Tra le parti più stimolanti e interessanti di un viaggio in bici c’è senza dubbio la preparazione. Cosa c’è di più stimolante infatti di viaggiare con la mente, col dito sulle mappe, ad immaginare cosa la strada della nostra prossima meta ci riserva? Congiungere con una linea città, mari e montagne, seguire fiumi o ferrovie, prendere angusti sentieri o comode ciclabili… 

Sì, viaggiare, evitando le salite più dure 

Ma, specie in relazione alla propria preparazione fisica e alle proprie aspettative sui tempi e i ritmi del viaggio, è bene pianificare il proprio itinerario con una certa precisione – a meno che non si vada di proposito in cerca di sorprese!

Orientarsi è fondamentale in un viaggio in bici, così come lo è conoscere in anticipo la difficoltà della tappa che andremo a fare, ma anche i punti di interesse lungo il cammino, o la nostra velocità media per calcolare i tempi di arrivo alla nostra meta.

Navigazione GPS: dal Garmin alle app per smartphone

Per queste informazioni probabilmente il Garmin è lo standard della navigazione con tecnologia GPS: avere uno strumento dedicato solamente a quella funzione, alimentato dalle proprie batterie e pensato per quest’uso, ci garantisce l’efficienza del servizio. 

Esistono però tante app per smartphone con base gratuita ed estensioni in modalità Premium, che svolgono in maniera ottima queste funzioni. Il loro unico difetto consiste nel fatto che sono legati al processore del nostro smartphone, e quindi alla durata della batteria e al suo segnale GPS. Di contro, gli aspetti positivi sono senza dubbio la semplicità di utilizzo, le funzioni di “banca dati” online e sui social e la gratuità del servizio. 

Planning, routing e tracking: funzioni diverse per utilizzi diversi

Prima di capire quali siano le migliori app per cicloturismo, è bene però fare una distinzione tra le tre funzioni principali utili alla pianificazione del nostro cicloviaggio. Parliamo di planning, routing e tracking, ovvero:

  1. PLANNING: si tratta della pianificazione di un percorso “a tavolino”, o meglio al PC in questo caso, prima ancora di metterci in sella. Un lavoro ragionato che possiamo fare con calma, misurando distanze, altimetrie, fondo stradale e punti di interesse. Per questa funzione è bene avere strumenti comodi, uno schermo largo e un mouse, e soprattutto un’app versatile e particolareggiata che permetta di “disegnare” un percorso da zero – tutto questo a meno che non disponiamo già di una traccia gps fatta da altri e che dobbiamo soltanto seguire: in questo caso basteranno le funzioni di routing e tracking.
  2. ROUTING: la classica “navigazione” in tempo reale, ovvero la possibilità di seguire la traccia preparata precedentemente quando ci troviamo in strada; per questa attività sarà necessario un dispositivo mobile e una visibilità immediata con layout intuitivo, che ci permetta immediatamente di capire dove ci troviamo, dove dobbiamo andare, cosa ci aspetta pochi chilometri davanti. 
  3. TRACKING: si tratta della registrazione del nostro spostamento effettivo, indipendentemente dalla navigazione sul percorso; il tracking è un ottimo modo di conoscere la nostra velocità massima e media, i tempi di percorrenza, e il dislivello altimetrico effettivamente affrontato (pianificare un dislivello da mappe online comporta sempre un’approssimazione, mentre se il GPS percorrerà effettivamente quella strada i valori saranno leggermente diversi).

Un’app per cicloturismo definitiva?

Ciascuna delle app qui sotto privilegia uno o più di questi aspetti a scapito di altri. Io stesso dopo anni di prove potrei dire che la app per cicloturismo definitiva non esiste, e che mi ritrovo a utilizzarne più d’una allo stesso tempo a seconda di ciò che mi serve. Ciononostante, ecco la mia personale classifica data da chilometri di esperienza, strade sbagliate, salite impreviste, cancelli chiusi e inseguimenti di cani randagi. 

Vediamo quindi questa top five in ordine crescente, dal quinto al primo posto!

5. Naviki app

Naviki è un’app molto versatile e intuitiva, molto utile tanto nel ciclismo urbano che nel cicloturismo. Il suoi punti di forza sono immediatamente visibili:

