Se l’e-bike non ce l’hai te la “fai da te”. Sempre più un ascesa, il mondo della pedalata assistita sta vivendo un gran successo di pubblico. Infatti, sono tante le persone che scelgono di pedalare “comodo” affidandosi di fatto a una bici con l’assistenza del motore, fino a un massimo di 25 km/h, dunque nulla a che vedere con le bici elettriche soggette a immatricolazione come veri veicoli da strada. Queste bici pur non essendo dei “veri” mezzi stradali hanno un loro costo, quindi, ecco un consiglio: prima di comprarne una, valutate la possibilità di trasformare la vostra bici muscolare in una e-bike a tutti gli effetti, magari con l’assistenza di un meccanico ferrato.


Esistono veri e propri kit “casalinghi” per trasformare la vostra bici in un mezzo più veloce e Amazon ne propone diversi a partire dai 100 euro, con l’acquisto del motore a parte che di solito si aggira attorno ai 200/300 euro. Insomma, un piccolo investimento bisogna farlo. Il kit base, di solito, comprende una catena e una maniglia a farfalla con leva del freno e tutto il resto, tra bulloni e cavi.


Secondo le classifiche online che decretano i migliori prodotti dell’anno 2019, c’è tra i primi posti, come miglior kit per bici elettrica, quello della Befang che si aggira attorno ai 400 euro, batteria esclusa. Gli intenditori del settore hanno apprezzato il motore con il sensore di velocità integrato oltre al display lcd molto pratico per verificare la velocità.


Su questo versante, ricordiamo che ogni giorno ci sono novità e aggiornamenti.
Basti pensare al mondo del crowfunding dei giovani appassionati che studiano sempre come apportare migliorie. Come, ad esempio, nel caso dello Swytch bike un kit nato proprio alla raccolta di fondi: è una ruota con un nuovo mozzo al quale viene messo un motore elettrico con i sensori per rilevare intensità della pedalata e frenata. A parte ci sono le batterie da apporre sul manubrio. Il costo non è proprio basso se si pensa che si aggirano attorno ai 600 euro.
Dal Politecnico di Milano arriva la Zehus Bike+ da mettere sulla ruota posteriore, ovvero delle batterie all’interno del mozzo che si ricaricano in frenata e in discesa. Il tutto gestito con una app scaricabile su qualsiasi tipo di smartphone. Non solo. Su questa filosofia sono state messe appunto delle e-bike completamente “comandate” da cellulare e che si ricaricano da sole.

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Si sale di livello e di costo, oltre mille euro, se tiriamo in campo la famosa Copenaghen Wheel nata dall’intuizione di alcuni studenti del Mit di Boston. Si tratta di una ruota che pesa davvero poco, meno di 6 kg e ha un’autonomia di 50 chilometri fino a una velocità di 30 km/h . Si può applicare tranquillamente a qualsiasi tipo di bici con scatto fisso o meno che abbiamo da 26 o 28 di diametro.

Cosa dice il codice della strada per le e-bike?

Sostanzialmente funziona come quello per bici “muscolari”. Ovvero le e-bike possono muoversi sulla carreggiata con gli stessi diritti e doveri di una qualsiasi due ruote, oltre a poter usare le piste ciclabili. Non è obbligatorio l’uso del casco, purtroppo, perché in Italia lo è solo fino a 14 anni. Mentre sono obbligatorie le luci avanti e dietro. Fino ad otto anni potete trasportare anche i vostri figli, con seggiolino o carrello. Assolutamente “no” all’uso del cellulare … ed è forse questo, per molti, il divieto più difficile da rispettare.

foto by pixabay, superdestrian, milanobike