Piacenza è una città facile da percorrere in bici, città di pianura è adatta a tutti e con la due ruote se ne possono apprezzare meglio i contorni e i luoghi nascosti. Ad esempio di può optare per conoscerne il patrimonio artistico e culturale, ma va benissimo anche quello gastronomico, con un percorso che ne costeggia le mura e ne attraversa il centro storico, il tutto per non più di dieci chilometri totali.
Se avete raggiunto la città in treno, dalla Stazione Ferroviaria si percorre la ciclabile lungo Viale S. Ambrogio, costeggiando un bastione austriaco del 1848 per raggiungere piazzale Milano dove al centro si trova il Monumento dedicato ai Pontieri. Più in là si vede il complesso monumentale di Palazzo Farnese e la Cittadella Viscontea. Della Cittadella si vedono la torre circolare e l’accesso con ponte levatoio del 1373, mentre sulla sinistra spicca la mole incompiuta di Palazzo Farnese, edificio rinascimentale progettato nel 1558 dall’architetto di corte Jacopo Barozzi da Vignola. All’interno del complesso oggi sono ospitati i Musei Civici. Da piazza Cittadella, si raggiunge attraverso via Posta dei Cavalli la porta di Borghetto, del 1553, e attraversandola si possono vedere le imponenti mura rinascimentali progettate da Antonio da Sangallo. Ecco un’altra ciclabile lungo via Tramello che corre lungo il perimetro interno delle mura, fino a raggiungere il santuario di S. Maria di Campagna. Se foste stati dei pellegrini dell’antichità diretti a Roma o in Terrasanta, avreste percorso questa strada, la via “Francigena”. In questa zona è stata edificata nel 1500 la Chiesa di S. Sepolcro, la sua intitolazione ricordava al pellegrino la meta finale del suo viaggio. Proseguendo si arriva in piazza del Borgo dominata dalla Torre Scotti, nel medioevo era sede luogo di incontro e di scambi. Sulla piazza si affaccia la Chiesa di S. Brigida un tempo tappa obbligata per i pellegrini che si recavano a Bobbio. Proseguendo sull’antica via Francigena, si arriva alla Chiesa del patrono di Piacenza ovvero S. Antonino. L’edificio è dominato dalla torre ottagonale al centro e dal portico trecentesco detto del Paradiso. In occasione della festa del patrono, il 4 luglio, viene organizzato un grande mercato che si snoda lungo molte vie della città. Pedalando sulla pista ciclabile dello Stradone si trova un complesso in mattoni sormontato da una grande ciminiera, è l’ex macello pubblico, che restaurato è diventato l’Urban Center. Qui hanno sede le aule del Politecnico, il Museo di Storia Naturale e l’Oil and gas Museum. Da qui ci si collega all’altro tratto di mura rinascimentali, sempre percorribili in bici. Un chilometro e mezzo di mura, il Facsal, come lo chiamano i piacentini, dai celebri giardini londinesi Vauxhall. Le mura possono essere anche ammirate dall’esterno grazie alla pista ciclabile che corre parallela lungo via IV Novembre. Se costeggiate dei binari inutilizzati, tornate alla stazione ferroviaria.

Fuori porta

I percorsi bike qui sono davvero tanti. Noi vi proponiamo la ciclovia del Trebbia. Se volete partire dalla stazione dei treni e percorre le città, dovete poi uscirne con direzione sud verso le colline. Da via Vittorio Veneto un percorso ciclopedonale vi porta all’abitato di Gossolengo poi Rossia – Ponte Nuovo e Molinazzo. Si può oltrepassare il fiume Trebbia al ponte di Tuna. Qui ci cono altri circuiti ciclabili tra Canneto e Rivalta. Si può, volendo, proseguire per Cà di Blatta, Buschi, Mirafiori, Rivergaro.

Le specialità piacentine

Se vi fermate in qualche trattoria o ristornate troverete gli anolini in brodo, i pisarei e fasö, i tortelli al burro e salvia, le tagliatelle al sugo di funghi, e tra i secondi lo stracotto di manzo, selvaggina arrosto, cinghiale in umido, salame cotto. Per una merenda veloce con salumi e formaggi viene abbinata la bortellina o la torta fritta, tipiche frittelle da gustare calde, da accompagnare con un bicchiere di Gutturnio o di Ortrugo. Se andate a visitare le cantine da non perdere è il Vin Santo di Vigoleno.