  • il routing, con navigazione turn-by-turn, è di immediata consultazione, e ha l’ottima funzionalità di stimare dei tempi medi di arrivo a patto che vengano inseriti prima dei parametri di velocità medi in base al proprio allenamento personale; ho trovato questa funzione molto utile in casi in cui si abbia la necessità di raggiungere la destinazione entro un certo orario.
  • per quanto riguarda il planning, invece, anche qui abbiamo una stima immediata del percorso secondo vari parametri, “tutti i giorni” (ciclismo urbano), percorso più veloce, da strada e MTB, ma solo il primo è disponibile in modalità free, e per gli altri occorre l’abbonamento. 
  • Naviki permette di calcolare altimetrie e distanze sui parziali, anche quando ci troviamo in mezzo al percorso e abbiamo necessità di sapere quanto manchi. 
  • costituisce perciò un’ottima alternativa per ciclisti al classico navigatore di Google Maps, che come sappiamo in Italia non ha la funzione “percorso bici” attiva per mancanza di itinerari ciclabili: se usiamo Google come percorso in auto, il rischio è quello di finire su una superstrada; se lo usiamo come percorso a piedi, invece, di incontrare scale, contromano o percorsi tortuosi con altimetrie proibitive – non certo il miglior percorso per bici in quel frangente, insomma. 

Ha però dei difetti che non gli fanno superare il quinto posto di questa personale classifica: 

  • utilizza delle mappe poco aggiornate, che danno come accessibili passaggi che nella realtà non lo sono (mi è capitato che mi portassero dentro proprietà private, strade non più esistenti o sbarrate da cancelli).
  • dispone di poche funzionalità in modalità free, e l’algoritmo di calcolo percorso spesso non sceglie la strada più conveniente.

4. Strava app

Probabilmente l’app per ciclismo più nota al mondo, Strava costituisce senza dubbio la scelta più strutturata e precisa per quanto riguarda il tracking. Ha indubbiamente molti aspetti positivi, ma si ferma al quarto posto della top five perché stiamo parlando di cicloturismo e non di ciclismo sportivo, ambito in cui invece Strava primeggia. Le sue funzionalità sono infatti pensate per mettere in risalto la performance, il risultato, prima ancora che la navigazione o l’orientamento. Personalmente lo uso come registro delle uscite e archivio di tracce gpx per tenere conto dell’allenamento. Ma vediamo i pro: 

  • è preciso e minuzioso, tanto nell’analisi dei dati quanto dell’accuratezza del GPS; utilizza inoltre mappe molto chiare sviluppate da Mapbox per OpenStreeMaps, con curve di livello molto definite;   
  • è strutturato in maniera molto articolata, dai riepiloghi degli allenamenti e delle statistiche fino all’analisi dei segmenti di percorso che riconosce automaticamente una volta percorsi; 
  • presenta un lato “social” molto sviluppato, con un sistema di amicizie, condivisione foto e altri dati come la propria attrezzatura e specifiche, così come di like (su Strava si chiamano Kudos, e permettono di guadagnare popolarità come “atleta”!);
  • fornisce una panoramica dei percorsi più battuti dalla comunità ciclistica sportiva, in modo da esplorare percorsi noti o più apprezzati dai colleghi; inoltre, in modalità premium fornisce una heatmap o mappa di frequenza della totalità delle uscite.

Strava presenta però alcuni aspetti che lo rendono incompleta per quanto riguarda le necessità del cicloturismo.

  • ha una funzionalità di planning limitata alla prestazione sportiva: permette infatti di disegnare percorsi solo da PC fisso e non da mobile, e secondo due parametri: “popolarità” (quantità di utenti che hanno percorso quel segmento) e “dislivello” (evita le altimetrie nel calcolo percorso); 
  • ha un’app piuttosto pesante, sia in termini di RAM che di utilizzo batteria (la maggiore precisione di dati è pensata per le performance e non per un utilizzo da viaggiatore o escursionista
  • non possiede funzionalità di routing (navigazione).

3. Mapmyride app

Tra le mie app preferite quando si tratta di pianificare un itinerario a tavolino, costituisce un ottimo tool per quanto riguarda il routing ma presenta dei limiti che non la rendono perfetta per ogni uso cicloturistico. Vediamone i pro e i contro: 

  • come già detto, permette di creare percorsi da PC fisso in maniera molto versatile e intuitiva: ha un layout semplice e accattivante, e riporta distanze e altimetrie in maniera molto precisa – anche per una condivisione su pagina web tramite codice html.  
  • presenta un rilevatore automatico di salite nel calcolo dislivello, che cataloga poi in una scala di difficoltà da 1 a 5 in base alla lunghezza della salita, al dislivello accumulato e alla pendenza media.
  • presenta una triplice distinzione che all’inizio potrebbe essere fuorviante, ma che si rivela molto utile: workout (allenamento effettivamente tracciato con un dispositivo mobile, con dati di velocità, tempo e media), route (traccia creata a tavolino, da esportare in gpx o seguire) e course (percorso di allenamento da usare come metro di riferimento su classifiche, sul quale sfidare virtualmente altri utenti).

