Con gli ultimi provvedimenti relativi all’emergenza Covid-19, finalmente le frontiere sono state riaperte. E quindi, sempre prestando attenzione a tutte le dovute precauzioni del caso, è possibile tornare a mettere il naso (e i pedali!) fuori dalle frontiere nazionali. Appare chiaro che questa sarà un’estate di spostamenti piccoli, in cui verrà privilegiato il domestico all’esotico, un po’ come quando Paolo Conte cercava un po’ d’Africa in giardino tra l’oleandro e il baobab.

Esistono tuttavia mete a due passi da casa come l’Albania. Posti come questi si possono rivelare sorprendenti oasi cicloturistiche, in grado di offrire natura, mare e cultura come solo in un viaggio in bici può accadere. Questa terra si presenta infatti come un territorio con un pizzico di esotismo, sospesa tra Oriente e Occidente, prezzi bassi e spiagge magari meno blasonate di quelle pugliesi o greche, ma altrettanto affascinanti, un’ospitalità incredibile e panorami mozzafiato. 

Vediamo quindi un po’ di spunti per un cicloviaggio lungo le coste meridionali del Paese!

Una proposta di itinerario e una mappa delle spiagge e luoghi di interesse

Nella seguente mappa interattiva Google è possibile vedere un itinerario con i must-do della costa meridionale albanese.

Pedalare in Albania 

Pedalare qui all’inizio può sembrare un’esperienza “intensa”. Va detto infatti che lo stile di guida medio è piuttosto disinvolto, e su alcune strade statali i sorpassi sono fatti con leggerezza. Nessuna paura, tuttavia: per un cicloturista esperto basta fare attenzione, o scegliere le innumerevoli strade secondarie e abbandonate dal traffico motorizzato. E non dimentichiamoci che avere imparato ad andare in bici in Italia ci rende piuttosto accorti alla condotta di guida degli automobilisti… 

Auto a parte, la costa albanese ha dislivelli interessanti che mettono alla prova anche le gambe più tenaci! Per chi cerca la soddisfazione di salite in quota senza tuttavia lasciare l’orizzonte blu del mare, il Llogara Pass supera i mille metri, e offre scorci meravigliosi di natura mediterranea. Questo percorso oltretutto è organizzato anche da tour operator come Simonetta Bike Tours, di cui abbiamo già parlato in altri articoli qui su Viagginbici.

Le spiagge joniche

Neanche a dirlo, i mari albanesi non hanno nulla da invidiare alle colleghe d’oltre Jonio in Salento o a quelle greche dell’Epiro. Si tratta di paesaggi ruvidi e spesso scogliosi, con calette nascoste e mare cristallino, posti da andare a cercare con pazienza. Scendendo verso il confine ellenico, Saranda è una vivace stazione balneare che mischia resort di lusso a palazzi di cemento, esprimendo tutte le affascinanti contraddizioni di questa terra. Va infatti detto che le bellezze naturali dell’Albania non nascondono le ferite della sua storia recente e la relativa povertà dei decenni passati, dalla quale il Paese si sta riprendendo. 

Tra le spiagge più gettonate, segnaliamo Porto Palermo, Gijpe Beach, Dhermi Beach e soprattutto la bellissima Bay of Grama

Syri I Kalter, il “Blue Eye”

Vale poi la pena abbandonare la costa di una ventina di chilometri all’altezza di Saranda, per esplorare una delle mete più affascinanti e sorprendenti dell’intero Paese. Syri I Kalter, il “Blue Eye”, è una sorgente spontanea che forma una sorta di oasi tropicale nel mezzo delle colline albanesi.

Si tratta di una piscina naturale formata da una sorgente che sgorga a più di 50 metri di profondità nel sottosuolo, alla temperatura costante di 10°, che favorisce la crescita di una vegetazione fresca e ombrosa come felci, palme, querce e sicomori. Nessun diver è mai sceso sul fondo del Blue Eye, ma molti sono i bagnanti che cercano ristoro nelle sue acque gelide d’estate. 

Questo luogo e la sua conformazione a iride ha un che di ancestrale che rievoca la leggenda popolare delle sue origini. Infatti, secondo la tradizione nasce dall’unione del fiume e del monte Mali i Gjerë che si strinsero attorno a un serpente mostruoso nei suoi ultimi attimi prima di essere ucciso dal fuoco, in cerca di acqua.

Nell’area circostante è possibile sia campeggiare liberamente che soggiornare in bungalow, nell’unica struttura presente che fa anche da chiosco. 

Butrinto, una perla d’età greco-romana

Scendendo ancora verso sud da Saranda, la strada costiera si interrompe bruscamente per un fiume. Cosa c’è di strano? Beh, che il ponte per proseguire non esiste, e che il centinaio di metri di acqua va sorpassato con un sistema di chiatte trainate da una fune. Questa è solo una delle tante infrastrutture albanesi che danno un tocco di avventura al nostro itinerario in bici.

Siamo arrivati a Butrinto, fiorente porto di fondazione greca prosperato poi in epoca romana. Qui troviamo uno dei siti archeologici più importanti della zona. La visita, peraltro gratuita, è una tappa da non perdere. Si tratta infatti di un piccolo paradiso in una laguna naturale, con terme, teatro ed edifici perfettamente conservati, tanto da non avere nulla da invidiare a Paestum o Pompei. Nei pressi è presente anche un castello veneziano, dato che questo luogo ha avuto un’importanza militare strategica in ogni epoca.