La Dorsale Tevere

Roma ha poche infrastrutture ciclabili, è innegabile. Se la Capitale è molto lontana dagli standard di molte altre città italiane, è anche per la carenza di un approccio culturale che veda la bici come un mezzo di trasporto efficiente. Ma di ciclabili scenografiche e turistiche ne abbiamo, anche solo considerando tutta la Dorsale Tevere, della quale si è già parlato in due articoli precedenti (Dorsale Nord e Dorsale Sud). Una spettacolare passerella che segue le anse del fiume regalando a chi pedala una Roma diversa e silenziosa.

Un collegamento per il mare?

Quello che è mancato per anni, però, è una via sicura Roma-mare. La pista ciclabile del Tevere si interrompeva all’altezza del Grande Raccordo Anulare. Il percorso per bici su viale Cristoforo Colombo invece finisce all’altezza di Marconi, e solo i ciclisti più veloci ed esperti scelgono questa via – che comunque resta molto pericolosa – per allenarsi in direzione Ostia. Sembrava paradossale che una città come Roma, “quasi” di mare fin dall’epoca romana e dalle “bocche” di Ostia, non avesse un itinerario ciclabile sicuro per il mare.

Il progetto della “Regina Ciclarum” e la ciclovia del Tevere

Per questo motivo un gruppo di volontari negli scorsi anni si è occupato di sfalciare, pulire e segnalare la prosecuzione della Dorsale Tevere Sud fino a collegarla alla neo-nata ciclabile di Fiumicino, realizzata dalla giunta Montino. È così che è nato il progetto della Regina Ciclarum,  che grazie a mesi di lavori di pulizia e riqualifica è riuscita a restituire ai ciclisti romani un percorso sicuro e affascinante fino al mare. I volontari si sono anche occupati di restaurare e posizionare una serie di paline metalliche con le indicazioni da e per Fiumicino che raccontino il progetto, anche in vista della futura ciclovia del Tevere dalle sue origini a Ostia. 

In attesa di questa lunga infrastruttura cicloturistica, che tra l’altro in Umbria esiste già, i volontari di questo progetto, che fa parte di Agenda Tevere e dell’operazione Patronus, si sono presi cura di un importante segmento ancora irrealizzato, che prima era un sentiero impraticabile e non segnalato.

Il percorso GRA-Fiumicino

  • distanza: 35 km
  • altimetria: 70m +
  • fondo stradale: pista ciclabile asfaltata (50%), sentiero sterrato in terra battuta (50%)

L’itinerario è molto semplice e accessibile a tutti, essendo lungo circa 30 km dal centro di Roma fino a Fiumicino mare. Proseguendo verso nord, l’itinerario ciclabile si estende a più di 50 km fino a Castel Giubileo, seguendo la Dorsale Tevere nord. Non ci sono particolari dislivelli, dato che la ciclabile segue il corso del fiume, ma il fondo è ancora non asfaltato in alcuni punti. Nulla di tecnico o impervio, nulla che non sia fattibile con una mountain bike o con una bici da città.

Per il ritorno, è possibile tornare indietro alla stazione ferroviaria di Parco Leonardo e usufruire del servizio di trasporto bici su regionali. Oppure si può seguire lo stesso percorso a ritroso allungando a 60 i km totali. Sono sconsigliate (ma non impossibili!) le stazioni di Fiumicino aeroporto, che presenta un paio di rotatorie pericolose da fare in bici, o il ritorno da Ostia, per la quale occorre prendere la trafficata via della Scafa.

Il tratto ciclabile Magliana – Grande Raccordo Anulare

Il primo tratto è una ciclabile asfaltata e molto facile da seguire. Si tratta della Dorsale Tevere Sud, che attraversa le periferie della Magliana e del Trullo, per lasciarsi il fiume a destra e affiancare il corso della via Ostiense. In questi primi chilometri, campagne suggestive si alternano a realtà suburbane degradate, regalando scorci forti e contraddittori misti al profumo del mare che ci aspetta in fondo alla strada.

