Cosa troverai in questo articolo:

Continua il viaggio di Alberta Schiatti in Svizzera.

Qui la prima parte

Partiamo, sotto un cielo che ha ormai deciso definitivamente di tradire le fedelissime previsioni elvetiche: azzurro e cautamente soleggiato.

Lago di Lucerna

Pedaliamo alacremente percorrendo la Vallemaggia alla volta di Bellinzona

e il paesaggio che diventa sempre più svizzero e montano, è ancora un intreccio di natura e civiltà: prati infiniti cedono di colpo la scena a zone industriali, foreste fittissime fiancheggiano le autostrade.

Svizzera in bici

Arriviamo a Biasca e di nuovo ci portano nella via dei grotti.

Quello dove pranziamo oggi, il Grotto Petronilla è molto più rustico e spartano di quello di ieri, propone quasi esclusivamente piatti freddi, l’immancabile salumeria, ottimi formaggi e la torta di pane. E mentre la birra scorre a fiumi, anche stavolta facciamo onore.

Svizzera in bici Biasca

 

Nel pomeriggio, un altro treno ci aspetta, per portarci,

attraverso il tunnel più lungo del mondo, ben 58 chilometri!, a Lucerna.

Per fortuna in galleria la mia claustrofobia viene momentaneamente messa in modalità “off” dal sonno e così quasi non me ne accorgo.

Tornando all’aria aperta, quello che ci aspetta è un paesaggio completamente diverso: è la svizzera vera, meno nota. Questo è l’originale, c’è persino la fabbrica dei Victorinox!

Lucerna è nordica e fredda, elegante come un quadro, adagiata sul lago

dei Quattro cantoni, come una noblidonna sul suo divanetto di montagne, che la circondano e l’abbracciano, ammantandole le spalle di verde.

Una bellezza antica e altera. Non a caso è stata quinta nella classifica delle mete

turistiche più visitate.

Svizzera in bici

Il Kappelbrücke, o ponte coperto poi, è un piccolo capolavoro.

 

svizzera in bici Lucerna

 

Il nostro albergo è defilato dal centro, e un po’ in alto,  in un bel quartiere di grandi ville eleganti, Kastanienbaum, si chiama, “praticamente la Beverly Hills di Lucerna”, dico io, la nostra guida ride e annuisce.

La vista dalla camera da letto è davvero mozzafiato,  sembra di poter toccare l’acqua e le montagne poco più in là.

Svizzera in bici Lucerna

Ultimo giorno

Ci svegliamo con il cielo sereno e tante piccole nuvole bianche regolari e simmetriche, ordinatamente disposte in fila davanti alla mia finestra. Siamo proprio in Svizzera, penso.

Partendo ci fermiamo a visitare una piccola vetreria artigianale, Glasi a Hergiswil NW

appena fuori Lucerna dove oltre a farci vedere come soffiano il vetro, ci raccontano che i primi soffiatori furono italiani, e ovviamente venivano da Venezia.

 

Svizzera in bici

 

Pedalando  tra montagne maestose in un paesaggio

che non è una frase fatta definire “da cartolina” arriviamo a Bechenried, al traghetto, su cui saliamo accolti benevolmente con le nostre bici, come fosse normale, e dobbiamo invidiosamente arrenderci all’evidenza che qui, è effettivamente una cosa normale.

 

Svizzera in bici

Il viaggio, in un lago incantevole così incuneato tra le montagne sempre più alte e verdi

da sembrare un grande fiordo, dura poco più di un’ora, e quando arriviamo siamo nel vero cuore della svizzera, a Bauen.

Svizzera in bici

“Qui” –  ci viene indicato una radura in mezzo a un boschetto a bordo lago –  “è dove I primi tre cantoni Uri, Svitto e Untervaldo si sono uniti dando origine alla Confederazione”.

Non è difficile lasciarsi trasportare all’epoca dei fatti, perchè il paese sostenzialmente è rimasto identico a come doveva essere allora:

piccole case di legno e pietra, antichissime, chiesette molto romantiche

e tutt’attorno solo boschi, lago, cielo.   In questa giornata di sole, poi, con la vegetazione che comincia a tingersi di tutti i colori dell’autunno, in una sorta di Indian-Swiss Summer e le cime delle montagne che già cominciano a imbiancare, è un vero spettacolo.

Svizzera in bici

 

Il pranzo, lo consumiamo proprio nella casa che fu del compositore dell’inno nazionale ora diventato ristorante e locanda, Zwyssinghaus.

Svizzera in bici

Un’ultima pedalata ci porta al treno e da lì torniamo in Italia,

alla nostra vita, alle nostre battaglie per una mobilità migliore, che dia più spazio e più rispetto alle biciclette, ma con il ricordo di questa sorprendente,

inedita Svizzera, fatta di storia e cultura.

Di una natura incredibile, una cucina da gourmet e

un modo gentile e accogliente di far sentire a casa chiunque la voglia visitare. Biciclette incluse.

Svizzera in bici