Ci sono vari modi di pedalare, ma tutti tornano alla necessità di utilizzare correttamente la bicicletta.

Per intenderci: non basta sapersi tenere in equilibrio per dire di “saper andare in bicicletta”. Occorre pure “saper guidare”, divincolarsi nel traffico e magari in mezzo ad altri ciclisti nelle uscite di gruppo è un modo per trarre divertimento da ogni uscita e, soprattutto, pedalare in sicurezza.
Poi c’è l’uso vero e proprio della bicicletta e partiamo da qui: sapete come si usa il cambio? Banalmente: serve a cambiare i rapporti della bicicletta, ossia a modificare il rapporto tra giro di pedaliera e giri della ruota: il rapporto, appunto. Rapporto duro oppure agile, a seconda che si percorrano più metri per pedalata oppure meno. Il primo adatto alla pianura (e ancora di più in discesa), il secondo in salita, dove si scompone la fatica che altrove si fa lungo decine di metri, in pochi decimetri per volta.

Diventa un godersi il paesaggio al giusto ritmo dell’ascesa, quello che dovrebbe sempre permettere di chiacchierare con un ipotetico compagno di ruota, quindi con la giusta scorta di fiato per pedalare in quella condizione per parecchi minuti se non ore, se si sta scalando una salita importante.
Ma tutto parte da lì; dalla scelta dei rapporti e dal giusto incrocio della catena tra corona anteriore e pignoni posteriori: così si chiamano gli ingranaggi della bicicletta.

Cambio posteriore e deragliatore anteriore non fanno altro che spostare la catena su questi ingranaggi a seconda delle necessità andando, quindi, a comporre il rapporto ideale per il preciso istante e il preciso tratto di pedalata. Nella scelta del rapporto, ovviamente, influiscono tante variabili, non c’è una strada che si fa sempre allo stesso rapporto. Cambiano le condizioni fisiche di chi pedala, il vento più o meno a favore (oh, sì e varrà la pena approfondire anche questo argomento più avanti, soprattutto per sfruttare il lavoro degli altri compagni di ruota, se ci sono) e anche le condizioni della strada.
L’importante, però, è avere sempre il giusto ritmo che, badate bene, conta anche se si utilizza una bicicletta a pedalata assistita il cui motore deve essere considerato come una sorta di muscolo in più e come tale rispettato.

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Se si spinge un rapporto troppo lungo il movimento sarà lento e la fatica muscolare si farà sentire anzitempo. Così il motore elettrico che assiste la pedalata richiederà maggiore potenza, pur avendo un rendimento potenzialmente minore, ma che consumerà di più la batteria riducendone l’autonomia.
Però attenzione a non incrociare troppo la catena: corona grande davanti e pignone grande dietro non hanno senso. La catena lavorerebbe di traverso con maggior attrito (e usura) mentre si potrebbe scegliere, invece, un rapporto con lo stesso sviluppo metrico, o molto simile, utilizzando altri ingranaggi.
Conti da fare partendo dalla conoscenza delle dentature di cui si dispone su corona e pignoni.
Il conto e l’eventuale sviluppo di una tabella sono semplici da realizzare. Per sapere lo sviluppo metrico di ogni rapporto basta dividere il numero dei denti della corona per il numero dei denti del pignone e moltiplicare il risultato per la circonferenza della ruota.

Questa è la formula base della bicicletta, la E=MC2 di Einstein del nostro mezzo. Tutto parte da qui.

Se poi volete approfondire andate a vedere su Cyclinside tutto quello che c’è da sapere sui rapporti della bicicletta. Ecco il link: http://www.cyclinside.it/web/i-rapporti-della-bicicletta-spiegazione-e-funzionamento/

E buone pedalate, anche mentali!