La quinta edizione dell’Oscar italiano del Cicloturismo è stata vinta dall’Abruzzo con la sua spettacolare Bike to Coast, una ciclovia di 131 km che si snoda in gran parte sul vecchio tracciato ferroviario, affacciato al mare, da Martinsicuro a San Salvo. Cornice della premiazione la Fiera di Verona e Cosmobike, la fiera della bicicletta. Sul palco durante la cerimonia di premiazione Ludovica Casellati, direttrice della rivista Viagginbici.com, ideatrice dell’Italian Green Road Award assieme alla conduttrice televisiva Tessa Gelisio. L’Igraw è nato con lo scopo di mettere in luce i migliori percorsi e i territori che sono riusciti a realizzare e valorizzare al meglio le vie verdi, con servizi in grado di consentire lo sviluppo del cicloturismo. L’Oscar del Cicloturismo vuole far conoscere al grande pubblico le realtà virtuose e spesso poco conosciute, per incrementare nel nostro paese un turismo più sostenibile. L’Italia nasconde angoli poco noti eppure incantevoli, spesso visitabili solo su due ruote.

 

Primo premio – l’Abruzzo con la Bike to coast

Una pista ciclopedonale, che si snoda per 131 km lungo la costa teatina, seguendo in parte il vecchio tracciato ferroviario dal primo all’ultimo Comune, da Martinsicuro a San Salvo. Un percorso adatto a tutti, che ispira un pedalare lento e rilassato e invita a fermarsi alla scoperta di spiagge, borghi, riserve naturali, che si incontrano lungo il tragitto. Una sosta per fare un bagno, prendere il sole e poi ripartire, pedalare nella natura e poi concedersi una tappa golosa con un pranzo fronte mare su uno dei trabocchi che si incontrano. Tutta la ciclabile regala splendidi paesaggi specialmente nella costa dei trabocchi, il tratto da Ortona a Vasto, antiche palafitte che si allungano verso il mare, sospese a qualche metro dall’acqua. È già realizzata al 70 %, ci sono solo alcuni tratti (le gallerie) che devono essere messi in sicurezza, ma consentiranno di promuovere tutta la costa abruzzese dalla prossima stagione estiva con alcuni percorsi già collegati che portano nell’entroterra: un gioiello tutto da pedalare.

Secondo premio – Lazio con la Cicloturistica dei Borghi Sabini

Valorizza un territorio del Lazio poco conosciuto, ma facilmente raggiungibile in treno da Roma, la Cicloturistica dei Borghi Sabini. Un anello di 105 km, che parte dalla stazione ferroviaria di Collevecchio attraversando undici borghi medievali della Sabina, sulla sponda destra del Tevere. La cicloturistica vuole far scoprire un territorio ancora poco noto, ma facilmente accessibile, puntando sul grande patrimonio di storia, cultura, paesaggi e ambiente che possiede. Un’apertura ad un turismo più slow, lento e attento ai dettagli e alle esperienze che tanti territori, a volte dimenticati, del nostro paese possono regalare. Il riconoscimento, ha voluto premiare la rete di impresa ovvero la collaborazione che ha visto coinvolte più amministrazioni e privati per la valorizzazione di un territorio.

Terzo premio – Toscana con il Gran Tour Val di Merse

Un percorso che si addentra nel cuore della Montagnola Senese, incrociando quattro valli, la Val d’Elsa, la val di Cecina, la Val di Merse. Il Grand Tour del Merse copre oltre 170 km, dove si incontrano piccoli comuni che obbligano a fermarsi per i tesori paesaggistici e architettonici che regalano. Si può iniziare ad esempio dal Comune di Sovicille o Casole d’Elsa trattandosi di un itinerario ad anello. La magica atmosfera dell’Abbazia di San Galgano, il fiabesco Castello di Celsa, ma anche il Museo Etrusco di Murlo, il Passo dell’Incrociati, il borgo di Marmoraia e di Belforte, Montalcinello e il Chiostro di Torri. Soste particolari, come la visita alla piazzetta di Iesa, prima di un bagno rilassante alle Terme di Petriolo che vanta vasche naturali delle fumanti acque boracifere.

Premio stampa – Trentino con la Ciclabile Valsugana

La ciclovia Valsugana, per il suo tracciato perfettamente segnalato e perché permette di far uso dell’intermodalità ovvero di prendere un treno per tornare da dove si è partiti, ha ottenuto il Premio Stampa, assegnato dai giornalisti presenti in giuria. Un percorso che si snoda in un paesaggio vario, tra prati e frutteti, lungo corsi d’acqua, attraversando piccoli paesi, specchiandosi su laghi di montagna e seguendo il corso dei fiumi. Il tracciato parte da Pergine Valsugana e si dirige verso il lago di Caldonazzo, ne costeggia le rive per raggiungere poi il vicino lago di Levico, famoso anche per i suoi impianti termali. Si prosegue lungo il fiume Brenta incontrando piccoli paesi di montagna, attraversando secolari castagneti, boschi e frutteti fino al caratteristico Borgo Valsugana con i suoi ponti e canali. Il percorso continua in un’area naturalistica fluviale protetta che si estende fino al confine con il Veneto, la storica via di comunicazione che portava fino a Venezia.

