L’11 novembre è la festa di San Martino di Tours, uno dei santi più conosciuti e amati d’Europa. E per valorizzare la figura di questo Santo, riscoprendo le tracce che la sua figura ha lasciato nella nostra cultura, dal punto di vista religioso, ma anche folkloristico ed enogastronomico, si stanno mettendo in atto una serie di azioni che puntano a definire la Via Sancti Martini, la Strada di San Martino, già sviluppata in altri Paesi ma in Italia ancora da definire.

A Verona è stato presentato un progetto che l’Unpli Veneto e l’Unione delle Pro Loco del Veneto sta completando. Un lavoro che vuole ricordare che nella tradizione contadina il giorno di San Martino, segnava il passaggio dalla vecchia alla nuova annata agraria, il momento dei bilanci della stagione conclusa e della definizione dei contratti per quella successiva. “NewPilgrimAge”, è una mappa parlante interattiva, un’applicazione unica a livello internazionale, la rete dei centri di San Martino nel Veneto e il sito internet www.sanmartinoinveneto.it, sono i primi risultati del progetto che ha come partner il Comune di Szombatherly (Ungheria), il Comune di Maribor (Slovenia), il Comune di Albenga (To), il Comune di Dugo Selo (Croazia), il Centro di Ricerca Accademico della Slovenia, l’organizzazione non-profit Mindspace (Ungheria). In Veneto c’è anche l’Ippovia delle Prealpi: 357 chilometri complessivi, 12 tracciati lungo i quali sono presenti 54 malghe. Nei primi mesi del prossimo anno dovrebbe essere presentata una nuova applicazione Veneto Sentieri, che fornirà informazioni utili a quanti desiderano scoprire in sicurezza, a piedi, a cavallo o in bicicletta, alcuni dei più affascinanti scenari del Veneto, con percorsi georeferenziati.  Ricordiamo che il Veneto è attraversato da cinque delle dieci ciclovie di interesse nazionale: quella “del Garda”, la “Trieste-Venezia”, l’Adriatica (che interessa tutte le regioni della costa adriatica), la “VenTo” (Venezia-Torino) e la “Ciclovia del Sole” che collega Verona a Firenze”).

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La via Sancti Martini

Martino era il vescovo di Tours, e il suo santuario in Gallia/Francia era la meta di un pellegrinaggio importante nell’alto medioevo quanto quello a Roma, prima di diventare un famoso punto di sosta per i pellegrini diretti verso Compostela. Per tutta la sua vita il santo ha sempre viaggiato in Europa. Nel 2005, per decisione del Consiglio d’Europa, è stato definito un percorso di circa 2.500 km che conduce da Szombathely in Ungheria (l’antica città di Savaria nell’allora Pannonia che gli diede i natali) fino a Tours, dov’è sepolto, è stato dichiarato “Itinerario culturale europeo”, un viaggio che unisce anche altri luoghi che hanno visto la presenza del Santo. E’ la Francia a contare il maggior numero di chiese a lui dedicate (ben 1.573), 912 se ne contano in Italia (118 in Veneto) , 652 in Germania, 313 in Spagna, 234 in Belgio, 212 nel Regno Unito, 190 in Polonia, 153 in Austria, 145 in Boemia, 106 in Olanda e Ungheria, 104 in Slovenia solo per citare le nazioni europee a maggior diffusione, ma 157 sono le chiese degli Stati Uniti, 15 in Messico, 13 in Nuova Zelanda e si arriva a 3 chiese nelle Filippine e 2 a Trinidad e Tobago.