la prima tappa del cicloviaggio: tra tendopoli e colline

15 dicembre 2016. Oggi è partito “Jemo! – La ruota non si ferma mai” il cicloviaggio che ci sta portando a percorrere in bicicletta alcune delle strade più belle delle Marche, nelle regioni colpite dal terremoto.

casa diroccata e addobbi

Siamo partiti da Belforte del Chienti e successivamente abbiamo attraversato i paesi di Serrapetrona, Caldarola e Pievefavera, passando per il lago di Caccamo.

A Belforte del Chienti abbiamo incontrato il sindaco Roberto Paoloni, che ci ha spiegato come il comune sia riuscito, anche grazie all’aiuto dei Vigili del Fuoco di Aosta, ad arginare i danni provocati dalle scosse sismiche intervenendo per tempo sugli edifici e riuscendo così a mantenere il centro del paese aperto. Qui infatti non c’è zona rossa. È stato protetto e “salvato” anche il polittico della chiesa di Sant’Eustachio, il più grande d’Europa e considerato uno dei dieci più belli al mondo nel suo genere.

polittico di san eustachio

Sempre in bici, siamo saliti fino a Serrapetrona, mentre alcuni operai stavano puntellando alcuni edifici del centro. Il sindaco Silvia Pinti ci ha spiegato che qui molte persone hanno dovuto abbandonare le loro case per essere ospitate nei comuni sul litorale. Il borgo sta però reagendo «In modo positivo. Abbiamo avviato tutte le misure per la messa in sicurezza e per la ricostruzione e stiamo già riparando i danni materiali. Non solo: stiamo lavorando per risollevare tutte le nostre attività, a partire dal valorizzare ciò che di caratterizza da sempre: le nostre bellezze naturali, la nostra cultura, la nostra storia e il nostro patrimonio enogastronomico. Siamo un territorio ferito, ma con tanta voglia di andare avanti».

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nella nebbia

Nella nebbia che ha caratterizzato questa giornata dai tratti autunnali, la nostra pedalata è proseguita fino a Caldarola, e qui i danni del terremoto sono stati più evidenti. Il municipio e la scuola elementare sono inagibili. Per pranzo siamo stati ospitati nella tendopoli allestita dalla Protezione Civile.

Nonostante tutto, però, qui la vita va avanti. All’entrata della mensa comune, è stato posto un albero di Natale realizzato con tocchi di legno, opera degli Alpini, per scaldare gli animi e infondere speranza. I marchigiani sono gente tosta e in questo nostro primo contatto con le persone del luogo, abbiamo percepito tanta voglia di rimboccarsi le maniche.

Tra salite e discese, immersi in paesaggi meravigliosi segnati dai colori dell’autunno (molto affascinante anche il lago Caccamo), siamo giunti fino al borgo di Pievefavera, con i suoi caratteristici edifici tutti in mattoni rossi, che si inerpicano in salita. Sembra un paese “fuori dal tempo”. Una tappa da non mancare per chi, come noi, deciderà di percorrere le Marche in bicicletta.

Reportage Silla Gambardella