa, senza incontrare neanche un’automobile, cullati dallo spettacolo del Melfa che si dipana in fondo a un canyon monumentale. Nel complesso, si tratta di una delle strade più belle mai fatte in Italia, dal punto di vista cicloturistico.

L’abbazia di Montecassino e la salita finale

Infine, la meta. Si tratta del luogo monastico più importante d’Italia, quello che vide anche vide la morte di San Benedetto, fu fondato da lui in persona nel 529 sulle vestigia di un tempio di Apollo. Luogo importante per la nascita della lingua italiana – i Placiti Capuani, primo documento scritto in lingua volgare, sono custoditi qui – e per la Storia più recente del nostro Paese – i bombardamenti e le azioni militari durante l’ultima guerra la resero un simbolo del dolore del conflitto – l’Abbazia di Montecassino fu per tutto il Medioevo uno dei più attivi centri culturali d’Europa.

Però la mole del monte su cui poggia potrebbe far desistere, o allettare, qualsiasi ciclista. Infatti ci restano ancora circa 400 metri di dislivello in 7 tornanti e circa 7 chilometri, tanto da essere stata usata più d’una volta come salita del Giro. Ma il premio è sempre nella completezza del tracciato, o forse proprio nel suo in-mezzo. Per la sola ragione del viaggio, viaggiare.

 

distanza: 81km
dislivello: 1593m+
fondo stradale: strada provinciale asfaltata con qualche tratto di strada bianca / ghiaia
luoghi di interesse: Abbazia di Casamari, Isola Liri e cascate del Liri, Arpino, Civitavecchia, Gole del Melfa, Abbazia di Montecassino