I lati negativi sono invece i seguenti:

  • tracker piuttosto debole e impreciso da app mobile: perde il segnale GPS spesso, e consuma molta batteria;
  • modalità di routing piuttosto macchinosa e poco funzionale: mentre per la creazione di itinerari al PC, Mapmyride si rivela poco efficace su strada.

 

2. Viewranger app

Forse la migliore app quando facciamo escursionismo o Mountain bike: è forse meno conosciuta delle altre, ma Viewranger ha degli enormi vantaggi rispetto a quasi tutte le altre app del suo genere:

  • è leggerissima, precisa e consuma poca batteria. Pertanto tra le varie risulta perfetta per il tracking, quando vogliamo registrare il nostro percorso. Anche se non offre la funzione di navigazione turn-by-turn, Viewranger è ottima anche per orientarsi e capire dove ci troviamo anche in territori abbastanza impervi o sentieri di montagna, dato che si serve di Thunderforest, altro motore di OpenCycleMap, che segna persino i sentieri escursionistici con linea tratteggiata.
  • è molto versatile, e consente sia l’importazione di tracce create con altri tool da seguire poi durante la pedalata, che l’esportazione di quelle “disegnate” o registrate pedalando effettivamente.
  • l’aspetto “social” è meno user friendly rispetto a Komoot, ma offre in più l’interessante funzione Buddy Beacon, che consente di visualizzare la posizione di un altro contatto in tempo reale.

Tra gli aspetti da migliorare, abbiamo però i seguenti: 

  •  layout e l’interfaccia sono piuttosto “casarecci” e non sempre immediati, e le voci di menu sono effettivamente più del necessario e poco intuitive.
  • è presente qualche bug negli algoritmi: ad esempio, quando si registra una traccia l’altimetria ne risulta maggiorata di un buon 30/40% del totale effettivo, e il numero viene “ristabilito” solo una volta.
  • in caso di spegnimento del cellulare, la registrazione della traccia viene persa (a differenza di altre app che invece permettono di farla ripartire dal punto in cui si era interrotta con un auto-save.

1. Komoot app

Si tratta senza dubbio della più completa e versatile app per cicloturismo disponibile. Dotata di un’interfaccia vivace e un’impostazione molto social, con tanto di amicizie, follower, tag, like e condivisione percorsi, presenta i seguenti punti di forza: 

  • Ottimo per il planning da fisso e da mobile (basta tenere premuto sul touchscreen il punto in cui si desidera arrivare sulla mappa, oppure scrivere l’indirizzo di partenza, destinazione ed eventuali punti intermedi).
  • Grande versatilità: è in grado di calcolare il percorso più adatto secondo vari “profili”: cicloturismo (percorso più bello / sicuro / ciclabile), strada (più diretto / veloce), MTB (preferenza per sterrati e sentieri), escursionismo (sentieri). 
  • Grande dettaglio di dati forniti: oltre al profilo altimetrico e alla pendenza media, è in grado di dividere l’itinerario per tipologia di strada (es. strada nazionale, provinciale, pista ciclabile, sterrato) in percentuale, e soprattutto di creare segmenti parziali durante la pedalata: ad esempio, anche se sto seguendo la traccia da A a B, e mi trovo a metà, ora quanto mi manca alla destinazione dal punto in cui sto?
  • Calcolo dei tempi di percorrenza “tarato” secondo criteri molto attendibili: fondo stradale, altimetria e un parametro variabile, che è il livello di allenamento (una volta stabilito il proprio, che va da “couch potato” a “pro”, è molto affidabile!)
  • Aspetto “social” molto sviluppato. Si possono aggiungere molte informazioni supplementari sul percorso, ad esempio caricare foto o segnalare punti di interesse, e fruire di tali informazioni condivise dalla community di utenti, che è molto sviluppata (si tratta di una startup tedesca, ma molto usata in tutta Europa e Stati Uniti). In questo modo possiamo godere di informazioni e consigli di chi ha già fatto quelle strade prima di noi.
  • Komoot consente inoltre di importare ed esportare file gpx anche da mobile, di condividerli con altri utenti sia online che offline e di sincronizzare contenuti dall’account fisso a quello mobile e viceversa, in modo tale da poter creare itinerari da PC e poterli poi seguire da mobile.
  • Ottima anche la funzione di navigazione turn-by-turn, come fosse un tom-tom. Purtroppo per poterla utilizzare occorre acquistare le mappe delle zone (la propria regione, Paese, o il mondo intero). Va detto poi che il sistema di mappe di Komoot è Leaflet, ma consente la visualizzazione di layer come OpenStreetMaps e Google Maps satellite.

L’unico aspetto su cui si potrebbe migliorare sono il tracker, che non è sempre precisissimo e consuma batteria, ma per il resto è l’unica app che coniuga tante funzionalità in poco spazio e memoria. 

E ora? Ora siamo pronti per partire!