L’uso della bicicletta in condizioni di tasso alcolemico alterato, rientra nell’applicazione dell’art 186 del Codice della Strada.

 

 La recente pronuncia (Cass. sent. n. 17684. del 28.04.2015) della Corte non da spazio ad alcuna interpretazione restrittiva: anche i csicurezza stradaleiclisti trovati alla guida del loro mezzo con un tasso alcolemico superiore a quello consentito dalla legge, devono rispondere del reato di guida in stato di ebbrezza.  

Il motivo della decisione è semplice. Anche chi guida la bicicletta può mettere a repentaglio la sicurezza stradale, specialmente se si trova sotto l’effetto di alcool o di sostanze stupefacenti. Così, può accadere che in alcuni casi il ciclista passi dall’essere un utente debole, all’arrecare danni anche ingenti o terzi o cose. Si pensi all’ipotesi in cui, un soggetto che conduce la bici in stato di ebbrezza, barcolla in mezzo alla carreggiata e provoca un sinistro tra veicoli intenti ad evitarlo.   La Suprema Corte, in particolare, ha precisato che il reato di guida in stato di ebbrezza può essere commesso attraverso la conduzione di una bicicletta. A tal fine, infatti, anche tale mezzo può interferire sulle generali condizioni di regolarità e sicurezza della circolazione stradale. In ogni caso, i giudici sembrano aprire la porta a una valutazione di pericolosità concreta, caso per caso.  

Nella sentenza proprio per fugare ogni dubbio, c’è un riferimento preciso anche ai mezzi che non prevedono, per il loro utilizzo, la patente obbligatoriamente.

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  Oltretutto, se è vero che gli incidenti provocati dai ciclisti sono in numero inferiore rispetto a quelli degli automobilisti, non è vero che il reato di guida in stato di ebbrezza si rivolge solo ai secondi. Lo stesso testo della norma di riferimento infatti (tranne quando affronta le sanzioni accessorie inerenti la patente di guida), si esprime in modo generico, parlando di “guida in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche” senza fare alcuna discriminazione tra conducenti a due o quattroruote. Per approfondire l’argomento

La redazione