Volendo fare una lista dei posti “più ciclabili” del 2020, noi di Viagginbici abbiamo pensato ad una serie di mete. Tra quelle che ci piacerebbe fare e vedere nei prossimi mesi abbiamo inserito i Cammini delle Fate in Cappadocia e i tour mozzafiato a Gran Canaria. Oggi giungiamo un’altra chicca che non è da meno, l’isola di Taiwan. L’avreste mai detto? E invece sì, è un vero e proprio paradiso del cicloturismo: una rete ciclabile di 968 chilometri che gira tutt’intorno all’isola, 122 punti di sosta lungo il percorso, 17 ulteriori tratte integrative di collegamento. Insomma difficile trovare un altro paese asiatico altrettanto votato al turismo e con un’offerta di percorsi e paesaggistica così varia. Grazie all’incredibile rete ciclabile messa in piedi dal Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni di Taiwan, si può completare il giro dell’isola e ammirare panorami diversi, dalle foreste ai grattacieli in poco tempo. Di fatti l’isola è divisa in due: la costa orientale la più disabitata, selvaggia, ricca di natura incontaminata, e la costa occidentale un susseguirsi di città fino a Taipei.


In mountain bike con sospensioni anteriori (da preferire) è d’obbligo il giro della costa orientale, la più varia per tipologia di percorsi e difficoltà: pianura, salite e discese, montagne fino ad arrivare alla spiaggia. Una pausa è da ritagliarsi nell’area di Jiaoxi, ricca di stazioni termali, con fonti di acqua calda in giro per tutta la città. Difficile allontarsi e riprendere il tour in previsione dell’arrivo sul mare, di un azzurro difficile da descrivere a parole. Alle spalle la giungla e la zona di di Taichung, con infiniti campi di riso e all’orizzonte le montagne fino a quattromila metri ricoperte di giungla dove ancora vivono i pochi aborigeni.
Pedalare sulla costa occidentale, invece è più difficile. Seppur dotata anch’essa di piste, qui c’è molto più traffico e smog, poca natura in uno susseguirsi di agglomerati urbani senza distinzione gli uni dagli altri, dalla capitale Tapei fino a Tainan, la prima città ad essere stata costruita dove è ben visibile l’architettura coloniale spagnola, poi Chiayi, Taichung e Hsinchu.
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