Quando si parla di Olanda il binomio con la bicicletta è praticamente automatico. 32.000 chilometri di piste ciclabili quasi tutte completamente pianeggianti, una segnaletica capillare, un rispetto per le due ruote che ha del favoloso. E in bici si può poi scoprire questo Paese, le città storiche come Amsterdam e Delft, i villaggi di pescatori come Volendam, la città del formaggio come Alkmaar, gli sconfinati campi di tulipani e i mulini a vento. Se si decide per una vacanza in Olanda da visitare il Rijksmuseum e il Museo Van Gogh ad Amsterdam o la Mauritshuis a L’Aia. Bellissima anche l’idea di affiancare al giro in bici uno in barca. Ma l’Olanda, dove il 95% delle persone raggiunge la scuola o il posto di lavoro in bici, è all’avanguardia per i mezzi di trasporto ecologici e in genere per il rispetto verso l’ambiente, come dimostrano le nuove iniziative che vi segnaliamo.
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Il ciclobus: i bambini pedalano sul bus scolastico

Da noi spesso gruppi di gentiori si organizzano per portare i bambini a scuola a piedi tenendosi tutti per mano. Quello che noi chiamiamo piedibus in Olanda è diventato il ciclobus. Si tratta di un nuovo mezzo di trasporto, un incrocio tra una bicicletta e uno scuolabus, una specie di bici-tandem con otto file di pedali per i ragazzi, una postazione per un guidatore adulto e una panchina con qualche posto a sedere sul retro. Ha una copertura ripiegabile per riparare nei giorni di pioggia ed un motore elettrico di scorta.

Regen: l’ecovillaggio totalmente eco sufficiente

Almere è una città che si trova a venti minuti da Amsterdam, ed è qui che sta nascendo il primo ReGen Village, ecovillaggio moderno e autosufficiente che integra i sistemi tecnologici innovativi, la produzione e lo stoccaggio di energia rinnovabile con la produzione in loco di alimenti biologi e una gestione intelligente delle acque e dei rifiuti urbani.

Autosufficiente dal punto di vista energetico e alimentare, la produzione energetica deriva dal connubio tra sistemi solari termici, fotovoltaici, eolici, geotermici e biomasse. La produzione alimentare, invece, si basa sulle colture aeroponica e coltivazione idroponica e sull’allevamento. Il ciclo di produzione è chiuso. Ogni rifiuto alimenta qualcosa e ogni scarto diventa fertilizzante ed energia per l’autosufficienza. Un impianto di biogas trasformerà in energia i rifiuti non compostabili e, infine, le acque piovane e grigie verranno raccolte e utilizzate per irrigare gli orti.


La pista ciclabile fatta con la carta igienica

Carta igienica recuperata dalle fogne per fare un asfalto speciale. Dalla città di Leeuwarden a Stiens in bici: più o meno un chilometro di strada che mira a riciclare le 180 mila tonnellate di carta igienica che gli olandesi utilizzano ogni anno, accorpando la cellulosa dispersa nelle acque fognarie, in un composto di asfalto chiamato Ogfc, un’amalgama porosa e permeabile all’acqua. Per recuperare la cellulosa dalle fogne i tecnici dello stabilimento di depurazione di Geestmerambacht utilizzano un particolare setaccio industriale in grado di recuperarne 400 chilogrammi al giorno. Un materiale che per essere utilizzato nell’asfalto non dovrà seguire un lungo processo di depurazione, facendo risparmiare tonnellate di Co2.