Ostuni non lascia indifferenti. Adagiata su tre colli come una Regina, domina dall’alto il mare del Salento, e la sua bellezza e il suo “biancore” abbagliano al punto da far chinare a terra lo sguardo. E’ chiamata la città bianca per le sue case e strade di calce bianca, è pulita ordinata e perfetta con le sue chiese barocche che si stagliano fiere impreziosendola.

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Da qui ho inforcato una mountain bike per percorrere la via Traiana, una ciclabile ben segnalata che mi ha portato a scoprire una Puglia che non conoscevo. Da Ostuni ho seguito le indicazioni per l’Albergabici, che è la sede del Parco Dune Costiere. Sempre al mio fianco quasi a segnare il percorso, i muretti a secco tipici di questa zona e a saturare la mia vista, in questa stagione, le macchie di colore che vanno dal giallo delle distese di rape fiorite, all’arancio delle calendule e al rosa fucsia della malva.


A rapire qua e la il mio sguardo le tante masserie e gli oliveti monumentali. Una prima sosta vale la pena farla alla grotta di san Michele Arcangelo, medievale con affreschi bizantineggianti. Continuando a pedalare sono giunta al Dolmen, una struttura funebre pagana del secondo millennio a.c. vicino all’Albergabici (dove si possono affittare citybike, trekking, tandem e ebike). Sul tetto di una piccola costruzione contadina ho ammirato il panorama a perdita d’occhio schiacciata da delle nubi violacee che da un momento all’altro sembravano voler scaricare tonnellate d’acqua e che invece regalavano al paesaggio una dimensione onirica. Avvolta dal profumo dell’aria buona fatta di mentuccia, timo e ginepro ho pedalato fino alla Chiesa preromanica di San Pietro in Ottava che è all’interno di una masseria fortificata. Qui c’è un piccolo borgo, un insediamento rupestre, con un frantoio ipogeo e un agrumeto fortificato con la canalizzazione chiamata araba (all’interno dei muretti a secco).


Dopo il Santuario di Pozzo Faceto con annesso l’Ospitale dei Cavalieri di Malta in zona Fasano c’è uno dei complessi di Lame meglio conservato (Lama d’Antico). Le lame sono fiumi fossili, corridoi ecologici in cui, attraverso l’erosione, si sono create grotte e insediamenti rupestri spesso con chiese, e qui nella Lama d’Antico è visitabile una Cattedrale in Rupe con degli affreschi bizantini che vi lascerà a bocca aperta. Il percorso della via Traiana (perché esiste il pezzo meglio conservato dell’antica via romana del 108 d.c.) dopo 28 km totali arriva al Museo e Parco Archeologico nazionale di Egnazia e qui finisce.

Dove dormire

Borgo Egnazia www.borgoegnazia.it
San Domenico www.masseriasandomenico.com
Masseria Montenapoleone www.masseriamontenapoleone.it
Masseria Cimino www.masseriacimino.com
Masseria Grieco www.masseriagrieco.com

Dove degustare

Taralli e mozzarelle da Crovace a Speziale
Orecchiette Masseria Narducci
Pumo pugliese Ostuni da Carella
Osteria del Porto a Savelletri
Il gelato al Buco di Torre Canne di fronte al faro