Così possiamo vedere campi di grano e mostri di cemento, ponti romani del IV secolo sepolti sotto viadotti autostradali, casali abbandonati. Ma anche Sua Maestà il Tevere, che scorre tranquillo. A un certo punto, sulla sinistra appare il fantasma di quello che è stato l’Ippodromo di Tor di Valle. Questo complesso reso famoso da film all’italiana come Febbre da cavallo, è oggi inutilizzato e prossimo alla demolizione, nel gigantesco progetto che interessa l’area per la costruzione del nuovo stadio calcistico della Roma.

La campagna da Mezzocammino a Ponte Galeria

Da qui in poi cominica il tratto “nuovo”, e praticabile da poco. Va detto che il fondo stradale non è ancora perfetto, ma rispetto agli anni scorsi sono state effettuate operazioni di sfalcio e pulizia che hanno eliminato spine e sterpaglie. Ora lo sterrato è a tratti in single track, a tratti in terra battuta, ma percorrerlo con una city bike o una ibrida non comporta alcun problema. Passato il ponte sul Raccordo su una corsia laterale e separata dal traffico, ci spostiamo sull’altro lato del Tevere, e il paesaggio muta di colpo. Vasti campi arati, uno scorrere di acque tranquille non immagineremmo mai essere lo stesso di qualche chilometro prima, silenzio tutto attorno.

La segnaletica del percorso ci restituisce quella fiducia che si potrebbe perdere in tanta tranquillità. “Ma davvero qui passa un percorso ciclabile?”, ed ecco comparire cartelli spartani e casarecci che indicano Fiumicino con tanto di simbolo bici.

Il Tevere da Ponte Galeria all’Episcopio di Porto

Il penultimo tratto di Tevere verso il suo tuffo al mare è ombroso e inedito. Ai nostri lati, orti urbani e macchie di vegetazione, più un paio di svincoli per aggirare dei canali laterali. Quando la ciclabile si ritrova ad attraversarne uno in prossimità di Ponte Galeria, il paesaggio si fa brullo e degradato. Per qualche centinaio di metri ci ritroviamo dell’immondizia abbandonata e strutture di cemento fatiscenti. Ma è solo un attimo: in un attimo ci ritroviamo nella campagna di Fiumicino, ancora incontaminata e lussureggiante.

Siamo a poche decine di metri dal Lago di Traiano, esagono perfetto voluto dall’imperatore come bacino artificiale dell’antica città di Porto (odierna Fiumicino), a nord di Ostia. Gli ultimi km di questo tratto attraversano l’Episcopio di Porto, meraviglioso castello e presidio medievale tra il lago e il fiume. Da qui una scenica passerella ciclabile in legno costeggia i suoi bastioni per immettersi nell’ultimo tratto, quello della pista ciclabile di Fiumicino.

La ciclabile di Fiumicino

Dopo i chilometri di sterrato a volte un po’ accidentato, ritorna l’asfalto a dare quel sollievo che solo le superfici lisce sanno dare. Le braccia si possono rilassare, la velocità può aumentare un po’, e i grossi blocchi di cemento su cui poggia la ciclabile ci conducono a poche centinaia di metri dal centro di Fiumicino. L’ultimo tratto è ancora in costruzione, e il cantiere è aperto dall’incrocio di via Portuense con via dei Montgolfier. Al momento si può percorrere le ultime due rotatorie, piuttosto trafficate, sul marciapiede a sinistra.

Presumibilmente, la ciclabile una volta terminata si ricongiungerà col percorso già esistente su via Coccia di Morto. Per ora, in attesa di imbarcarsi su qualche volo lontano arrivando all’aeroporto in bici, la conclusione più suggestiva del nostro percorso è il molo del porto al tramonto, magari con una spesa di gamberi freschi dai pescatori di ritorno dal loro giro.

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