Ciclovia dell'Oglio_06_@Massimo-Cervelli-minVette cinte di nuvole, profondo nord della Lombardia. Il fiume Oglio nasce qui, in valle Camonica, nel punto dove si incontrano Narcanello e Frigidolfo, torrenti delle Alpi Orobie. La sua discesa è un continuo divenire lungo 280 chilometri, dall’alta montagna alle colline della Franciacorta. Sulla ciclovia dell’Oglio si scorre pedalando in bicicletta insieme a lui, attraversando castelli, cascine fortificate, borghi agricoli, boschi, fonti e canali, fino alla fertile pianura e al Po.

I 282 chilometri della pista ciclabile iniziano sul passo del Tonale (1883 metri di quota), per concludersi a San Matteo delle Chiaviche (21 metri slm). Attraversando le province di Brescia, Cremona e Mantova, si incontrano il parco dell’Adamello, il lago d’Iseo, i parchi fluviali dell’Oglio nord e sud.

È un progetto che, a 15 anni dall’ideazione, è completo al 70 per cento dell’intero percorso, grazie alla collaborazione tra regione Lombardia, provincia di Brescia, tre comunità montane e due parchi regionali. Può dirsi quasi raggiunto l’obiettivo di creare un percorso ciclabile che valorizzi la mobilità dolce nei territori lombardi, con un percorso di turismo sostenibile per l’intero bacino dell’Oglio, compreso il lago d’Iseo, dal passo del Tonale fino al Po. Da un’esperienza quindicinale di cooperazione tra enti locali è scaturita una ciclopedonale larga in media 2 metri e mezzo, asfaltata al 60 per cento e su sterrato per il restante 40, con una pendenza media tra 2,5 e 3 per cento. La ciclovia dell’Oglio è composta da tratti di argine, strade agricole e vecchie statali, ed è dotata di cartelli lungo tutto il tragitto.

@Arodi Mat Nurdin_Ciclovia dell'Oglio_02-min

Circondati dai ghiacci dell’Adamello, si scende verso sud attraverso i boschi e i borghi dell’omonimo parco. Poi si continua nella valle Camonica fino alle sponde dell’Iseo, si raggiungono i vigneti della Franciacorta, patria delle bollicine, e le verdi colline che degradano verso i due parchi dell’Oglio. Il tragitto arriva alle aree agricole della pianura padana, andando per argini, campi coltivati, boschi ripariali popolati da aironi. Quando l’Oglio si immette nel Po la ciclovia, come il fiume, si conclude.

IL PARCO DELLE INCISIONI RUPESTRI

Ha appena compiuto 60 anni, e si fregia del titolo di primo parco archeologico italiano. Il parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane, a Capo di Ponte (Brescia), è nato nel 1955 per tutelare e valorizzare uno dei più importanti complessi di rocce con incisioni preistoriche della valle Camonica. A riconoscerne il valore è stata poi l’Unesco, che l’ha inserito tra i siti patrimonio dell’umanità. In più di 14 ettari tra i boschi si possono ammirare 104 rocce incise, con pannelli informativi e suddivise in cinque percorsi di visita. Vi si trova un racconto per immagini dal Neolitico all’età del Ferro.

IL FONDOVALLE, DAL LAGO D’ISEO ALLA FRANCIACORTA

Da Capo di Ponte si scede per Breno, Darfo Boario Terme, Pisogne, finalmente sul lago d’Iseo. Lungo la costa orientale del bacino lacustre si attraversa la bella strada panoramica trasformata in pista ciclabile, da Toline a Vello. Poi si prosegue per i centri di Marone, Sale Marasino, Sulzano, fino a Iseo. Per raggiungere l’Oglio sud si costeggia la riserva naturale Torbiere del Sebino, varcando le porte della pianura padana lombarda attraverso una delle zone italiane dalla più nota vocazione spumantistica, la Franciacorta.

TUTTO IL VERDE DELLA CICLOVIA DELL’OGLIO

Dal passo del Tonale a San Matteo delle Chiaviche la natura lombarda assume infinite sfumature. La ciclabile si sviluppa in ben tre parchi regionali: l’Adamello, l’Oglio nord e l’Oglio sud. La prima parte della ciclovia si caratterizza per una poliedrica vegetazione tra le pareti rocciose, che passa dai boschi di conifere a castagneti e frassini. Nei parchi dell’Oglio, sempre lungo il fiume, si raggiungono riserve boschive e zone umide, immergendosi in un’avifauna ricchissima.

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