Potrebbero essere 2K600 chilometri di ciclovia, il più grande percorso ciclo-turistico d’Italia sulle strade secondarie dell’Appennino.

Per questo l’impegno della seconda edizione della “Appennino Bike Tour” si è concluso con la firma dell’accordo dei Sindaci di tutta Italia, per dare avvio alla raccolta firme e portare la ciclovia in Parlamento.

Apennino Bike Tour

L’Appennino Bike Tour è promossa da Ministero dell’Ambiente, da Vivi Appennino e da Confcommercio Ascom. Quest’anno il ciclista Omar Di Felice, testimonial del Giro, ha pedalato l’intera Dorsale in soli undici giorni. La partenza, ad Altare, ha visto inaugurare simbolicamente il primo cartello della ciclovia Appenninica.

Omar Di Felice

I Comuni aderenti all’iniziativa hanno sottoscritto, lungo il viaggio, un accordo di collaborazione che li impegna a sostenere l’iniziativa dell’istituzione della Ciclo-Via Appenninica con una Legge speciale, coinvolgendo cittadini e territori, attraverso una raccolta firme. Una iniziativa che vedrà capofila in ogni zona d’Italia i Comuni tappa del Giro, primi promotori della proposta di Legge, che avranno il compito di raccogliere almeno 1.200 firme, e di coinvolgere i Sindaci dei Comuni vicini.

Apennino Bike Tour

Appennino Bike Tour è stato un viaggio all’insegna della sostenibilità e della valorizzazione dell’ambiente: ad ogni tappa del Giro sono state organizzate conferenze sul tema dello sviluppo sostenibile.

L’importanza del rispetto dell’ambiente si è manifestata anche nella scelta del veicolo che ha accompagnato il percorso del ciclista Omar Di Felice, una Mitsubishi modello Outlander Phev, il primo veicolo ibrido plug-in a trazione integrale permanente con due unità elettriche capace di ricaricarsi da solo quando è in movimento o da fermo da colonnina di ricarica fissa.

Le soste sono state anche un modo per dare spazio alla valorizzazione delle tipicità locali, frutto di un’agricoltura e di un allevamento rispettosi della natura e degli animali, in linea con l’iniziativa “2018 Anno del Cibo Italiano”.

Infine, grazie ai recenti accordi di collaborazione siglati tra Vivi Appennino e la Federazione Ciclistica Italiana e Trenitalia, sono stati anche presentati progetti di formazione per figure turistiche professionali come le guide cicloturistiche, e le azioni promozionali per legare la scoperta del territorio all’utilizzo di mezzo pubblici, come il treno, meno inquinanti degli autoveicoli.