Se a un ciclista dite di pedalare in una zona esclusivamente pianeggiante probabilmente vi guarderà male. La pianura è per riposarsi tra una salita e l’altra. Poi ci sono le eccezioni, come il Delta del Po. Una terra che vale la pena pedalare guardandosi intorno anche se il panorama non è di valli e montagne. Anzi, è di un bello unico nel suo genere. Il confine tra terra e mare non è netto qui e si può pedalare in una sfumatura fatta da più di 400 chilometri di percorsi, argini e stradine dove il panorama cambia di continuo. Chi ha detto che la pianura sia monotona?

Qui, oltretutto, si può intervallare la bicicletta (se non si porta da casa si può prendere a noleggio) al battello e andare a esplorare il fiume che diventa salmastro. Scoprire dove si appostano i cacciatori oppure i fotografi. Un dedalo di vie d’acqua da conoscere e dove saper manovrare perché il fondale può diventare basso all’improvviso e in qualche punto c’è da tirar su il fuoribordo per non far toccare l’elica.

Delta del PoPorto Tolle, la Sacca degli Scardovari, l’Isola della Donzella e il Parco Regionale Delta del Po sono un territorio da esplorare e da gustare, magari andando a curiosare tra le palafitte dove vengono raccolte le cozze prima di gustarle nei prelibati piatti locali, oppure scoprendo come l’uomo ha domato la natura con la grande idrovora costruita in tempi da record all’alba del ‘900 a Taglio di Po. Una costruzione imponente restaurata e visitabile che è diventata la sede del Museo della Bonifica, un simbolo della conquista della terra sul mare, quando nell’acquisto delle terre si mettevano a contratto anche “tre onde” oltre la riva, perché di lì a poco i detriti portati dal fiume avrebbero trasformato in terra ferma il mare. Terra salmastra, buona per coltivare il riso finché non sarebbe diventata adatta alle coltivazioni.

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Delta del PoOggi la terra non cresce più, il fiume non porta i detriti di una volta e la terra è rimasta fotografata a un po’ di anni fa. C’è da pedalarci, in famiglia o in gruppo, tutti in fila magari scegliendosi i percorsi col fondo migliore. Ma nonostante tanta pianura siate certi: vi verrà voglia di tornare. Anche perché qui il panorama cambia col tempo e le stagioni. Ne vale la pena.

www.parcodeltapo.org

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