È ghanese la regina delle bici in bambù 

Bici in bambù? L’esperta è lei, Bernice Dapaah, una giovanissima imprenditrice ghanese che dal materiale più nobile della sua terra ne ha ricavato delle bici. Di certo non una bici qualunque. Dalla progettazione alla realizzazione è solo Bernice che sa come e dove mettere le mani. O almeno è lei ad essere stata la mente e il braccio. Poi l’idea, esplosa tra le sue mani, è diventata qualcosa di veramente grosso, tant’è che ha fondato una vera e propria impresa, chiamata Ghana Bamboo Bike Initiative. Un salto per lei, diventata la direttrice esecutiva e per tutti quelli che insieme a lei hanno voluto provarci, trovando (e in Ghana non è facile) un posto di lavoro.

Obiettivi commerciali. Il prodotto di punta è la bici in bambù. Un gioiello di artigianato e tecnica che ora viene esportato anche all’estero, in Europa e Stati Uniti. Si parla di quasi duemila bici e telai realizzati con questo pregiato materiale. Una vittoria per questa giovane laureata che da un’intuizione ha rivoluzionato il mercato: il bambù non solo è un valido sostituto del legno ma in più si rigenera più velocemente, riducendo la deforestazione e traendone un enorme vantaggio ambientale.

Obiettivi sociali. L’azienda, come detto sopra, ha l’obiettivo di essere una compagnia eco-sostenibile. Quindi attenta all’ambiente, alle condizioni climatiche. Non solo. Vuole anche creare nuovi posti di lavoro, affinare le tecniche specifiche e rendere professionale il proprio team. Come d’altronde è successo a lei, quando, fresca di laurea in risorse umane in Inghilterra, decise di tornare nel suo paese e affiancare un gruppo di giovani ingegneri, proprio quelli che l’aiuteranno a realizzare il suo sogno. 

Quanto costa una bici in bambù? In Ghana il prezzo si aggira attorno ai 115 euro. Davvero poco se pensiamo a tutto il lavoro che la rende così speciale. Sì, perché se credete si possa rompere da un momento all’altro vi sbagliate. Infatti, il bambù è cinque volte più resistente dell’acciaio, in grado di affrontare qualsiasi scoglio stradale. Per questo l’azienda di Bernice ha preso il volo: sono previsti due nuovi laboratori fuori Kumasi dove saranno impiegate 50 persone. Un traguardo per chi, come da queste parte, è costretto a lavorare gratis. Così, invece, il dipendente viene formato e qualificato, nella speranza che lui a sua volta possa fare altrettanto con le nuove leve.

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