Parenzana, terza tappa: da Buie a Livade

parenzanaEccoci con l’ultima parte della ciclabile da Trieste a Parenzo; a detta di molti, la parte più bella della Parenzana è quella che da Buie porta fino a Visinada passando per Grisignana, Livade, Montona: poi il percorso diviene più pianeggiante e forse meno spettacolare. Quindi, per la terza tappa, preparatevi a godere i più bei panorami che un tempo si ammiravano dai vagoni della ferrovia.

DSC_0429-1Dopo la notte passata a Crassiza – se avete seguito l’itinerario consigliato – per raggiungere nuovamente la ciclabile ci sono due opzioni: quella di ripercorrere due km di strada asfaltata fino a Peroj; oppure lo sterrato, impegnativo ma non troppo, che collega il B&B Al Merlo Olivo al tracciato originale della Parenzana. Risistemato da Franz – il proprietario – ora è abbastanza agevole e soprattutto ripulito da eventuali immondizie…

DSC_0415-1Quindi, ci si ritrova nuovamente sulla ciclabile, al km 57: da qui, proseguendo in leggera salita attraverso un bel bosco di conifere, si raggiunge la galleria di San Vito/Sveti Vid; all’uscita, una delle stazioni meglio conservate – oggi abitazione privata – e la vista su Grisignana, conosciuta anche come “città degli artisti”: ogni anno, agli inizi di maggio, le viuzze di questo borgo diventano un palcoscenico per giovani artisti e celebrità internazionali.

Ma Grisignana merita una visita in qualsiasi periodo dell’anno: per raggiungere il borgo medioevale dovrete lasciare il tracciato della ciclabile subito prima del tunnel Calcini tenendo la destra e percorrere il viale che porta al paese. Da qui, una bella, lunga e morbida discesa vi farà arrivare dal punto più alto e più panoramico della pedalata (293 m slm) fino a Levade, placidamente adagiata sul fondovalle del fiume Quieto (12,84 m slm): una ventina di km con una pendenza massima del 3 per cento nel tratto finale.

DSC_0463-1 La ciclabile sbuca sulla strada del paese: di fronte a voi, un piccolo museo dedicato alla Parenzana e, sulla destra, pochi metri più in giù, un’osteria dove vale la pena fermarsi: a fianco della Comunità degli Italiani potrete accomodarvi   nella Konoba Dorjana, dove – nel caso fosse una giornata “freschetta” o se magari qualche scroscio di pioggia vi avesse colto lungo la pedalata – potrete riscaldarvi vicino ad un antico caminetto;

DSC_0464-1al bicchiere di malvasia – tipico vino bianco istriano – non potrete dire di no e se avrete voglia di mangiare, non fatevi mancare la frittata con tartufo! Per gli amanti del famoso – e costosissimo – fungo ipogeo istriano, sempre a Livade una tappa obbligata è il ristorante Zigante, che organizza anche degustazioni su richiesta. Da qui, ben rifocillati, si riparte verso la meta di questa terza e penultima tappa: per una serata di relax, a 5 km da Livade, vi aspettano le Terme di Santo Stefano che, oltre a varie proposte di wellness, offrono la possibilità di alloggiare in stanze a tre o quattro stelle.

La traccia di questa tappa potete scaricarla qui

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Chiara Meriani