I muri a Roma, parlano. Non necessariamente con le parole, a volte soltanto immagini, forme e colori

possono comunicare un messaggio, che rimane lì esposto a sole, vento e pioggia, agli occhi di tutti, distratti o meno. E le tracce lasciate su di essi formano nel tempo un’espressione popolare, comunicata, il tessuto stesso di una città. Un po’ come spostarsi in bici per viali e vicoli di una città permette di conoscerne l’essenza, penetrarne il cuore, andare alla ricerca del particolare e del nascosto.

Unire quindi il piacere di una passeggiata in bicicletta col gusto della scoperta della street art

disseminata sui muri di una metropoli come quella di Roma può rivelarsi una combinazione perfetta. La mappa qui sopra offre una panoramica della diffusione dei murales sparsi per la Capitale, con i principali corridoi ciclabili (non ce ne sono molti, purtroppo, e quindi tocca tenerseli stretti!) utili a collegare le aree interessate.

Dal centro verso la periferia sud, tra Ostiense, Testaccio e Tor Marancia

  • distanza: 12 km
  • dislivello: 65 m
  • fondo stradale: asfalto (pista ciclabile, strade secondarie)
  • inizio: Stazione Termini
  • fine: Stazione Metro B San Paolo

Dopo il primo articolo sul tour dei murales della periferia nord-est,

dal Quadraro a Tor Pignattara, dal Pigneto a San Basilio,

ecco un altro giro che dal centro si muove invece in direzione sud.

Passeggiate come questa sono state promosse e organizzate da associazioni capitoline per la mobilità urbana come Rebike Altermobility, riscuotendo grande entusiasmo e partecipazione tra i ciclisti della Capitale.

Il nostro tour parte dalla stazione centrale di Termini –

anche il centro storico può vantare i suoi murales, come quello di Alice Pasquini sulla Casa dell’Architettura a piazza Vittorio Emanuele. Altri murales tra centro e Testaccio sono identificabili qui.

Da via Cavour possiamo poi scendere  verso i Fori Imperiali e il Colosseo,

attraversando tutta l’area archeologica della Roma imperiale e poi imboccare viale Aventino e uscire dalle antiche mura aureliane e serviane. Strade come questa, anche se molto frequentate, garantiscono ampi spazi a lato carreggiata per i ciclisti e risultano abbastanza piacevoli anche se prive di ciclabile.

All’altezza di Piazza Albania, continuiamo dritti per via Galvani e lo storico quartiere di Testaccio,

che assieme a Trastevere rimane forse il più folkloristico e genuino esempio di romanità – e romanismo! Qui possiamo ammirare alcune opere di Romeo e il famoso “Hunted wolf” di Roa, un gigantesco lupo sulla che occupa tutta la parete di una palazzina di sei piani, a ricordare tanto le origini mitologiche della città di Roma quanto la fede calcistica dei testaccini (a poca distanza, un murales sulla parete della scuola di Francesco Totti ne celebra le origini).

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Dall’incrocio tra via Galvani e via Zabaglia, un breve tratto di pista ciclabile ci riporta fuori dalle mura Aureliane nel quartiere Ostiense, uno dei più interessati dalla produzione di murales negli ultimi anni: qui artisti del calibro di Blu hanno infatti scelto di marcare il territorio a suon di colori, coprendo d’arte e significato interi palazzi: percorrere a passo tranquillo via delle Conce e via del Porto Fluviale in direzione del Gazometro è paragonabile alla visita di un vero e proprio museo a cielo aperto, nato tra palazzi abbandonati dall’epoca dell’industrializzazione di inizio secolo e successivamente occupati – un’esperienza che difficilmente lascia indifferenti.

Via dei Mercati Generali, il Sottopasso della ferrovia su via Ostiense, via del Commercio, ognuna di queste strade custodisce gelosamente il proprio vanto, condividendolo con i passanti che sappiano apprezzarlo.

Ma è tempo di spostarsi e cambiare ancora quartiere, a portata di pedale: se finora abbiamo visto zone piuttosto centrali, nelle quali la diffusione dei murales è stata facilitata soprattutto dal loro passato artigiano o industriale, ora imboccando via Ostiense e la corsia ciclabile sul recente ponte Settimia Spizzichino, che attraversa la linea della metro, facciamo rotta verso la periferia sud. Prima però attraversiamo lo storico e bellissimo rione della Garbatella, in cui sopravvivono intatte case e villini affascinanti, e su alcune di esse murales di particolare pregio come quello dedicato ad Anna Magnani in via Caffaro, di J.B. Rock.

La pedalata si fa tortuosa nelle stradine in saliscendi del quartiere, fino all’attraversamento della grande arteria di viale Cristoforo Colombo: qui sfruttiamo un tratto di ciclabile che la costeggia in direzione sud, fino al quartiere periferico di tor Marancia: un’ex borgata ormai inglobata dall’espansione urbanistica, con un passato legato anche a problemi sociali e criminalità, che il progetto Big City life ha riqualificato, anche con la realizzazione di una serie di opere di street art nel comprensorio di via di Tor Marancia 63, grazie anche a un progetto di 999contemporary.

Tra le innumerevoli opere su questi muri parlanti, spicca la bellissima Santa Maria di Shangai, di Mr Klevra.

La visita ai murales di Tor Marancia è molto corposa e il giro a pedali può tranquillamente finire qui, con ritorno dalla stazione metro B di San Paolo o dalla stazione ferroviaria Ostiense, raggiungibile tornando a ritroso nel percorso.