Se seguite il ciclismo agonistico quella che sta per iniziare è la settimana santa. Non ha a che fare con la Pasqua, si tratta di qualcosa di molto meno spirituale pur se dotato di una spiritualità importante, almeno per gli appassionati. Tra Belgio e Francia si corrono le Classiche monumento del ciclismo: dal Giro delle Fiandre (la domenica di Pasqua) alla Parigi-Roubaix. Corse difficili perché disputate su strade che stanno più simpatiche ai buoi o al massimo ai trattori e ai fuoristrada, che alle biciclette da corsa.
Corse talmente difficili che spesso i corridori ricorrono a soluzioni tecnologiche per sopportare meglio le vibrazioni cui sono sottoposte le loro biciclette.

Soluzioni che, come avviene nell’automobilismo, poi vengono mutuate all’utilizzo giornaliero e cittadino.
Le nostre città spesso sono piene di strade difficili per i ciclisti. Può essere il caso scegliere un modello dotato di ammortizzatori? Non è detto. A differenza delle biciclette da gara quelle in uso in città utilizzano, per ovvi motivi di prezzo, materiali meno qualitativi col risultato che il peso sale facilmente. Tanto più in presenza di un sistema ammortizzante che, per forza di cose, è piuttosto basilare. Occorre tenerne conto al momento dell’acquisto, soprattutto se la bicicletta dovrà essere portata, di peso, su e giù per scale o comunque se destinata ad affrontare qualche salita. Più peso c’è e più si farà fatica, e non è detto che l’ammortizzatore alle basse velocità cittadine sia così indispensabile. È lo stesso discorso che avevamo fatto in proposito della bicicletta per viaggiare a ben vedere.
Se invece vi interessano le biciclette dei corridori e anche un po’ di storia delle soluzioni ammortizzanti, cliccate qui.