La Via Francigena – Lombardia

Antica ma soprattutto contemporanea, anzi futuro auspicabile. Nascosta eppure presente, a saper guardare. E’ la Via Francigena, il viaggio che Sigerico, l’arcivescovo di Canterbury, ha fatto per tornare in Inghilterra da Roma dopo aver ricevuto il Pallio dal Papa nel 990, annotato su un diario e diviso in 79 tappe.

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Lunga circa 1600 km, la Via Francigena è stata poi utilizzata dai pellegrini che nel medioevo andavano a Roma per visitare il sepolcro di Pietro. Il loro viaggio partiva dall’ Inghilterra e attraversava Germania, Francia e Svizzera fino in Italia, a volte continuando fino a Gerusalemme da Brindisi. Ma la via Francigena non è mai stata un elenco di nazioni. Piuttosto, la prima traccia di Europa unita, una strada che raccontava le sfumature del suo paesaggio e della sua gente, mescolandole al ritmo lento del cammino a piedi.

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Dal medioevo dei pellegrinaggi la Via Francigena è stata poi messa da parte, mortificata dal cemento e dai confini artificiali. Fino agli anni settanta, quando la riscoperta del “Cammino di Santiago” – che porta al Santuario di San Giacomo di Compostela, in Spagna – ha illuminato anche gli altri itinerari dei pellegrini in Europa, tra cui appunto la Via Francigena. E come negli altri paesi, anche l’Italia ha scoperto quello che ha da sempre: un tragitto che la percorre per quasi mille chilometri, dal Gran San Bernardo a Roma, e che salendo per le valli e costeggiando i fiumi attraversa la storia. Un percorso semplice, che si può fare a piedi o in bicicletta per molti tratti in sicurezza, così ben segnalato e accompagnato da punti di ristoro e pernottamento che vien voglia di perdersi, ma con lo spirito.

via francigena

La Via Francigena che attraversa la Lombardia, lascia il fiume Sesia dopo Vercelli e va incontro alla Pianura Padana della provincia di Pavia, attraversandola in direzione sud-est per circa centotrenta chilomentri fino a Corte Sant’Andrea, sotto Lodi. Qui c’è il “guado di Sigerico“, l’attraversamento sul Po da cui si raggiunge in pochi chilometri Piacenza. Ci si può arrivare da Milano tramite la ciclabile del naviglio pavese in circa trenta chilometri, fino appunto a Pavia, oppure in treno, da Vercelli e Milano in direzione Pavia o Mortara.

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La prima parte di questo tragitto è in Lomellina, racchiusa tra il Sesia e il Ticino e contenuta a sud-est dal Po. Quindi terra d’acqua e di coltivazioni, di strade campestri e di quiete. Percorrendo sterrati adatti a mountain bike e city bike si attraversano Palestro, Robbio e Mortara, paesi che offrono ospitalità in hotel, ostelli e strutture private.  Sui mattoni dell’Abbazia di S.Albino a Mortara si possono trovare le tracce del passaggio di pellegrini, addirittura risalenti  all’ anno 1100. Invece a Tromello, segnato da Sigerio come quarantaduesima tappa del suo viaggio, c’è la Parrocchia di S. Martino Vescovo,  dove ci si può far ospitate per un posto letto e la colazione, basta non essere in tanti.

Il proseguimento della Francigena porta a Garlasco e da qui, dopo una trentina di chilometri, a Pavia(da Robbio a Garlasco erano quaranta, per un totale di circa settanta dal Sesia a Pavia). E’ l’ultima parte di Lomellina, quella splendida del parco del Ticino, dei boschi e del fiume, cioè dell’ombra e del fresco. Questo percorso – strade campestri che diventano asfaltate nei centri abitati –  è in realtà il tratto sud di un anello ciclabile che da Pavia sale a nord ovest fino a Bereguardo per poi tornare verso Garlasco: una cinquantina di chilometri su asfalto, con un minimo di dislivello che tutti possono superare e un paio di scorciatoie, anche queste ciclabili.

francigena in bicicletta

Pavia è la tappa numero quarantuno del viaggio di Sigerio. La Via Francigena arriva fin nel centro storico, che si piega su sé stesso in una serie di stradine strette, fatte apposta per essere attraversate con i tempi e i modi della passeggiata, in bici o a piedi. Il Duomo di stile rinascimentale, S.Michele Maggiore – definita il prototipo di molte chiese medioevali – e S.Maria del Carmine sono l’inizio di un viaggio nella storia di questa città sempre troppo all’ombra di Milano, chissà perchè.

In uscita da Pavia la Via Francigena riprende fra pioppi e risaie verso est, in parallelo al Po e fino al Lambro. Si va oltre Linarolo e Belgioioso, con il magnifico castello dei Visconti, per poi passare il ponte dell’Olona fino a Corteolona e arrivare dopo poco a S.Cristina e Bissone;

in tutto una trentina di chilometri da Pavia, su strade sì asfaltate ma senza traffico, adatte a qualsiasi tipo di bici ma anche si gamba, perchè pianeggiante. Da prestare attenzione alla rotonda della statale 617, perché in bici la questione precendenza – oppure buon senso, da parte di tutti – è sempre relativa. Sigerio annota S.Cristina come la tappa numero 39 del suo viaggio ed è probabile che abbia soggiornato nel suo ostello.

Proseguendo verso Chignolo Po si sente il dolce dislivello delle colline di S.Colombano e si vede l’imponenza del Castello dei Cusani Visconti.

francigena bicicletta

Passato il Lambro si entra nella provincia di Lodi per arrivare a Orio Litta; poi si prosegue sulla stradella dell’argine del Po e sulle “arginelle” delle risaie, un fondo stradale per city bike e mountain bike che non distrae dal godere il suggestivo panorama della Pianura Padana, fino a corte Sant’Andrea. Dell’antico insediamento che era non c’è rimasto molto, ma sono questioni materiali, anche se di valore. Quello che si trova ancora é la genuinità e l’ospitalità di questa gente, abituati come sono a veder transitare facce, musi, colori e odori, perché una volta si passava solo di qui. Poi il traghetto sul fiume; di là un’altra terra e la Via Francigena che continua.

Alessandro Avalli