All’ultimo salone di Eurobike è stata una delle grandi protagoniste, la bici che sta rivoluzionando la modalità di effettuare i piccoli trasporti all’interno delle città: parliamo della cargo bike, la bici su cui puoi caricare quasi di tutto, perché a differenza delle tradizionali bici da lavoro che si utilizzavano fino a trenta, quaranta anni fa, in questo caso per alloggiare il carico troviamo un vano che stravolge la tradizionale architettura della due ruote a pedali, la allunga fin quasi a raddoppiarla e consente di alloggiare oggetti ingombranti e pesanti, anche oltre i cento chili.

cargo bike esposta a eurobike

Oltre alle merci le cargo bike si prestano anche al trasporto di animali e, perché no, di persone, in particolare di bambini, che possono talvolta essere alloggiati in sicurezza su allestimenti omologati con tanto di sedile, cintura e cappottina antipioggia montati su di un cassone di sicurezza. Congestione urbana, limitazione del traffico veicolare nei centri urbani, costi crescenti del carburante e limitazioni delle velocità sono nell’ordine i quattro fattori funzionali che negli ultimi anni hanno generato una vera e propria riscoperta delle biciclette da trasporto, intese però nella nuova architettura strutturale che hanno le moderne cargo bike. In tante città del nord Europa questa simpatica “biciclettona” sta già surclassando i classici furgoncini o i piccoli mezzi a motore che utilizzano i corrieri urbani, ma anche nel nostro Paese sono sempre più numerosi i rider che si orientano su questo mezzo per effettuare le loro consegne. Andiamo dunque a vedere come è fatta una “cargo” è fatta e quali sono le tipologie più interessanti e più originali che abbiamo visto proprio al salone di Eurobike 2018.

La differenza sostanziale tra le cargo bike e le vecchie biciclette per trasporto di merci leggere è che nel secondo caso il pianale – o i pianali – di carico sono un elemento accessorio su di una bicicletta che ha un’architettura tradizionale, mentre sulla maggior parte delle cargo bike il pianale di carico è parte integrante di un telaio che ha una lunghezza – o per essere precisi ha un “passo totale” – decisamente maggiore rispetto a quello di una bicicletta tradizionale. Ma non si tratta certo di mezzi che fanno della guidabilità la loro caratteristica più importante, devono essere infatti pratici e funzionali. Sulle cargo bike, a inframezzare la ruota anteriore con la restante parte della bicicletta c’è un pianale di carico posizionato a circa venti centimetri dal terreno. Il pianale ha una superficie rettangolare e una capacità di carico che può arrivare fino a duecento chilogrammi, nei quali è incluso però il peso del guidatore. Quest’ultimo siede in maniera comoda, in genere nella parte posteriore della bicicletta, e così ha sempre sotto controllo la merce, o le persone, che trasporta. A consentire le sterzate è un sistema a rimando, con braccetto lungo circa un metro (ma sui modelli più evoluti la gestione della ruota anteriore sterzante è con cavi metallici) che connette il manubrio alla ruota anteriore. A proposito di ruote: sulle cargo bike non c’è un diametro fisso che dimensiona le ruote, possiamo trovare modelli da 20, 22, 24 o 26 pollici, ma quel che accomuna quasi tutte queste biciclette sono i diametri differenziati tra anteriore e posteriore, sia per facilitare la guida (l’anteriore ha sempre un diametro minore), sia per assecondare l’ingombro generato nella parte anteriore dal pianale o dal cassone. Il telaio delle cargo è generalmente in alluminio, mentre il sistema di trasmissione prevede diverse moltipliche, anche quelle cortissime, per effettuare le salite, con la gestione delle cambiate generalmente posizionata nel posteriore. Il sistema frenante è esclusivamente di tipo a disco. Diversamente da quel che si potrebbe pensare guidare una cargo bike è estremamente semplice: basta familiarizzare con il diverso feeling che impone il passo lungo e il sistema di sterzata a braccetto.

Le cargo bike sono nate come biciclette “muscolari”, ossia spinte solo dalla forza delle gambe, ma con l’avvento dei motori elettrici è stato naturale che fosse proprio questa una delle tipologie di due ruote a pedali che più sta sposando la modalità di pedalata assistita. Del resto lo spazio a bordo non manca e i produttori hanno anche previsto la possibilità di montare una seconda batteria, così da sopperire alla maggiore richiesta di potenza.

