La bicicletta elettrica che si piega

Le lunghe distanze cittadine sono di preferenza percorribili in bici elettrica. Peccato poi che magari non si sappia dove parcheggiarla o se si deve fare un tratto con i mezzi pubblici non si sappia come salire. E’ nata la bici elettrica pieghevole Askoll, il cui costo è di poco più di 1.000 euro, che si piega e si può portare a mano, caricare comodamente nel portabagagli dell’auto, ed è leggera, pesa 19 kg. Ha una velocità massima di 25 km/h e un’autonomia di 70 km.

Un guscio e la bici si copre

Basta un guscio e la bici si può usare sotto la pioggia, diventa elettrica e più sicura grazie a due ruote supplementari. La magia la fa la capsula Evo Pods (baccello innovativo), ovvero una copertura ad arco che permette anche di ricavare un posto in più o utile per il bagaglio. L’invenzione è di Sebastien Roques, 26 anni, che nel 2015 si è laureato all’University of technology di Compiegne, vicino a Parigi. Il prototipo Evo sarà lanciato a settembre 2018 e verrà testato dal 2019.

Fino a Capo Nord contro la sclerodermia

In bicicletta, da Milano a Capo Nord, in solitaria, seguendo le coste europee, con lo scopo primario di far conoscere una malattia rara, la sclerodermia e avviare una raccolta fondi da destinare al Gils (Gruppo italiano per la lotta alla sclerodermia) per la Ricerca Scientifica. E’ partito così Cristian Malagnino, diversamente abile, assieme alla sua bicicletta bianca, unica compagna di viaggio da maggio a novembre attraverso diciassette Stati, undici capitali, per un totale di oltre 14.400 km.
Ogni giorno tappe da circa 50/70km con una stima iniziale di percorrerli in dieci mesi circa, dormendo prevalentemente in tenda, cucinando dove gli sarà possibile, utilizzando un fornellino da campeggio, fermandosi a visitare diversi luoghi tra cui le ambasciate Italiane che troverà sul suo cammino. Vuole far conoscere il GILS e la sclerodermia affidando a chi incontra nel suo percorso gadget e un pieghevole informativo sulla patologia con il ciclamino, il fiore che resiste al freddo e richiama il Fenomeno di Raynaud, primissimo segnale della malattia.