MOUNTAIN BIKE IN MAROCCO: LA VALLE DEL DRAA

valle del draaUna pedalata nel dedalo delle oasi per poi salire sul Jebel Sarhro, fra guglie, picchi e antiche colate laviche. E poi, ancora, le celebri Gole del Todra e del Dadès, le kasbe secolari e infine Marrakech, brulicante di vita. Dal sellino della mountain bike ci si inoltrerà nel labirintico intrico del palmeto di Zagora e si percorreranno i sentieri zigzaganti fra gli orti e le kasbe di terra pressata. Un modo insolito, e attivo, di visitare alcuni dei luoghi più affascinanti del Sud del Marocco e di immergersi nelle sue atmosfere e nei suoi straordinari paesaggi.

 

L’itinerario, ricco di scenari suggestivi, offre livelli diversi di difficoltà, con un misto di sterrato veloce, terreno duro e asfalto. I chilometri complessivi possono sembrare elevati, ma l’assistenza permanente dei fuoristrada con portabici consentirà ad ognuno di effettuare la tappa nella lunghezza desiderata e di approfittare del veicolo nei passaggi più difficili: ogni sera gli autisti faranno un briefing per spiegare come sarà la tappa dell’indomani. I fuoristrada di appoggio con portabiciclette seguiranno in permanenza i partecipanti. Cene e pernottamenti si faranno in kasbe restaurate o in accoglienti hotel in palmeti.

 marocco valle del draa

Veramente straordinari i luoghi che si scopriranno in sella alle due ruote. Il Jebel Sarhro è un massiccio di origine vulcanica, dai paesaggi spettacolari, frequentato da pastori transumanti. Ai suoi piedi si stende la valle del Todra, resa famosa dalle gole attraversate dall’omonimo fiume, uniche in Marocco per l’altezza e per essere una strettoia larga poche decine di metri. L’altra valle che si percorrerà sarà quella del Dadès, incassata fra rocce di granito dalle forme bizzarre, che si estende fino a Ouarzazate, fra roseti, palme e rocce erose dal vento. Da qui si erge la grande montagna, l’Alto Atlante. Si raggiungerà quindi il suo passo più elevato (Tizi ‘n Tichka, 2200 m) percorrendo la “Strada del sale”, un tempo custodita dalla tribù di Ait Benhaddou, con le antiche miniere di salgemma. Lungo il percorso si faranno visita alla kasba di Ait Benhaddou, una delle meglio conservate del Sud, e a Telouèt, dove si trovano le rovine della kasba dell’ultimo pascià di Marrakech. Ultima tappa, Marrakech, la città rossa, cinta da 19 km di mura di terra battuta, con 209 torri e 9 porte.

per tutte le informazioni: Cobratours – tel.00212.524.421308, info@cobratours-maroc.com – www.cobratours-maroc.com

 

La Redazione