Da Nord a Sud tra le “ghost town” della nostra Italia. Un viaggio alternativo per scoprire un mondo silenzioso fatto di borghi abbandonati, di case vissute un tempo lontano, di panorami che ora non hanno più occhi per essere ammirati. L’Istat ne conta oltre seimila sparsi sul territorio, tutti paesi lasciati per necessità umane o cause naturali. Tutti con una loro storia alle spalle. In questo articolo vogliamo proporvi cinque mete “spopolate” da raggiungere in bici o almeno da considerare come tappa di un bike-tour originale.

Tra i borghi fantasmi più famosi del Belpaese c’è Bagnoregio, nell’alto Lazio, al confine con l’Umbria, all’interno della Valle dei Calanchi, in provincia di Viterbo. Per raggiungerlo bisogna attraversare un lungo ponte di 200 metri che dalla collina più vicino portano all’accesso del centro storico. Ad oggi Civita contra 11 abitanti, gli ultimi “survivor” di una condizione di precarietà strutturale che ha svuotato il paese.  Qui il tempo pare essersi fermato al Medioevo, momento in cui questo borgo ha avuto il suo apice, poi, già dall’Ottocento ha cominciato a svuotarsi fino a quel che ne rimane.

Merita una fermata il borgo Pentedattilo, nel cuore della Calabria Greca. Si trova a 250 metri s.l.m. sulla rupe del monte Calvario dalla caratteristica forma che ricorda quella di una ciclopica mano con cinque dita. Sorge nella splendida vallata Sant’Elia dove, oltre al borgo, c’è una vasta gamma di rocche tra cui quelle arenarie di Santa Lena e di Prasterà in mezzo alle distese di ginestra, ulivi, gelsi e qua e là fichi d’India. Il borgo è avvolto da una manto misterioso e visitarlo verso l’ora del tramonto mette qualche brivido anche se, grazie a un attento lavoro di valorizzazione da parte dell’ente del turismo, si sta cercando di ridare vita, specie in estate, con manifestazioni ed eventi.

Caso analogo si rivalorizzazione quello di Craco in Basilicata, diventato famosa dopo essere stato prestato al cinema. Abbandonato a causa di un terremoto nel 1980, oggi le case di Craco sono aperte al pubblico con visite guidate che raccontano una storia che dura da oltre mille anni. Dall’esterno rimanda a un film western e non è un caso che qui Mel Gibson ci abbia girato la scena dell’impiccagione di Giuda in “The Passion” (2004). Per raggiungerlo però dovete avere buone gambe visto che è preceduto da una serie di tornanti affiancanti da campi e avvallamenti.

Ci spostiamo in Abruzzo per pedalare verso due paesi dalle storie misteriose. Il primo è Buonanotte abbandonato definitivamente negli anni ’70. Pare che questo non sia stato il nome originale, bensì Malanotte in quanto una leggenda narra una guerra civile in cui gli abitanti del borgo costretti a cedere ai vincitori le loro donne per una “malanotte”. Qui tutto è rimasto fermo a quegli anni come se ci fosse stata una fuga improvvisa: cucine intatte, suppellettili, letti… insomma la vita vera e propria. Poco distante con una storia più drammatica c’è Gessopalena, in provincia di Chieti. Durante la Seconda Guerra Mondiale è stato il fulcro della resistenza partigiana, oggi è famoso non solo per essere il borgo fantasma ma anche borgo medioevale dove il mercoledì Santo si celebra e si rappresenta la Passione di Cristo. Nato su rocce cristalline da cui si ricava il gesso, questo paesino non è proprio facile da raggiungere ma ne vale la pena per il paesaggio circostante.

Gessopalena

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