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Oggi vi voglio raccontare un bellissimo tour che ho fatto a Genova,

una città meravigliosa che conoscevo poco.

Partiamo col dire che Genova non è propriamente una città adatta alla bicicletta.

Strade strette che salgono verso i monti e ridiscendono ripide,

auto posteggiate ovunque, marciapiedi adatti al passeggio di una persona al massimo.

Eppure, proprio a Genova, ho scoperto

Zenaverde, una allegra brigata di ragazzi che organizzano tour con le e-bike.

Il loro slogan è “a different way to visit Genova”. Ed effettivamente il modo diverso per far scoprire la città lo hanno trovato.

Con la bicicletta elettrica non si fa nessuna fatica,

si passa ovunque e si raggiungono angoli nascosti che sarebbe difficile raggiungere senza qualcuno che ti guidi, soprattutto all’interno dei vicoli del centro storico, un dedalo dove è facile perdersi.

Genova in bici

Ma partiamo dal principio.

Prenoto online sul sito il Supergenova Tour; pago con la carta di credito (€ 95,00)

e mi arriva la conferma immediata del tour via email.

Appuntamento alle ore 10.00 in Via Ruspoli, nella zona della Foce

(di fronte alla Fiera del Mare).

Un punto facile da raggiungere e soprattutto pianeggiante e pieno di posteggi.

Veniamo accolti dai ragazzi, simpatici, disponibili, cordiali.

Ci spiegano come funzionano le bici elettriche (che sono delle city bike Kalkhoff, quindi belle, robuste e tedesche), le regoliamo in altezza, indossiamo caschetto e giubbino ad alta visibilità giallo fluo,

ci danno una bottiglietta di acqua e partiamo in fila indiana.

Subito pedaliamo sull’ampio marciapiede, lungo Viale Brigate Partigiane, il grande viale che dalla zona della Fiera ti porta in centro città e verso la stazione ferroviaria di Genova Brignole (l’altra si chiama Genova Principe).

Arrivati all’altezza di Corso Buenos Ayres, svoltiamo a sinistra e percorriamo, su strada e in pista ciclabile,

via XX Settembre, la via centrale più importante di Genova,

che dalla zona della Foce sale fino a

Piazza de Ferrari, la piazza più famosa di Genova,

sulla quale si affaccia il

Palazzo della Regione e il Palazzo Ducale,

spartiacque tra la Genova moderna e la Genova antica (oltre il Palazzo Ducale si scende nei vicoli,

quindi nel centro storico più grande d’Europa.)

Breve pausa nella piazza per le foto di rito, soprattuto davanti alla fontana e alla scritta rossa

“Genova more than this”, che è il claim di Genova.

Di nuovo in bici verso le

vie eleganti dello shopping: Via Roma e Via XXV Aprile.

Arrivati in Piazza Corvetto, sulla quale si affacciano gli storici caffè genovesi come il

Mangini, dove era solito bere il caffè Sandro Pertini,

entriamo in una ampia galleria e, appena fuori, svoltiamo a destra e imbocchiamo Viale Caffaro, una via in salita che ci porterà nella zona di Castelletto.

Qui scaliamo la marcia e inseriamo la prima.

Rimango colpito dalla facilità di pedalata che mi da la e-bike in salita.

Nessuna fatica, nessuno sforzo e in un attimo ci ritroviamo nella famosa Spianata Castelletto,

da dove possiamo ammirare Genova dall’alto.

Panorama mozzafiato e, guardando bene, riesco, in fondo in fondo al mare, dietro alla Lanterna, a scorgere anche la Corsica lontana.

Foto, selfie, un goccio d’acqua e di nuovo in sella, questa volta in discesa,

lungo Via Bertani, per giungere in Piazza delle Fontane Marose,

una piazza storica che permette l’accesso alla via centrale pedonale e ciclabile di Via Garibaldi, sulla quale si affacciano tutti

i palazzi storici famosi di Genova (Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, Palazzo Tursi e altri

palazzi

che fanno parte dei “Rolli”, ossia i palazzi storici aperti al pubblico che si possono visitare, al cui interno si trovano arazzi, quadri, arredi d’epoca unici al mondo.

Arrivati in Piazza della Meridiana, dove c’è il Palazzo della Meridiana,

ci addentriamo negli stretti vicoli i “Carruggi” genovesi.

In alcuni vicoli passiamo talmente vicino ai muri che sembra che i palazzi si chiudano attorno a noi.

