Cucina vegetariana indiana

La Cucina del Gujarat, estrema propaggine occidentale della penisola indiana ai confini col Pakistan, è essenzialmente vegetariana dovuta all’influenza dello jainismo. Il tipico “Gujarati Thali”, il cui nome deriva dal piatto dove viene servito, è una combinazione di verdure e spezie, piccanti o dolci, disposte in piccoli assaggi in un unico piatto, da assaggiare con salse tipiche e riso. Si mangia con le mani. Fra i piatti più diffusi del Gujarat, il “khadi” (curry composto da latticello chhash e gram fluoro, di solito dolce o piccante), il “Puran Poli” (noto anche come Vedmi, pane riempito con ripieno dolce), il “Dhana capsicum nu Shaak” (coriandolo secco con peperoncino e farina di ceci al curry) e il “Doodhpak” (budino di riso fatto con latte e zucchero bollente e aromatizzato con cardamomo, uvetta, zafferano, anacardi, pistacchi o mandorle; servito come dessert).

Il curry, parola inglese che deriva dall’indiano “kari” che significa salsa speziata, in India non è una polvere preconfezionata identica ovunque, ma una mescolanza di tante spezie come il coriandolo, la noce moscata, lo zenzero, i semi di papavero ed altre ancora disposte in varie combinazioni. Preparato quindi in modo assai diverso da regione a regione, il curry costituisce una delle basi della cucina indiana.
Per approfondire: “The Complete Gujarati Cook Book” (Tarla Dalal, 1999).
Dove assaggiare il Gujarati Thali: The House of Mangaldas Girdhardas (Ahmedabad, www.houseofmg.com, su un’incantevole terrazza).
Ufficio Nazionale del turismo indiano: Tel 02 804952, info@IndiaTourismMilan.com, www.IndiaTourismMilan.com

Laura Colognesi