Quest’anno il mio weekend Nova Eroica comincia sotto i migliori auspici: la scuola di bicicletta sulle strade bianche tenuta da star: Damiano Cunego e Maurizio Coccia. Lo ammetto, sono un po’ emozionata.

L’appuntamento è per venerdì mattina alla tenuta La Campana, appena fuori Asciano.

Una grande tenuta che ha origine da un fascinoso borgo medievale che con l’attuale configurazione risalente al XVII secolo, circondata da 1.054 ettari, recintati per 43 chilometri, è diventata, con l’aggiunta di un’area bike friendly, un bike point ufficiale del Percorso Permanente di Eroica Montalcino.

A La Campana, ci accoglie Federico, che la dirige con passione e competenza e ci fa subito sentire a casa. La lezione teorica di Cunego parte inevitabilmente da “quella tappa” in cui prese il volo, quei 220 chilometri che portarono i corridori da Carrara a Montalcino nella settima tappa di quel Giro d’Italia 2010. Damiano, racconta del fango che copriva gli occhiali e che per giorni ha continuato a uscirgli dagli occhi, e della fatica, a pedalare con tutto quel fango.
Guardo il cielo, che non promette niente di buono e incrocio le dita.


I suoi consigli, preziosi, iniziano dal manubrio, da stringere forte, sempre. E dai freni, dice di dimenticare quello anteriore, il più possibile, di usare solo quello dietro. Ci parla del peso, da spostare a seconda delle condizioni. La regola più generale però, sembra quella della consapevolezza costante, del guardare sempre dove si stanno per mettere le ruote, senza distrarsi mai. Un consiglio che potrebbe valere per qualsiasi situazione, penso.
Altra istruzione preziosa: sullo sterrato sgonfiare le gomme di qualche atmosfera, non solo per essere più stabili, ma anche per ridurre il rischio – altissimo, specialmente con i copertoni da corsa – di foratura.
Poi, come da programma, ci aspetta uno “spuntino, per pedalare nutriti e leggeri”. Ma era un’imboscata. Me ne accorgo al terzo bicchiere di ottimo vino, al terzo piatto di crostini, frittini, assaggini di squisitezze tutte realizzate con ingredienti della tenuta.

Partiamo.

Sono abbastanza imbranata, ma il vino mi ha sciolto il coraggio, e vado abbastanza spedita per i miei standard. Ho anche l’onore di pedalare di fianco a Cunego in persona che mi corregge e tenta pazientemente di rendere la mia pedalata, se non performante, almeno decente.

Nel frattempo, quel cielo minaccioso si stempera e ci regala squarci di un azzurro incredibile, con le nuvole che passano veloci e cambiano colore. Un cielo d’Irlanda, in Toscana.

Alla sera, quando ricevo l’attestato di partecipazione ne sono davvero orgogliosa come una scolaretta.

Non perderti questo:   Dalla bici all'innovazione, il tempo di una start up