Volete trascorrere una domenica da film? Avete voglia di calarvi in una realtà che conserva da anni le stesse caratteristiche di autenticità e bellezza? La strada è quella che percorrevano Don Camillo e Peppone i due personaggi usciti dalla magica penna di Giovannino Guareschi. “La Bassa non è fatta, per le gite turistiche in torpedone” diceva proprio l’autore, e dunque la gita in bicicletta è quella che meglio si presta a ripercorrere le strade della “bassa”che hanno fatto da teatro agli epici scontri tra i due personaggi assaporando alcuni dei prodotti della cucina emiliana. Il percorso inizia e finisce alla stazione di Parma, punto che permette a  tutti, utilizzando il treno delle ferrovie dello stato di arrivare senza muovere la macchina. Partiti dalla stazione si percorrerà la ciclabile che porta fuori Parma in direzione di Chiozzola Bogolese,  senza incontrare il traffico delle auto. Si proseguirà per Frassinara entrando in quel “piccolo mondo” che così bene Guareschi ha dipinto nei suoi racconti. “Il paesaggio è questo: e, in un paese come questo, basta fermarsi sulla strada a guardare una casa colonica affogata in mezzo al granturco e alla canapa, e subito nasce una storia”.

Così recitava uno dei brani iniziali di Don Camillo, che aiuta ad entrare meglio in sintonia con i luoghi che attraverserete, che a prima vista sembrano uguali a qualsiasi altro pezzo della pianura Padana, ma che invece sono diversi ad ogni scorcio, e nello sguardo di ognuno di noi. Percorrendo le strade secondarie, che tagliano la pianura e i campi di grano, si arriva a  Coenzo e subito dopo agli argini del fiume Enza che poco distante da qui, confluisce nel Po, il “grande fiume”, che tanta importanza ha  nei racconti di Guareschi, ma anche nella realtà locale. Da qui, Brescello è vicinissimo, ma prima di arrivarci vale la pena vedere la Madonnina del Borghetto, ridipinta nel 2004, e protagonista di una delle numerose dispute tra Peppone e Don Camillo nel film “Don Camillo Monsignore… ma non troppo”.  Una volta arrivati in paese, possiamo visitare il museo dedicato ai personaggi della saga, ospitato in quella che durante le riprese era la casa del popolo e che ora è il Centro culturale San Benedetto. Il museo ogni anno è visitato da decine di migliaia di turisti provenenti da ogni parte d’Italia e del mondo (soprattutto dalla Germania, dalla Francia e dalla Svizzera). Dopo la visita è d’obbligo andare a mangiare il gnocco fritto con i salumi e la Spongata di Brescello. La Spongata è un dolce che nella tradizione viene preparato nel periodo natalizio, ma ormai è possibile trovare tutto l’anno. Dopo aver ristorato gambe e palato, si riprenderà in sella alle biciclette la via del ritorno. Prima costeggiando  il Po’ e poi l’Enza, seguiremo prima la “strada della Puia” e in seguito la “strada del certosino”. Quest’ultima  è stata percorsa nei secoli passati dai monaci della Certosa di San Girolamo, detta anche Certosa di Parma, che però non è quella che ispirò il celebro romanzo di Stendhal. Gli storici sono più propensi a pensare che il romanzo fosse ambientato nella certosa di Paradigna, l’altro monastero certosino presente a Parma. Continuando sulla strada del certosino si arriverà ad incrociare il naviglio, che verrà costeggiato fino alla periferia di Parma e da qui di nuovo alla stazione delle Ferrovie, dove si conclude il giro nella “bassa”. Dopo una domenica passata a pedalare, osservando quello che era il mondo descritto da Guareschi, tornando a casa, capiterà di ripensare ai film interpretati da Gino Cervi e da Fernandel, sorridendo dei loro scontri e per dirla con il Guareschi capiterà di pensare che: “in quella fettaccia di terra tra il fiume e il monte, possono succedere cose che da altre parti non succedono. Cose che non stonano mai col paesaggio. E là tira un’aria speciale che va bene per i vivi e per i morti, e là hanno un’anima anche i cani. Allora si capisce meglio don Camillo, Peppone e tutta l’altra mercanzia. E non ci si stupisce che il Cristo parli e che uno possa spaccare la zucca a un altro,ma onestamente, però: cioè senza odio. E che due nemici si trovino, alla fine, d’accordo nelle cose essenziali”.

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Interesse: storico, gastronomico, paesaggistico.
Itinerario: Parma, Coenzo, Brescello, Coenzo, Parma.
Percorso di 65 Km.
Dislivello: 100% pianura.
Fondo: 100% asfalto.
Bici: Ibrida, City bike, Corsa, Mountain bike.
Difficoltà: ** Facile.
Pranzo: in trattoria.

Per un tour organizzato rivolgetevi: http://www.fantisognanti.it/viaggi.html