Andrà tutto bene.

Non c’è frase al mondo che mi getti più nel panico e nello sconforto. Dipenderà dai film dalle serie tv dai cartoni animati che vedevo da piccola ma questa frase nel mio personalissimo immaginario è legata ad una situazione rispetto alla quale non c’è via d’uscita o di ritorno. “Andrà tutto bene” è la classica frase che abbiamo sentito recitare più e più volte in lacrime a chi stava esalando l’ultimo respiro in un letto di ospedale, o a chi era stato colpito a morte in un film di guerra o poliziesco. Oggi la vedo scritta ovunque quasi a voler esorcizzare allontanare una sciagura che invece già ci sta colpendo.

Sapete che altro effetto pensa produca, lontano ovviamente dalle intenzioni di chi la scrive? Un effetto deresponsabilizzante…. Quasi non stesse capitando proprio a noi tutto questo….o non potessimo far nulla per evitarlo e potessimo aspettare solo la fine. E invece no. Dipende tutto da noi. Questo nemico invisibile, di cui prima negavamo tutti l’esistenza, ora invece è il nostro “nemico immaginario” (che non vediamo ma è reale) che ci accompagna dalla mattina alla sera ovunque dentro e fuori casa. Diventa anche il protagonista dei nostri sogni, di cui si impossessa prepotentemente. Ma possiamo fermarlo solo in un modo: cambiando radicalmente la nostra vita, le nostre abitudini e rinunciando alle nostre libertà. Oggi pensavo che non ho mai amato andare a fare la spesa, che trovavo noioso dover andare dal parrucchiere e magari in palestra. Cosa pagherei per riprendermi tutto ciò che mi annoiava!

Sono come tutti costretta a casa e posso uscire solo se è davvero necessario. Tutto è cambiato.

Ma non tutti, mi pare di capire, avvertiamo questa urgenza.

Oggi mi sono sentita vecchia, o saggia, o acida, a seconda dei punti di vista, perché ho redarguito energicamente dei ragazzi davanti al supermercato che non facevano la coda come tutti distanziati molto più di un metro ma ridevano scherzavano amabilmente tra loro senza mascherina a meno di un metro di distanza come nulla fosse, come facevamo tutti poco tempo fa. Ho chiesto loro se si sentivano immortali o se erano semplicemente senza coscienza e dotati di poca intelligenza. Certo ognuno della sua vita fa quello che vuole ma se uno di questi minus habens mette a rischio anche la mia è affare mio.

 

Un altro virus “la rabbia”

 

Detto ciò non faccio parte di quella massa inferocita affacciata alle finestre in attesa che qualcuno ci passi sotto per versare olio bollente! In questi giorni ho sentito tante persone amiche che rincasavano dal lavoro o che erano state fuori per giustificati motivi e che sono state aggredite a male parole, insultate e schiaffeggiate verbalmente. Ho letto su Repubblica (fonte Ansa) che una farmacista a Salerno è stata presa a secchiate d’acqua mentre tornava a casa in bicicletta da gente che dai balconi urlava “stai a casa”. Ma siamo diventati bestie o la bestia che è dentro di noi viene fuori in queste occasioni? Per redarguire o multare chi trasgredisce ci sono le forze di polizia non dobbiamo sostituirci a loro!

Comincio ad aver paura anche della rabbia delle persone che per quanto possa essere giustificata dal fatto che siamo tutti chiusi in casa viene rivolta non contro il virus ma contro il prossimo, il vicino che pensiamo possa essere un potenziale untore. Non sono una psicologa, né voglio togliere loro il tanto lavoro che sta arrivando, ma sembra che l’esigenza sia quella di dare un volto alla  frustrazione, alla paura, al senso di impotenza o al virus stesso: quello dell’odiato vicino, o di un passante qualsiasi.

Non so che rimedi ci siano contro questo virus so solo che non voglio essere contagiata neanche da questo. Da domani cercherò di reinventarmi le giornate, in attesa di riprendermi la mia vita, facendo quello che in casa non ho mai fatto e gettando cuore e mente avanti, non so ancora quanto avanti non ci è dato saperlo. Mi dedicherò ai viaggi in bicicletta a far volare la mente indietro a quelli che ho fatto e avanti a quelli che mi auguro di poter fare appena tutto questo sarà passato.

Con il nostro aiuto, di tutta la redazione di Viagginbici, fatelo anche Voi!

Ludovica Casellati