Urban Arrow Shorty


Come suggerisce il nome Shorty è una cargo che fa della compattezza il suo punto di forza. La produce l’olandese Urban Arrow e la lunghezza totale è di poco superiore a quella di una mtb 29er, ma le capacità di carico sono importanti (fino a 80 chili). Questo grazie allo sviluppo verticale del cassone, che intramezza una ruota anteriore compatta (20 pollici) e una posteriore da 26 pollici. Il cassone è realizzato in materiale termoplastico con caratteristiche di isolamento termico, progettato così per i  tanti rider che sulle cargo trasportano pizza a domicilio.
www.urbanarrow.com

Muli Cycles Muli


Dalla tedesca Muli Cycles ecco un’altra cargo compatta: solo 195 centimetri di passo totale per la Muli, grazie al suo pianale strutturato per non intralciare la rotazione delle pedivelle e grazie alle sue ruote da 24 (dietro) e 20 pollici (davanti). La capacità di carico è di 70 chili, che possono essere alloggiati in un box richiudibile, ma che quando aperto può essere usato anche come passeggino.
www.muli-cycles.de

Streetscooter Work Trike


Stretscooter è un marchio di proprietà di Deutsche Post: la sua Work Trike è utilizzata da tanti postini tedeschi: in realtà in questo caso parliamo di trike bike, in pratica di triciclo. Ma un triciclo decisamente capiente, se si considerano i 90 chili di capacità totale che trovano spazio in due cassoni, quello anteriore e quello posteriore. L’assistenza elettrica è gestita da due motori posizionati nei mozzi delle due ruote posteriori.
www.streetscooter.eu

Trenux


Sempre da un’azienda tedesca arriva Trenux. In pratica è un mini rimorchio con peso totale di 5 chili, applicabile sul carro posteriore della bicicletta: quando utilizzato, il pianale da 62×42 centimetri di Treenux assicura 40 chili di portata massima, quando ripiegato può invece essere utilizzato come agile portapacchi.
www.trenux.de

Yuba Spicy Curry


La statunitense Yuba reinterpreta la struttura delle vecchie bici da lavoro di tanti anni fa con materiali e soluzioni tecniche moderne, che rendono le sue cargo uniche nel loro genere. La sua Spicy Curry, ad esempio, può portare ben 150 chili (sempre considerati in aggiunta al peso del guidatore). L’architettura del telaio in alluminio prevede una serie di accessori montabili sul retrotreno, che consentono di alloggiare fino a due bambini, oppure caricare pacchi e borsoni grazie alle due pedane laterali in legno.
www.yubabikes.com

Douze V2


La struttura della V2 della Douze è assimilabile a quella che si può trovare sulle cargo bike “classiche”, ovverosia quelle con un pianale di carico rettangolare posto vicino al terreno e che separa due ruote da 24 e da 20 pollici. In realtà, la caratteristica di questa cargo prodotta dall’azienda francese è il suo essere modulare: attraverso un sistema a sganci rapidi è possibile decidere di montare tre diversi avantreni, quello con pianale lungo 400, 600 oppure 800 millimetri, per personalizzare così le capacitò di carico in base alle singole esigenze.
www.douze-cycles.com

Wike Salamander


Una cargo bike, o se preferite una bicicletta, oppure un passeggino: Salamander è uno degli articoli che si è aggiudicato l’ambito riconoscimento Gold Award al Salone di Eurobike 2018.. La conversione alla diversa destinazione d’uso si attiva in modo semplicissimo, basta premere una leva di rilascio e seguire una sequenza semplice di azioni manuali. Nella modalità passeggino il manubrio viene vincolato ad un braccetto, che consente di manovrare con agilità le tre ruote. Nella modalità bicicletta, invece, la terza ruota si sfila e si installa velocemente su di un apposito gancio, posizionato sulla parte destra del mezzo. La capacità di carico è di 44 chili, molto più del peso della bici, che fa segnare 22 chili compresa la cappottina.
www.wike.ca

Maurizio Coccia

Ultimo aggiornamento 2019-04-18