Mare da sogno, città affascinanti e colpi d’occhio spettacolari: questi sono gli ingredienti della Parenzana chiamata “ Strada della salute e dell’amicizia” una ciclabile che parte da Trieste e, occupando la sede della vecchia ferrovia a scartamento ridotto, arriva a Parenzo (125 km).

MOTONAVE

Il consiglio, per evitare nella prima parte le strade trafficate, è di trasferire armi e bagagli a Muggia con la motonave di linea. Mezz’oretta di piacevole viaggio via mare.

L’ ENTROTERRA FINO A CAPODISTRIA

La ciclabile risale l’argine destro del Rio Ospo per incrociare il sedime della vecchia ferrovia. Da qui in poi campagne e vigneti acompagnano la pedalata e  restituiendoci i profumi e i colori dell’Istria più genuina. Assaporateli, perché dopo la frazione di Bertocchi, appena superato il fuime Risano, inizia un tratto più urbanizzato, che ci porterà a percorrere la strada asfaltata e trafficata che attraversa la Val Stagnon (biotipo samlastro-paludoso e Riserva nazionale) e quindi a lambire la città di Capodistria.

PORTOROSE 

Da qui il percorso alterna mare e campagne. Se decidete di fermarvi  tra Portorose e Pirano, famose località balneari della costa slovena, sappiate che è in atto una campagna promozionale che invita a lasciare l’auto e inforcare la bici per conoscere l’entroterra. A Portorose vengono proposti 36 percorsi a piedi o in bici per scoprire la verde Istria slovena, con i suoi colli, gli uliveti, i vigneti e le saline, tutto in stile slow tourism: si tratta di itinerari inediti lungo la costa e nell’entroterra. I percorsi toccano innanzitutto il Parco naturale delle saline di Sicciole, uno dei pochi esempi in cui si può ancora assistere –nei mesi di luglio e agosto- alla raccolta del sale con lavorazioni esclusivamente manuali. Il prodotto, che poi arriva sulle tavole e viene utilizzato anche per i programmi benessere a Portorose, è naturalmente bianco e dunque non necessita di processi chimici di sbiancatura. Durante una sosta nel parco naturale, dove il mare viene convogliato per diventare sale, è anche possibile provare a calarsi nei panni di un salinaio, affiancando per un giorno uno di questi instancabili lavoratori, per poi portare a casa parte del “raccolto”.

PERCORSI DA GUSTARE

A piedi o con le due ruote si possono anche raggiungere i verdi colli Savrini, popolati da antichi villaggi, adagiati fra ulivi e viti, dalla caratteristica architettura che fa largo uso della pietra. Questi piccoli borghi sono veri gioielli, dove la cultura istriana conserva la sua autentica genuinità: sono i luoghi dove i buongustai trovano tante gostilne (trattorie) dove soddisfare il palato con la cucina tipica, di pesce o carne, innaffiata dal buon vino e dall’olio d’oliva coltivato pochi chilometri più in là. Le stesse cantine vinicole e i produttori di olio extravergine d’oliva possono fungere da punti di sosta durante il percorso, dove acquistare i prodotti “del contadino”.Padna (Padena), villaggio famoso per la coltivazione della bietola e Nova Vas (Villanova) sono solo alcuni dei borghi suggestivi dell’entroterra: qui l’economia locale si è sempre retta sull’agricoltura, tanto che i saggi del paese dicono che i rispettivi campanili siano stati costruiti grazie ai proventi dalla vendita di bietola (Padna) e aglio (Nova Vas).

FESTE E CULTURA

E proprio a Nova Vas, dal 6 al 7 luglio si svolge la tradizionale Festa del Vino e dell’Aglio, due elementi della cultura locale e presenti sulle tavole di ogni giorno. Occasione perfetta per degustare i due vini più famosi, Refosco e Malvasia Istriana. La regina delle tavole è proprio quest’ultima, compagna ideale dei piatti a base di pesce, e anche particolarmente piacevole da bere fuori pasto in virtù della sua leggerezza e digeribilità. Ai vini si accompagnano specialità a base di aglio coltivato a Nova Vas, in insalate di verdure, patè da spalmare sul pane tostato, zuppe fredde a base di verdure fresche e nella maggior parte dei piatti cotti.

PIRANO

Da non perdere la visita di Pirano, antica città marinara di origine medievale: è un gioiello da scoprire, con le sue piazze e le mura, dalle quali si può godere di un panorama mozzafiato sul golfo, ritrovando tra le suggestive calli le tracce del suo ricco passato. Il dominio della Serenissima fu decisivo per lo sviluppo di Pirano, che si arricchì grazie al commercio di sale: la Repubblica di Venezia lasciò alla città un’eredità architettonica di influenza veneta visibile ancor oggi, che si mescola con l’impianto medievale in un insieme singolarmente pittoresco.

Per tutte le informazioni dettagliate sulla Parenzana visitate il sito www.parenzana.it e www.portoroz.si/it

 

Ludovica Casellati