Ma, come la guida ci spiega, basta fermarsi e alzare gli occhi per ammirare uno spicchio di cielo e i tetti che sembrano appoggiati gli uni agli altri.

I vicoli e il centro storico ti lasciano completamente senza fiato.

Genova in bici

Odori, profumi, colori, ombre e luci che si alternano e ti fanno venire alla mente tutte le belle canzoni di Fabrizio de Andrè, quando cantava proprio i personaggi che animavano e animano ancora questa parte segreta di Genova.

Ogni angolo è una sorpresa, ogni anfratto un affresco, un bassorilievo, una porta

che ti fa accedere a scale e giardini nascosti.

Percorrendo i vicoli arriviamo nella zona famosa del Porto Antico,

dove svetta il galeone che fu la scenografia del film Pirati di Roman Polanski e dove si può ammirare il porto commerciale,

l’Acquario, il Bigo (che è una specie di gru marinara che porta in alto una piattaforma

dalla quale si ammira il porto da un’altra prospettiva) e la palla di Renzo Piano, sede, al suo interno, del

giardino equatoriale con piante e animali esotici, grazie alla sua atmosfera e

temperatura controllata.

Facciamo un rapido giro del Porto, tra negozietti, bancarelle,

barche più o meno grandi, per raggiungere via Balbi, da dove, pedalando su una leggera salita, arriviamo sino alla stazione FFSS di Genova Principe, che si trova proprio nel centro storico della città.

Ancora qualche foto e poi via, verso la Stazione Marittima, da dove partono i traghetti per la Sardegna e la Corsica e le enormi navi da crociera e da dove, non troppi anni fa, partivano i nostri immigrati alla ricerca di fortuna in America.

Davanti alla Stazione Marittima ci immettiamo nella famosissima Via di Prè, o Via Prè

come abitualmente si dice, la via più malfamata e pericolosa, che oggi di pericoloso non ha nulla, se non una varietà di odori, colori e botteghe di ogni parte del mondo (pedalando si possono sentire gli odori di diverse cucine etniche e sembra di stare all’interno di un Suk arabo, cinese, thailandese, ecc.)

Arrivati a Porta dei Vacca, che è la fine di Via Prè, proseguiamo nella via di Fabrizio de Andrè,

ossia Via del Campo, dove, tra l’altro, ha proprio sede il museo a lui dedicato.

Pedalando, sbuchiamo in Piazza Banchi e subito in Salita San Lorenzo dove ci troviamo il maestoso

Duomo di San Lorenzo, una cattedrale bellissima, a strisce bianche e nere,

imponente e severa.

Non ti aspetteresti mai di trovarti una chiesa così grande in mezzo ad un labirinto di vicoli.

Ancora qualche foto e una piccola pausa per assaggiare la buonissima focaccia genovese, accompagnandola con un cappuccino (la classica colazione genovese), che ci viene gentilmente offerta dalle nostre guide.

Ripartiamo percorrendo tutta la Salita di San Lorenzo e immediatamente ci troviamo di fronte

alla casa di Cristoforo Colombo. Una piccola dimora, con un piccolo chiostro vicino,

e capisco che Colombo era un sognatore e che se il mondo è come lo conosciamo oggi, lo dobbiamo anche a lui.

Risaliamo in sella e pedaliamo senza fretta di nuovo verso la zona della Foce e arriviamo in un attimo in Corso Italia, la passeggiata sul mare che

dalla Fiera del Mare porta all’antico borgo marinaro di Boccadasse.

Su un largo marciapiede piastrellato, costeggiamo gli stabilimenti balneari e arriviamo a Boccadasse, un piccolo angolo di paradiso,

dove, si dice, Gino Paoli abbia composto la canzone “La Gatta”

(ci indicano la finestra della soffitta che viene narrata nella canzone).

Tocchiamo l’acqua del mare, facciamo ancora delle foto e ripercorriamo di nuovo Corso Italia, fino a raggiungere la sede di Zenaverde dove concludiamo il tour.

Che vi devo dire?…bellissimo!

In quasi 4 ore ho visto tutta Genova, quella antica e quella moderna,

quella storica e quella commerciale,

ho messo i piedi nell’acqua del mare, ho assaggiato la focaccia, ho scoperto segreti e angoli nascosti

e mi sono innamorato di questa città unica, che si conosce poco ma che ti lascia stupido,
affascinato ed estasiato.

Spero di poterlo rifare, magari il tour in una delle due riviere.

MARCO BERTANI

marco.pbvf@gmail.com