Ciclista indomita, perseverante, instancabile. Lei e, l’altra. Paola Brazioli e la sua mountain bike. Inseparabili, fin dai tempi del liceo, quando capì che quelle due ruote facevano proprio al caso suo.

Una passione, tra Milano e Como, che poi si è tramutata in un lavoro (guida nazionale di mountain bike) e in una gara dopo l’altra… senza mai darla vinta. Oggi, la sua vita, la racconta quotidianamente sul suo blog, ispirato proprio alle bici, www.bikehabits.it

Che vuol dire nel concreto per lei Bike Habits?

Il termine habit in italiano può essere tradotto con abitudine, consuetudine, abito oppure dipendenza. Bike habits per me significa condurre uno stile di vita fortemente condizionato dalla passione per la bicicletta. Uno stile di vita in cui il proprio benessere fisico incontra il rispetto per l’ambiente, in cui la bicicletta diventa mezzo attraverso cui fare esperienze. Sulle pagine del mio blog questa mia passione è pretesto per parlare di obiettivi, salute, motivazione e ispirazioni, viaggi e ambiente.

Come si è avvicinata al mondo della mountain bike? Com’è nata la sua passione per la bici?

Paola Brazioli risponde così: “Ritengo che tutte le passioni siano in qualche modo innate, mentre il caso o la vita hanno il merito di farcele scoprire e coltivare. Ai tempi del liceo ho capito che mi piaceva pedalare e sognavo spesso di viaggiare in bicicletta. Solo qualche anno più tardi con l’acquisto della mia prima mountain bike, ho cominciato a sentire un irresistibile bisogno di competere e così iniziai a gareggiare nella specialità cross-country con risultati per me, sempre più gratificanti. Per poi approdare al mondo delle granfondo”

 Quali sono le doti che deve avere una ciclista ‘dura e pura’ di mountain bike?

Non avere paura, avere spirito di avventura e soprattutto non fermarsi di fronte alle prime difficoltà. La mountain bike richiede infatti delle abilità particolari che si conquistano con l’esercizio e la perseveranza. Una ciclista che vuole fare progressi in questa specialità quindi, deve avere la giusta dose di caparbietà.

 Lei è anche una mamma di due ragazze. Anche loro, come lei, si sono avvicinate alla bici?

Le mie figlie hanno ora 21 e 18 anni. Nella vita hanno fatto scelte diverse dalle mie, perché le loro passioni sono altre. Quando erano molto piccole, ho cercato di condividere con loro uno stile di vita sano e sportivo con gite in bicicletta e camminate in montagna; (l’unica cosa che ho preteso è che imparassero a nuotare.) Per il resto le ho sempre lasciate libere di decidere e ho sempre cercato di assecondare i loro sani interessi. Certo, non so cosa darei ora per un’uscita in mountain bike con loro! 

 Cosa vuol dire per lei pedalare?

Pedalare per me significa benessere fisico e mentale, significa viaggiare e vedere posti meravigliosi, significa porsi degli obiettivi e qualche volta superare i propri limiti, significa rispetto per l’ambiente e non ultimo significa libertà. 

Non dimentichiamo che fino a qualche anno fa, non era così normale che una donna uscisse in bicicletta per il solo piacere di farlo e ancora oggi ci sono paesi nel mondo, in cui è disdicevole se non proibito, per una donna pedalare in sella a una bicicletta. 

Qui da noi le cose fortunatamente sono diverse, ma se parliamo di pari opportunità il cammino da fare è ancora lungo. Mi sento di dire quindi che la bicicletta per me è anche simbolo di emancipazione.

 Tre caratteristiche di una donna in bici che non devono mancare.

Per Paola Brazioli, 3 i punti fondamentali: resistenza fisica e mentale perché andare in bicicletta può essere molto faticoso; capacità di adattamento perché le incognite di percorso o gli imprevisti meccanici sono sempre in agguato e concentrazione, perché l’andare in bicicletta non ammette distrazioni. 

 Quanto conta la resilienza per una guida come lei?

Proprio in un articolo recente ho indicato la resilienza come una qualità che si allena anche andando in bicicletta. Andare in bicicletta con una certa costanza e seriamente significa abituarsi al caldo e al freddo, qualche volta trovare la pioggia, affrontare imprevisti di percorso o meccanici e naturalmente abituarsi alla fatica. Tutto questo aumenta appunto la resilienza, cioè la capacità delle persone di far fronte agli eventi stressanti o traumatici e di riorganizzare in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà. Qualità dunque importantissima anche per una guida di mountain bike che nello svolgere la propria attività, ha la responsabilità di guidare altre persone e a maggior ragione, deve avere la capacità di fronteggiare imprevisti nel migliore dei modi.