Caldonazzo

Menzione speciale – Basilicata con The road of dreams

Si snoda tra borghi storici e calanchi The road of dreams, un itinerario che collega tre vie verdi nel cuore della Basilicata. Si percorrono vecchie strade provinciali poco trafficate, tra scenari unici ed emozionanti, dove si alternano piccoli giardini profumati di agrumi e rugosi calanchi, sculture di terra scavate dal tempo, che rendono il paesaggio lunare. Si passa dalla riserva regionale dei Calanchi di Montalbano Jonico, con caratteristiche geologiche uniche alla Rabatana di Tursi, il primo insediamento fondato nel V secolo, fino alle Gole di Candela a Rotondella, con l’affascinante risalita dell’ex lago Candela tra salti d’acqua e rocce dalle tonalità magiche e surreali. Un percorso affascinante che ha ottenuto una menzione speciale per la capacità dimostrata da questi territori di proporre una modalità alternativa e sostenibile per far scoprire in mountain bike ciò che esiste oltre Matera.

I commenti

Le amministrazioni stanno iniziando a investire nel cicloturismo, ma a volte non si conosce l’esistenza delle vie verdi. “L’Italian Green Road Award – spiega Ludovica Casellati – nasce dall’esigenza di valorizzare tutte le vie verdi e i percorsi ciclopedonali italiani per renderli noti al grande pubblico. Solo così potranno essere patrimonio di tutti”.
L’Oscar del Cicloturismo italiano 2020 è stato consegnato dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e dall’Ambassador del premio, Renato di Rocco Presidente della Federazione ciclistica italiana. “Il Veneto è la capitale italiana indiscussa di tutti gli sport del pedale. Che si tratti di gareggiare, di organizzare corse ed eventi, di fare semplicemente una scampagnata all’aria aperta in compagnia, i veneti ci sono, a migliaia e migliaia, con entusiasmo, passione e competenza. – ha dichiarato Luca Zaia – Giusta premessa per dire che questo premio viene consegnato nel posto giusto e al momento giusto, perché tra poco, passato l’inverno, potremo inforcare le nostre bici e goderci le centinaia di chilometri di splendide ciclovie, che valorizzano territori, avvicinano alla natura ma anche alla storia e alle tradizioni delle aree attraversate. Oggi premiamo le migliori, quelle che hanno un qualcosa in più, ma, in realtà, ci rivolgiamo anche a tutti coloro, privati e pubblici, che hanno permesso la realizzazione di tante e tante occasioni di svago e di sport non competitivo. La Regione Veneto è orgogliosamente tra questi, perché abbiamo realizzato, stiamo realizzando e abbiamo progettato vere e proprie bellezze. Chilometri e chilometri attraverso i territori del Veneto, lungo percorsi originali e per tutti i “polpacci”, capaci di far gustare a tutti quel mix straordinario tra sport, natura, storia, cultura, identità, che è una ciclovia”. Renato di Rocco ha sottolineato l’importanza della bicicletta come stile di vita e di investire in un turismo più sostenibile, valorizzando proprio le vie verdi: “La bicicletta è movimento, ricchezza e bellezza. Dal mio primo giorno di presidenza della FCI ho cercato di sviluppare un concetto che mi porto dietro sin dall’infanzia: la bicicletta come stile di vita. In questi anni abbiamo fatto tanta strada; insieme a chi crede come noi che attraverso la bicicletta si possa costruire un futuro migliore delle nostre città e per la nostra economia. Essere indicato come Ambassador di questo Premio, che contribuisce a valorizzare quanto di buono si sta realizzando nel nostro Paese dal punto di vista dello sviluppo del turismo sostenibile è per me motivo di grande orgoglio e conferma che la Federazione è un soggetto attivo nella realizzazione di questo. Ogni anno l’assegnazione dei riconoscimenti diventa sempre più impegnativa, a dimostrazione che Regioni ed Enti locali stanno ormai investendo nella valorizzazione del proprio territorio attraverso la bicicletta. Mi auguro che questo trend non rallenti; che in breve il nostro Paese possa recuperare il gap con gli altri paesi e che anzi in un futuro si possa diventare un esempio ed un modello da imitare. L’Italia è troppo bella per non percorrerla in bicicletta”.

La giuria e i premi

Difficile il compito della giuria, che ha dovuto valutare i tanti progetti presentati quest’anno dalle regioni italiane. Il Sud ha fatto la parte del leone, dimostrando una sempre maggiore attenzione per il cicloturismo e il turismo sostenibile, investendo nel territorio per far conoscere anche zone che escono dai soliti percorsi conosciuti e visitati dal turismo di massa. Presieduta da Ludovica Casellati  direttore Viagginbici.com, la giuria era composta da opinion leader, giornalisti della stampa turistica e specializzata nel mondo della bicicletta: Mons. Libero Andreatta, Consigliere della Fondazione FS; Antonio Barreca, direttore generale Federturismo; Paolo Coin, project manager Cosmobike; Lucia Cuffaro, presentatrice “Chi fa da sé” Uno Mattina in Famiglia RAI 1; Antonio Dalla Venezia di FIAB; Renato Di Rocco, Presidente Federazione ciclistica italiana e Ambassador del Premio; Giancarlo Feliziani, caporedattore Tg La7; Piergiorgio Giacovazzo, giornalista Tg 2; Marco Mancini, direttore La Freccia; Enrico Rondoni, vicedirettore Tg5; Guido Rubino, Cyclinside; Gianluca Santilli, Presidente Osservatorio Nazionale Bike Economy; Alessandra Schepisi, giornalista Radio 24; Maria Zezza, Caporedattore RaiNews; Sebastiano Venneri, Legambiente Turismo.