Negli ultimi anni, l’evoluzione delle infrastrutture ciclabili in Italia ed Europa è diventata uno dei pilastri delle politiche di mobilità sostenibile, con sempre più città e regioni che investono in piste dedicate, ciclovie turistiche e collegamenti intermodali. Questo cambiamento, spinto da esigenze ambientali, sociali ed economiche, trasforma la bicicletta da semplice mezzo ricreativo a protagonista della mobilità quotidiana e del turismo lento. E per i viaggiatori in bicicletta, si delineano nuove opportunità per esplorare territori con percorsi sicuri e ben collegati, favorendo anche l’economia locale.
In Italia, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha catalizzato una serie di investimenti nel settore, dedicando milioni di euro alla realizzazione di nuove piste ciclabili urbane e turistiche. Il piano prevede la costruzione di più di 500 km di piste in aree metropolitane e più di 700 km di ciclovie turistiche, con l’obiettivo di migliorare la mobilità di pendolari, studenti e turisti e di favorire l’intermodalità con treni e altri mezzi pubblici.
Questi fondi stanno portando a interventi concreti in numerose città italiane, con progetti che spaziano dalla semplice realizzazione di piste che collegano quartieri centrali alla costruzione di percorsi che integrano nodi chiave del trasporto.
Un’altra frontiera è rappresentata dalle connessioni intelligenti: in Friuli-Venezia Giulia sta nascendo un progetto per dotare 125 km di piste ciclabili di internet ad alta velocità, favorendo servizi digitali dedicati ai ciclisti e rendendo i percorsi più fruibili e sicuri anche nelle aree più remote.
Sul fronte europeo, l’espansione delle infrastrutture ciclabili è altrettanto dinamica. Il network EuroVelo, una rete di 17 ciclovie continentali che attraversano oltre 40 Paesi, è ormai un riferimento per gli amanti delle lunghe percorrenze in bicicletta: con più di 56.000 km già percorribili e ulteriori tratti in sviluppo, EuroVelo connette città, regioni e Paesi offrendo itinerari da sogno per il cicloturismo internazionale.
Le città europee, da Parigi ad Amsterdam, continuano ad ampliare e rafforzare i loro piani ciclabili. Parigi, per esempio, ha raddoppiato la sua rete di piste negli ultimi anni attraverso iniziative come il “Plan Vélo”, che prevede centinaia di chilometri di nuove corsie dedicate e incentivi per la mobilità su due ruote.
Il quadro complessivo testimonia una crescita significativa dell’uso della bici: non solo come strumento di turismo sostenibile o sportivo, ma come mezzo di trasporto quotidiano. La disponibilità di infrastrutture sicure e ben collegate aumenta la partecipazione dei cittadini e la discesa verso soluzioni di mobilità a basso impatto ambientale. Per i viaggiatori in bicicletta, questi sviluppi offrono una miriade di possibilità per scoprire territori, culture e paesaggi, spostandosi in modo green e integrato.

In definitiva, l’evoluzione delle infrastrutture ciclabili in Italia e in Europa rappresenta una trasformazione profonda: non solo una questione di chilometri di pista, ma un vero e proprio cambio di paradigma nella mobilità, nel turismo e nella qualità della vita. Chiunque ami pedalare – che sia per spostarsi in città, esplorare campagna o affrontare lunghi itinerari nazionali – oggi trova un contesto sempre più ricco, con percorsi sicuri, collegamenti efficienti e un supporto pubblico senza precedenti. E questo è solo l’inizio di una rivoluzione su due ruote.

