FAVIGNANA, LA FARFALLA DA SCOPRIRE IN BICICLETTA


Shares
ciclista a favignana

ciclista a favignana

Aereo, pullman, aliscafo; in tre passi dalla grande città sei a Favignana,

la piccola perla delle Egadi a forma di farfalla.

Qui ogni cosa sembra pensata per il benessere del cicloturista.

L’isola infatti ha dimensioni ridotte (33 km di perimetro), ha un clima benevolo (mai troppo caldo anche d’estate grazie al favonio, il vento da cui prende il nome l’isola) ed è quasi del tutto pianeggiante, se si esclude il monte Santa Caterina (alto 314 metri) che taglia l’isola a metà e sulla cui sommità troneggia l’omonimo castello.

Non perderti questo:   In bici immersi nella campagna padovana, terra del Ruzzante

Impossibile dunque resistere al suo richiamo per chi ama il mare e le vacanze in bicicletta ma non è particolarmente allenato o non possiede un fisico d’acciaio.

Favignana è per tutti, accogliente e benevola

soprattutto con le famiglie con bambini al seguito, i quali possono essere trasportati negli appositi seggiolini o, se un po’ più grandini, pedalare in autonomia per le vie mai troppo trafficate dell’isola.

[supsystic-gallery id=54 position=center]

Gli esperti dicono che, considerate le sue dimensioni, per visitare tutte le spiagge e le calette bastano due giorni, ma in base alla mia esperienza credo che avere

4-5 giorni a disposizione possono fare la differenza

tra un’esperienza di viaggio frettolosa e incompleta e il senso di appagamento, che si può ottenere entrando poco a poco nei ritmi quotidiani della vita isolana.

La giornata tipo a Favignana inizia subito nel modo giusto,

con una colazione a base di brioche al pistacchio, granite, cannoli o dolci alla pasta di mandorle e alla crema. Questo momento di beata dolcezza si può trascorrere nei bar che affacciano sulle meravigliose piazzette del paese o anche in casa, procurandosi tutto l’occorrente nei tanti forni presenti. Per bruciare tutte le calorie introdotte, niente di meglio poi di un’escursione in bici alla scoperta delle

meravigliose spiagge e calette offerte dall’isola, la quale fa parte dell’area marina protetta più grande d’Europa.

Favignana in bici

C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Partendo dal paese e andando verso est molto suggestiva è

Punta San Nicola, una bella caletta

che si trova dietro al cimitero e ad un’area archeologica ospitante la Grotta del Pozzo, utilizzata a scopo rituale già al tempo dei fenici e poi dei romani, per poi essere adibita a dispensa e stalla per animali in epoca moderna.

Proseguendo lungo la costa si arriva a Cala Rossa,

uno dei luoghi più suggestivi dell’isola, spiaggia premiata nel 2014 come la più bella d’Italia dal sito Skyscanner.

La particolarità del luogo è la presenza di un gran numero di ex cave di calcarenite (sull’isola chiamata a torto “tufo”) vecchie di millenni (visto che i fenici già utilizzavano questo materiale da costruzione), le quali danno al paesaggio un non so che di surreale e fiabesco. In realtà, l’intera parte est dell’isola è disseminata di cave simili, che molto spesso ospitano splendidi e rinfrescanti giardini ipogei, come quelli -visitabili- di Villa Margherita.

[supsystic-gallery id=55 position=center]

Continuando a pedalare si arriva alla spiaggia del Bue Marino,

anch’essa abbellita da ex cave e da un paesaggio vagamente lunare.

Il mare, come sempre, è eccezionalmente limpido e pieno di vita.

Proseguendo verso sud troviamo Cala Azzurra,

una selvaggia piccola baia con fondale sabbioso e acque cristalline,

che, come tutte le spiagge più famose, ha un comodo accesso e coste rocciose rese “soffici” da foglie secche di posidonia portate qui dalle mareggiate. Un toccasana per sdraiarsi comodamente anche sugli scogli.

Tra una pedalata e un tuffo sarà bene parlare a questo punto anche del pranzo. Per non appesantirsi, consiglio di optare per una limonata fatta con veri limoni di Sicilia, un pane “cunzato” (panino ripieno di pomodori secchi, capperi, acciughe, olio, ricotta salata) e una colorata macedonia, da consumare in uno dei (non troppo numerosi) chioschi dell’isola.

Proseguendo il nostro viaggio lungo la costa a sud dell’isola troviamo un tratto fatto di insenature e calette rocciose molto caratteristiche, alcune delle quali hanno grotte e piccoli archi da esplorare. Un luogo ideale se si vuole assaporare un po’ di romantica solitudine. Se invece si è in vena di socialità o avete i bimbi che scalpitano per fare un castello di sabbia,

poco più in là c’è Lido Burrone, l’unica spiaggia veramente attrezzata dell’isola,

dotata dei confort “balneari” più tradizionali.

alessandro scotti in bicicletta

Favignana in bici

Dopo il relax in spiaggia e dopo aver visto l’ultimo raggio di sole scomparire dietro l’onnipresente

monte Santa Caterina, è tempo di rientrare in paese per la cena.

