Volete passare una domenica pedalando, attraversando una delle zone della nostra penisola più famose al mondo? Allora questo itinerario nel cuore del Piemonte, nel Monferrato in provincia di Alessandria, che si snoda nelle terre del tartufo, cariche di storia e di dolci paesaggi, come i declivi delle colline che supereremo, fa al caso Vostro! Questo anello vi porterà a scoprire incantevoli panorami e un’importante Santuario quello del Sacro Monte di Crea, imponente per architettura e con importanti opere artistiche.

 CAMINO E IL SUO CASTELLO

La nostra pedalata inizia a Camino, un paese di circa 800 abitanti, conosciuto ai più perché, secondo la tradizione, diede i natali a Giovanni Battista Boetti, che oltre a essere stato un frate missionario, sembra che in seguito sia diventato il celebre profeta Mansur, che cercò di respingere le voglie espansionistiche della grande Russia, in Cecenia. Camino sorge intorno a uno dei castelli più scenografici del Monferrato, che fu anche sede di Casa Savoia, e attualmente viene utilizzato per manifestazioni ed eventi. Il castello è immerso in un grande parco di alberi secolari, si presenta con un corpo merlato sovrastato da un torrione quadrangolare che termina in un leggero loggiato. Dalla sommità della sua torre si può ammirare un meraviglioso panorama che va dal Monferrato alla valle del Po, fino alla cerchia delle Alpi. Anche i vigneti del castello producono vino pregiato, come Barbera, Grignolino, Chardonnay, Monferrato Rosso, Grappa ed anche l’Amaro del Castello, preparato secondo un’antica e segreta ricetta!

IL SACRO MONTE DI CREA

Da Camino si risale la strada verso Cascina Bosco e verso Sabarona. Si prosegue fino a Solonghello con una bellissima vista sul Santuario di Crea e le sue colline. Si scende verso valle, tra campi e arativi in direzione Castagnole e si prosegue in direzione Madonnina di Crea. Si sale poi a Serralunga di Crea per una visita al Sacro Monte di Crea situato in un parco naturale di 34 ettari, inserito dal 2003,con gli altri sacri monti piemontesi, nell’elenco dei patrimoni mondiali dell’umanità. Il Sacro Monte si snoda lungo la salita che porta al Santuario mariano, e di lì procede lungo un sentiero che, in un bosco di querce e frassini incontrando 23 cappelle con statue che ricordano i misteri gloriosi per la recita del rosario, si inerpica sino ad arrivare alla cappella del Paradiso, posta alla sommità della collina, da cui si ha una visione a 360 del Monferrato.

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PONZANO

Una volta visitato il santuario riprendiamo il nostro percorso che si inoltra in uno sterrato dove si risalirà in direzione Ponzano, attraverso una bella zona agricola con un bellissimo panorama sulla Valle Cerrina. Giunti nel centro di Ponzano si rientra verso Camino tra dolci colline e vigneti in direzione Casalino per continuare tra i piccoli paesi di Gaminella e a Mombello Monferrato. Si raggiungerà Isolengo, Castel S. Pietro fino a ritornare nel centro di Camino.

CONSIGLI CULINARI

Ovviamente per una giornata degna del posto in cui siamo, è necessario fermarsi a mangiare, vi consiglio un paio di piatti: i tagliolini con il tartufo e il pollo alla marengo.

Il pollo alla marengo è indissolubilmente legata alla figura di Napoleone Bonaparte.A Marengo, infatti,  il 14 Giugno del 1800, il condottiero francese ottenne una delle sue vittorie più importanti e prestigiose, sull’esercito austriaco. Secondo la leggenda Napoleone non toccava cibo durante gli scontri per cui una volta terminate le battaglie chiedeva al suo chef di preparare cibo in abbondanza. Questi, però, si rese immediatamente conto di essere rimasto a corto di viveri, poiché i carri con le provviste erano caduti nelle mani degli austriaci. Facendo di necessità virtù, il cuoco raccattò gli ingredienti presso alcuni contadini del luogo e improvvisò una ricetta a base di pollo e condita con funghi e gamberi di fiume, dando vita a quello che sarebbe stato ricordato come il “pollo alla Marengo”. Napoleone trovò il piatto delizioso e, un po’ per golosità, un po’ per la superstizione, il condottiero francese ordinò al suo chef di riproporre la stessa pietanza dopo ogni battaglia, rendendo così famosa questa ricetta che è stata tramandata, in diverse varianti, fino ai nostri giorni. Due piatti legati al territorio che abbiamo “esplorato” e che devono essere accompagnati dai grandi vini che qui nascono, come  il Barbera d’Asti, il Barbera del Monferrato, il Brachetto d’Acqui, il vino Cortese dell’Alto Monferrato, il Dolcetto D’Acqui, il Dolcetto di Ovada.

 Giordano Roverato