La ciclabile della Nera

Tutti conoscono il fascino dell’ itinerario ciclabile ricavato dalla vecchia linea ferroviaria Spoleto-Norcia. Ma pochi sanno che questo tipo di infrastruttura in cui il treno cede il passo alla bicicletta non è l’unico in Umbria: esiste infatti un itinerario breve e semplice ma non per questo meno affascinante lungo il fiume Nera, affluente del Tevere che taglia il cuore d’Italia in due formando gole a precipizio di incredibile bellezza.

Un percorso da appena 12 km, percorribile da tutti, anche famiglie con bambini. Non presenta infatti alcun dislivello, è in totale sicurezza e corre tutto sulle sponde del fiume, che attraversa crepacci e gallerie.

A differenza delle cicloturistiche laziali, che vanno ricercate col gps o col lanternino, in Umbria si può notare l’estrema cura con la quale questi itinerari vengono ben segnalati: possiamo arrivarci tranquillamente in macchina con la E45 (uscita A1 da Orte) o servendoci del servizio ferroviario regionale con trasporto bici, scendendo alla stazione di San Liberato.

Il percorso

Da qui all’inizio della pista ciclabile la nostra preoccupazione principale è quella di evitare la pericolosa E45: per farlo, seguiamo la traccia gps lungo la vecchia via Ortana, che è oggi snobbata dal traffico automobilistico e relegata al solo utilizzo dei residenti – la tipologia ideale di strada del cicloturista, dunque. Questo primo tratto di strada si dipana nei campi agricoli a fianco della superstrada in direzione Ascoli-Perugia, fino al bel paesino di Nera Montoro (dove pure è possibile scendere col treno, partendo direttamente dalla ciclabile).

difficoltà: FACILE
distanza: 12 km
superficie: pista ciclabile segnalata – ghiaia
dislivello: 148m
inizio: Stazione di San Liberato
fine: Stazione di Narni

Ci si apre immediatamente uno scenario fiabesco, inaspettato rispetto alla tranquilla campagna visibile fino a poche centinaia di metri prima. Infatti la Nera, prima incanalata dalla diga di San Liberato e quieta, si esprime sui solchi scavati in ere geologiche, disegnando rocce a precipizio sulle acque azzurre. Invece il borgo di Stifone, con i suoi sparuti edifici in pietra viva, è raggiungibile sull’altro lato del fiume da un suggestivo ponticello.

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Gallerie e gole rocciose

Proseguendo, il fondo ghiaioso ci accompagna fino alle gallerie che un tempo ospitavano il corso dei treni, dalla caratteristica forma tondeggiante e accogliente e, già che ci siamo, sono anche illuminate (cosa che non accade nel caso delle gallerie di ex ferrovie come la Capranica-Civitavecchia, che è molto più selvaggia). Lungo i pochi chilometri, oltre ai paesini di Nera Montoro, Stifone e Narni ci sono anche dei punti ristoro segnalati lungo il fiume.

L’arrivo a Narni è spettacolare almeno quanto la partenza per le gole. Le sue mura di tufo si fanno man mano che proseguiamo più grandi e visibili, disegnando scenari da Signore degli Anelli. La vecchia stazione del paese, dove i binari attuali sembrano fondersi col tracciato di quelli vecchi, segna la fine del percorso ciclabile. A questo punto, una sosta su in paese è senz’altro meritata, se non altro per ammirare la Concattedrale di San Giovenale e i vicoli del borgo.

Per il ritorno, si può comodamente prendere il treno dalla stazione di Narni Scalo, ai piedi del paese vecchio.

Un angolo del fiume Nera lungo il percorso delle Gole

Sono Le Mole di Narni, non distante dal ponte di Augusto, raggiungibile con una pedalata di cinque chilometri.

Qui l’acqua è pulitissima essendo di sorgente, ma c’è comunque il divieto di fare il bagno per la vicinanza con la centrale idroelettrica di Recentino che ogni tanto scarica l’acqua in eccesso ricevuta dal Nera. Questo provoca un’onda nella laguna a quel punto pericolosa per i bagnanti. Di recente l’Amministrazione comunale ha realizzato un solarium a ridosso de Le Mole, e l’intenzione è di incrementare i servizi in questa area con attività di ristorazione e anche legati agli sport acquatici.