Norcia, in bicicletta nel cuore dell’Italia

Tutti hanno sentito parlare di Norcia ma pochi sanno ubicarla sulla mappa. Norcia è in Umbria. Anzi, per essere precisi, Norcia è il cuore dell’Italia e, se uno dovesse disegnare con un puntino sulla mappa il centro del nostro bellissimo Paese, la sua matita punterebbe proprio qui.

A questo punto sorge spontanea una domanda: perché così poche persone sanno dov’è.

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La risposta è nel carattere dell’umbro. Umbra, in latino, significa ombra, e il tratto distintivo che più descrive il tipico abitante di questa regione è la sua umbratile disposizione: cortese, elegante, generoso, ma non dotato di quella tipica solarità che appartiene a molti italiani espansivi ma forse un po’ troppo invasivi. L’Umbro è geloso della sua terra e, a differenza dei Toscani, non fa molto per promuoverla. La bellezza dell’Umbria rimane così nell’ombra, appunto, nascosta al turismo di massa, ma aperta al turista curioso e attento, che ama assorbire gli stimoli lentamente, e di solito non cede ai primi slanci di una seduzione troppo dichiarata.

Ho attraversato l’Umbria in lungo e in largo, su due ruote, trovando sempre questo senso di pace, silenzio, aria pura. E non riuscivo a crederci, a farmene una ragione. Com’è possibile che tanta bellezza sia così pudica? Gli antichi dicevano che la Natura ama nascondersi, e la zona di Norcia, con il suo circondario di montagne dolci, coperte di faggeti e boschi di querce, è un autentico paradiso per chi ama la bicicletta.

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La prima pista che salta all’occhio è la Norcia Spoleto, un tratto di pista ciclabile lungo sessanta chilometri, costruito sulla tratta della vecchia ferrovia. L’articolo completo lo trovate a questo link. Questo è un giro che mi sentirei di consigliare a tutti: è poco impegnativo ed è vicino a punti d’interesse storico e artistico come Cascia o Cerreto di Spoleto, al crocevia di importanti itinerari turistici. Il tratto costeggia il fiume Corno, dove si può fare rafting (6 km a sud di Norcia, in prossimità di Serravalle) per rinfrescarsi tra una pedalata e l’altra.

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I più allenati possono cimentarsi sulle strade sterrate dei Monti Sibillini. Qui si apre uno scenario molto ampio di percorsi per tutti i livelli, da mezza giornata a due giorni (con soste in rifugio o bivaccando all’aperto, quando il tempo lo permette) tutti all’interno di un’area protetta, dove si possono vedere cinghiali, lupi e camosci.

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Le montagne sono scoperte, dai 1500 metri in su, con zone di pascolo alternate a piccoli boschi di faggi, querce e pini. Quello che più mi ha colpito è l’ampiezza delle vedute. L’Umbria ha una grandezza di orizzonti che lascia senza fiato, ma rimane sempre dolce, senza mai cedere all’asprezza degli sfasciumi alpini. Ho trovato molti punti dove raccogliere informazioni e mappe, soprattutto a Norcia, ma anche una volta fuori, nei piccoli villaggi arroccati, o in cima ai pascoli, la gente è sempre disponibile a indicarti la strada.

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Se sai guadagnarti la fiducia dei locali, troverai sempre chi ti confida dove trovare un ottimo pecorino, i salumi di cinghiale, i tartufi e perfino il cioccolato, che qui è famoso per una qualità senza eguali.

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Ci sono mille tragitti da scoprire, una volta che si arriva a Norcia, ma soprattutto tanti percorsi dove è bello perdersi, pedalando in discesa per campi e vallate coperte di fiori.

 Reportage Carlo e Sissi Muttoni

Foto Carlo  Muttoni