distanza: 49 km

strada: pista ciclabile

altimetria: totalmente pianeggiante

Nell’ultima tappa di questo tour dell’Olanda del Nord, giorno 4

con partenza e ritorno a Groningen, le tipologie di strada non cambiano. Le piste ciclabili olandesi hanno infatti una serie di caratteristiche costanti: piatte, dritte, reticolari. Con la loro diffusione capillare e le loro indicazioni dettagliate sembrano coccolare il cicloturista, portandolo dolcemente alla scoperta dei tesori nascosti di questa regione.

E i 50 km di percorso che in questa tappa (le precedenti sono state un tour iniziale di Groningen, poi Groningen-Pietersburen e Pietersburen-Termunterzijl) fatti in questo modo non pesano affatto: la filosofia ciclistica olandese non vede lo spostamento a pedali come uno sforzo o uno sport, ma come una modalità di viaggio o trasporto piacevole e rilassata, alla portata di tutti.

E se le strade restano simili tra loro, ciò che cambia e sorprende è la

varietà di attrattive turistiche di questa regione: partiti da Termunterzijl,

costeggiamo il confine tedesco per tutta la tappa attraverso piacevoli cittadine a sud della baia del Dollard, con gli occhi sommersi dal verde intenso ravvivato dalle piogge e dal vento.

La vera star – in tutti i sensi – del luogo è però il borgo medievale di Bourtange:

questa roccaforte dalla storia lunga e travagliata è sopravvissuta a numerosi assedi, da quello dell’agguerrito Vescovo di Munster alle truppe napoleoniche. La sua veste più bella la offre però dall’alto: questa città-stato ha infatti una forma di stella, disegnata dal solco del fossato che la protegge.

Bourtange è stata comune indipendente tra il 1808 e il 1821, e questa sua vocazione all’autosufficienza si vede ancora oggi: il mulino era in grado di approvvigionare la popolazione durante gli assedi, ed era fornita di tutti gli edifici necessari alla vita quotidiana. Oggi è invece fornita di ogni comodità turistica, tra le quali un pittoresco bed&breakfast, vari ristoranti e botteghe d’artigianato locale ricavate negli antichi locali del borgo.

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Anche nei boschi di questa zona passano vari itinerari cicloturistici, e durante il nostro viaggio ci siamo imbattuti per caso in una gara di ciclismo sportivo, ulteriore testimonianza del ruolo centrale che le due ruote rivestono in questo Paese.

A proposito di centralità della bici in Olanda: al ritorno a Groningen, che possiamo effettuare in treno o in bici per un’ulteriore tappa (tra le due località c’è una sessantina di km), è doverosa una visita a due delle infrastrutture più ghiotte agli occhi di un ciclista urbano: la velostazione e il bike cafè Spaak Koffie en koers.

La prima è un gigantesco parcheggio riservato alle biciclette, proprio di fronte alla stazione ferroviaria di Groningen. Attraversato a sua volta da una pista ciclabile di design, può contenere fino a 8000 bici, che possono essere lasciate gratuitamente per una settimana al massimo. Trascorso questo periodo, viene lasciato un avviso che annuncia l’imminente rimozione. Strutture come queste sono ancora fantascienza in Italia, ma alcune città (Bologna, Milano, Bari) si stanno già attrezzando in questa direzione, che per molti pendolari può essere la chiave di volta per gli spostamenti intermodali in tutta sicurezza dai furti.

Lo Spaak invece è un vivace ritrovo per amanti delle due ruote: arredamento a tema ciclistico, con elementi ricavati da vecchi pezzi di bici, workshop e corsi di ciclomeccanica, o semplicemente un drink in compagnia di compagni di pedalata, magari guardando sul megaschermo le dirette del Giro d’Italia.