Metti il cielo d’Irlanda, una bici e aggiungi un k-way. E’ proprio così, pedalare da queste parti vuol dire fare pace con la pioggerella, l’umidità, il tempo che cambia da un momento all’altro e con il freddo pungente dei mesi invernali. L’impermeabile è fondamentale, come una buona dose di attenzione alla guida a sinistra. Insomma, bisogna farci un po’ l’abitudine. Detto ciò la nostra avventura in bici ha inizio a Dublino, piccola città dal cuore caldo, che per mezza giornata abbiamo voluto scoprire su due ruote. Come molte altre città europee sulla strada della sostenibilità, ha messo a disposizione di cittadini e turisti il bike sharing Dublin Bikes, 450 bici parcheggiate in vari punti della città. Le bici sono piuttosto comode, dotate di tre marce e di un lucchetto per legarle in caso di giro a piedi. Come in molti casi la prima mezz’ora è gratuita: le successiva costano 2 euro. Noi per mezza giornata (circa 5 ore) abbiamo speso 5 euro (un forfait). Dublino, per chi non lo sapesse, è pianeggiante, con rari dislivelli, dunque è ottima per tutti, anche per i meno allenati.

Da dove partiamo? Nel più classico dei giri turistici abbiamo cominciato a pedalare dal Guinness Storehouse, a St James’s Gate, lo storico birrificio irlandese di sette piani che offre degustazioni, visite guidate e un bar panoramico notevole. La visita standard con pinta gratis costa 25 euro. Da qui ci siamo mossi verso la famosa Cattedrale di San Patrizio, dista circa un chilometro e mezzo: procediamo in direzione est su Market street, per poi imboccare la nota strada centrale The Coombe e arrivare a St Patrick’s Close. Ricordatevi che qui le piste ciclabili sono ancora “work in progress”, ovvero un po’ come in Italia: l’idea c’è ma siamo ancora indietro. Alcune finiscono all’improvviso, mentre altre addirittura entrano nella corsia di autobus e taxi.

Proprio dietro la cattedrale, a 800 metri circa, sorge il Dublin Castle. Arrivarci è un attimo, pedalando su St. Patrick street e poi procedere su Castle street. Questo maniero è lì dal 1171 come dimora dei Normanni e fino al 1922 come sede del Parlamento. Il biglietto d’ingresso costa 4,50.

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Pedalando verso Nord, in direzione del fiume Liffey, neanche 500 metri e si è nel cuore di Temple Bar, uno dei quartieri più famosi, quelli della movida irlandese per intenderci. Il nome pare derivi da Sir William Temple, il rettore del Trinity College che si stabilì qui con la sua famiglia.

Noi abbiamo fatto tappa qui per uno spuntino veloce, per poi muoverci alla volta del Trinity College, pedalando su Cork Hill. Diciamo che un posto del genere non è solo “storia”, ma un luogo in cui sentirsi parte del mondo. Si tratta di una delle più prestigiose università, fondata nel 1592 da regina Elisabetta I d’Inghilterra. Su questi banchi di fama mondiali hanno studiato Oscar Wilde, Samuel Beckett, giusto per citarvene alcuni.

Se ancora non siete stanchi, pedalando verso Nord, su College Green, si attraversa il fiume, si passa davanti alla Dublin City Gallery per poi andare sempre dritto (le indicazioni per i Giardini Botanici ci sono) e arrivare ai famosi giardini. Da Trinity College sono circa tre chilometri e mezzo e una volta arrivati una passeggiata (è vietato entrare con le bici) è d’obbligo. La bellezza, di questo luogo speciale, è data dalle centinaia di piante diverse in via di estinzione, oltre a un giardino botanico in una serra enorme dove sono custodite centinaia di specie di piante e fiori.

Dove dormire? La scelta è sempre quella tra essere centrali o no. Noi nel nostro tour abbiamo scelto una sistemazione alternativa, ovvero fuori dal centro di Dublino, sul mare, nel quartiere di Ballsbridge. Il bello di questo posto è stato raggiungere comodamente il centro grazie agli ottimi collegamenti e goderci le passeggiate sulla spiaggia.