A questo punto le possibilità sono quasi infinite, tutte testate e tutte ottime.

Si va dalla pizza al pesce spada e tonno affumicato (napoletana, conditissima, gustosissima), al cartoccio di pesce e verdure fritte, ai piatti più elaborati offerti dai tanti ristoranti dell’isola: cous cous di pesce, carpaccio di tonno, spada, busiate (pasta fresca) al pesto trapanese,

busiate con bottarga di tonno, etc.

Come avrete capito il tonno qui è un’istituzione,

rappresentata dallo

stabilimento Florio che si erge, monumentale, di fronte al porto. Una visita (imperdibile)

dentro questo gioiello di archeologia industriale è un viaggio nel tempo: in un paio di ore ci si può immergere nel mondo perduto delle tonnare e della lavorazione del tonno, rivivendo -grazie a guide molto preparate- la fatica dei pescatori e degli operai che vi lavoravano, gli odori e la luce di questo luogo così affascinante, oggi risorto ad una nuova vita turistica e culturale dopo la chiusura avvenuta negli anni ’70. La cosa più bella di bella del museo, inaugurato nel 2009, è che, rappresentando un pezzo così importante della storia di Favignana, è vissuto con particolare orgoglio dai suoi dipendenti e da tutti gli isolani. Tra l’altro alcuni tonnaroli e rais (capi delle tonnare) di cui si parla durante la visita sono gli stessi che si possono incontrare di sera nei bar o la mattina presto al porto, all’arrivo dei piccoli pescherecci che vendono il pesce appena pescato.

Ora va detta una cosa. Non sareste dei veri cicloturisti ma soltanto dei vacanzieri della domenica se non affrontaste il “viaggio” nella parte ovest dell’isola, quella alla sinistra del monte Santa Caterina. Ci si arriva o con la strada asfaltata che taglia la montagna per mezzo di una breve galleria o passando per una vecchia via, molto più panoramica, che lambisce la costa. Questa parte di Favignana è senz’altro meno abitata e meno battuta. Può capitarvi, ad esempio, se partite di buon ora, di arrivare nella selvaggia Cala Rotonda per primi, godendovi un paesaggio naturale autentico e bellissimo.

[supsystic-gallery id=56 position=center]

Ma non finisce qui. Un altro po’ di strada ed eccoci al faro di

Punta Sottile, un luogo ricco di fascino che offre tramonti da cartolina.

Proseguendo si arriva nella remota Cala Faraglioni,

il cui accesso è leggermente meno comodo delle altre cale. Ma la fatica, per chi vi arriva, viene subito ripagata dai colori del luogo: turchese, azzurro, blu con dietro il verde e i profumi della macchia mediterranea.

Questa è la tappa finale di un viaggio che è stato memorabile e pieno di sorprese,

che ci ha fatto scoprire un’isola dolce e accogliente, bellissima e gentile, di cui ci siamo disperatamente innamorati.

Ultimo suggerimento: se avete un po’ di tempo, se piove, fa troppo caldo o avete bambini amanti della natura,

visitate il Centro Primo Soccorso Tartarughe Marine che si trova in paese:

potreste fare incontri davvero interessanti!

Ultimissimo suggerimento:

il fascino di Favignana dura tutto l’anno,

perciò, se potete, evitate di visitarla nel mese di agosto, quando è troppo congestionata e piena di turisti.

Alessandro Scotti

FAVIGNANA, THE BUTTERFLY TO DISCOVER BY BIKE


Shares

ciclista a favignana

Airplane, bus, ferry; in three steps from the big city you are in Favignana,

the small pearl of the Egadi shaped like a butterfly.

Here everything seems designed for the well-being of the cyclist.

The island in fact has small dimensions (33 km perimeter), has a benevolent climate (never too hot even in summer thanks to the favonio, the wind from which the island takes its name) and is almost completely flat, except for Mount Santa Caterina (314 meters high) that cuts the island in half and on top of which stands the castle of the same name.
It is therefore impossible to resist its appeal for those who love the sea and cycling holidays but are not particularly well trained or do not have a steel body.

Favignana is for everyone, welcoming and benevolentespecially with families with children,

who can be transported in special seats or, if a little ‘hail, pedal independently along the streets never too busy island.

Non perderti questo:   In bici immersi nella campagna padovana, terra del Ruzzante

Experts say that, given its size, to visit all beaches and coves takes only two days, but from my experience I believe that have4-5 days available

can make a difference between a hasty and incomplete travel experience and the sense of satisfaction that can be achieved by entering little by little into the daily rhythms of island life.
The typical day in Favignana starts immediately in the right way, with a breakfast of pistachio brioches, granite, cannoli or almond paste and cream cakes.
This moment of blissful sweetness can be spent in the bars overlooking the beautiful squares of the village or even at home, getting everything you need in the many ovens.
To burn all the calories introduced, nothing better than a bike ride to discover the

wonderful beaches and coves offered by the island, which is part of the largest marine protected area in Europe.

