alessandro madiai

MOLINASECA TRECASTELA 75 KM:

Cammino di Santiago in bici giorno 7.

Ore di pedale, tante, acqua poca, spettacolo bello nel finale…

Come dicevo ti prende il tutto: i paesini, le chiesette, la gente che ti sorride e saluta sempre, gli auguri gratuiti e di cuore scambiati sia con i locali che con i pellegrini, tutto ti aiuta a non pensare alla fatica e ti fa procedere bene verso sempre nuove scoperte, decido di non guardare le guide….

Gli altri , i pedones, sono a questo punto tutti piagati e ulcerati, pieni di bende cerotti e tinture di iodio, invece io che son da solo ho al pomeriggio la strada tutta per me ed è bellissimo proseguire fino a che ne hai, verso il tramonto.

A quei punti ci sembra di poter proseguire a lungo, scendere fino in Portogallo e poi ancora, ti prende, dicevo.

Però, d’altro canto, da questo punto decido di centellinare le distanze e di godermi il tutto, andando piano anche se dovrò lasciare la compagnia dei Pineroles…

Oggi quindi si fa colazione a Molinaseca in un ostello vicino, tipo all you can eat per 3 € e c’è chi se ne approfitta e poi via, mentre lasciamo lì Enrico che ha deciso di prendersela ancora più comoda.

Così verso le 20 e 30 siamo già a Ponferrada, città bruttina dove faranno (o avranno già fatto) i mondiali di ciclismo. Ci prepariamo una bella seconda colazione da portarci dietro dato che ci stiamo avviando verso zone poco abitate, molto salite e col tempo che minaccia grandi piogge…e infatti, ci coglieranno.


Intanto inizia il primo di una serie di saluti con i Pineroles, anche se poi nella giornata ci ritroveremo a varie tappe a causa della pioggia, li ritroverò infatti che rimontano il loro accampamento con pompe plaid padelle & ,  mentre ci dobbiamo rimettere l’abbigliamento modalità “tempesta” e aspettar che passi …

Di fronte a noi ci aspetta la prova più dura e impegnativa, nella giornata certamente peggiore!

Andiamo avanti a sprazzi senza saper bene cosa fare, la montagna ci guarda tenebrosa, ci infiliamo in un altro ostello per avere un panino con le sardine cantabriche, ma, con sorpresa, ci troviamo una signora cinese che cucina spaghetti e una che fa il Cammino col bambino piccolo!!!

All’ostello ci dividiamo, loro attaccano il Cebreiro immediatamente rischiando la pioggia, io aspetto in un bar dove ho una illuminazione: un cartello di un taxi che dice porta anche i bagagli!  Lo chiamo subito, gli affido le mie sacche e gli chiedo come è la strada…dalla sua espressione capisco che ci considera matti…in televisione intanto Valentino Rossi vinceva una gara, olè! Quindi, lentissimamente attacco il Cebreiro per la via asfaltata in mezzo a ventate sferzanti, ma pronto a tornare indietro al primo fulmine.

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Arrivo in cima, mi ci vorranno due ore circa, da lì il cielo si apre un po’ e si riesce a vedere un panorama pulito e potente; anche altri che son venuti su a piedi si fermano lì con me, ci facciamo qualche foto, recupero i bagagli all’ostello dove ritrovo l’amico siciliano che avevo trovato sull’autobus . Penso di fermarmi lì per la notte ma il posto mi sembra troppo turistico, c’è troppa confusione; essendo ancora prestino, riparto per la discesa che farò tutto da solo, trovando solo una tedesca e scambiandoci le foto. La discesa è fantastica, da farsi sul sentiero ovviamente.

Anche se le sorprese non sono finite, in quanto devo ancora superare due Alti ( di cui uno a 1335 è proprio il massimo del viaggio).

Tenendo il telefono in bocca riesco a fare anche un breve filmato che mi ricorderà per sempre di questa discesa; sento già che vorrò tornarci!

Sono quasi le 17 quando , in mezzo ad un boschetto sono iniziate le abitazioni galiziane, povere e di pietra ed il sentiero e pieni di… diciamo melma…

Trovo prima un albero secolare e poi finalmente tre case e un ostello: Tricastela appunto, decido di fermarmi lì.

I pedones arrivati avevano lasciato tutti i loro scarponi nel prato,  non ne potevano proprio più e ne viene una bella foto. Faccio amicizia con gli altri dell’ostello, mi faccio insegnare a come usare la lavatrice faccio un bel bucato, lo stendo e….come spesso è capitato, dopo un po’ si è rimesso a piovere e me lo ha ribagnato tutto…partirò col bucato steso nella bici.

Sono le 19 e da stamani ho mangiato quasi solo quel panino con la sardina, vado quindi in cerca di un ristorantino, ceno con  i miei compagni di camera e dopo due foto ad una salamandra ci ritiriamo a dormire.