Favignana in bici

There is really plenty to choose from.

Starting from the village and going east very charming isPunta San Nicola, a beautiful little bay

which is located behind the cemetery and an archaeological site housing the Grotta del Pozzo, used for ritual purposes already in the Phoenician and then Roman times, and then used as a pantry and stable for animals in modern times.
Continuing along the coast you will reach

Cala Rossa, one of the most beautiful places on the island, beach awarded in 2014

as the most beautiful in Italy by the site Skyscanner.
The peculiarity of the place is the presence of a large number of former quarries of limestone (on the island wrongly called “tufa”) thousands of years old (since the Phoenicians already used this building material), which give the landscape a surreal and fairy-tale. In fact, the whole east part of the island is scattered with similar quarries, which very often host beautiful and refreshing underground gardens, such as those -visitability- of Villa Margherita.

Continuing to pedal you arrive at the beach of Bue Marino, also embellished by former quarries and a vaguely lunar landscape.

The sea, as always, is exceptionally clear and full of life.

Continuing south we find Cala Azzurra, a wild small bay with sandy seabed and crystal clear waters,
which, like all the most famous beaches, has convenient access and rocky coasts made “soft” by the dry leaves of posidonia brought here by the storms.

A healthy pouch for lying down comfortably on the rocks.
Between a ride and a dip it will be good to talk about lunch at this point.

To avoid becoming heavier, I suggest you opt for a lemonade made with real Sicilian lemons, a “cunzato” bread (sandwich stuffed with dried tomatoes, capers, anchovies, oil, salted ricotta) and a colorful fruit salad, to be consumed in one of the (not too many) kiosks of the island.

Continuing our journey along the coast to the south of the island we find a stretch made of coves and very characteristic rocky coves, some of which have caves and small arches to explore. An ideal place if you want to enjoy a bit of romantic solitude. If you are in the mood for socializing or you have children who chisel to make a sand castle,

just a little further on is Lido Burrone, the only truly equipped beach on the island,

equipped with the most traditional “seaside” comforts.

alessandro scotti in bicicletta

Favignana in bici

After relaxing on the beach and seeing the last ray of sun disappear behind the ubiquitous Mount Santa Caterina, it is time to return to the village for dinner.

At this point the possibilities are almost endless, all tested and all very good.
The menu ranges from pizza to swordfish and smoked tuna (Neapolitan, seasoned, very tasty), fish and fried vegetables, to the most elaborate dishes offered by the many restaurants on the island: fish couscous, tuna carpaccio, sword, busiate (fresh pasta) with Trapani pesto,
busiate with tuna roe, etc.

As you will have understood, tuna is an institution here,represented by Florio factory that stands, monumental, facing the port.

One visit (not to be missed) inside this jewel of industrial archaeology is a journey through time:

in a couple of hours you can immerse yourself in the lost world of tuna traps and tuna processing, reliving – thanks to very well-prepared guides – the fatigue of fishermen and workers who worked there, the smells and light of this fascinating place, now risen to a new tourist and cultural life after the closure in the ’70s.

The most beautiful thing about the museum, opened in 2009, is that, representing such an important piece of Favignana’s history, it is lived with particular pride by its employees and all the islanders. Among other things, some tuna boats and rais (tuna captains) mentioned during the visit are the same as those you can meet in the evening in bars or early in the morning at the port, when small fishing boats sell the freshly caught fish.
One thing must now be said. You would not be a real cyclist but only a Sunday holidaymaker if you do not face the “journey” in the west of the island, the one to the left of Mount Santa Caterina. You can reach it either by the asphalt road that cuts through the mountain by means of a short tunnel or by an old, much more panoramic road that runs along the coast. This part of Favignana is certainly less inhabited and less well beaten. For example, if you are leaving early, you may arrive in the wild Cala Rotonda first, enjoying an authentic and beautiful natural landscape.

But that is not all. Another bit of road and here we are at the lighthouse of Slim Punta,

a place full of charm that offers postcard sunsets.

Continuing you arrive in the remote Cala Faraglioni, which is slightly less convenient to access than other bays.

But the effort, for those who arrive, is immediately rewarded by the colors of the place: turquoise, blue, blue with behind the green and the scents of the Mediterranean.

This is the final stop on a journey that has been memorable and full of surprises, that made us discover a sweet and welcoming island, beautiful and kind, with which we desperately fell in love.

Last tip: if you have some time, if it rains, it’s too hot or you have children who love nature,
Visit the Marine Turtle First Aid Centre in the village: you could make really interesting meetings!

Very last suggestion: the charm of Favignana lasts all year round, so, if you can, avoid visiting it in August,

when it is too congested and full of tourists.

Alessandro Scotti

Ludovica Casellati

Giornalista, esperta di comunicazione e appassionata di cicloturismo. Editore di Viagginbici.com

Torna Su