Istria terra di confine

Istria Gran Fondo è una gara ciclistica, ma non solo: è un modo di condividere un territorio, di raccontarne la storia e i sapori. L’Istria è una terra ancora poco conosciuta agli occhi del cicloturista, del turista e del ciclista. In un certo senso, è una terra vergine, con un immaginario ancora poco definito agli occhi del turista medio. Eppure in essa è presente una summa del Mediterraneo, un mix di altre mete più gettonate: dentro ci trovi la Toscana, la Grecia, la Puglia, addirittura un pizzico di Spagna.

Un territorio generoso, denso di colori, sapori e strade poco trafficate e affascinanti e da pedalare.

Per tutti questi motivi organizzare una Gran Fondo su e giù per le sue colline è un’idea perfetta per promuovere un certo tipo di turismo – responsabile, sportivo, che non rovini la terra e chi ci abita: la bicicletta è sempre un ottimo mezzo di scoprire le specificità di una terra, e farlo con un evento che leghi lo sport agonistico al cicloturismo lo rende accessibile a tutti.

La mia Istria Gran Fondo

Quello dell’Istria Gran Fondo è un percorso doppio,

che permette ad atleti e semplici amatori di misurarsi a vari livelli. C’è ovviamente chi corre per vincere, chi per battere sé stesso, chi semplicemente per godersi i panorami. Il Quartier Generale è a Umago (Umag), presso l’Hotel Istraturist: qui fervono i preparativi, si ritirano pacchi gara e chip elettronici per la misurazione dei tempi, si fanno le ultime regolazioni alle bici.

A proposito di bici, questa volta ho una Matitech in carbonio, messa a disposizione da Bikeways, tour operator triestino incontrato lungo la strada per la Croazia che organizza giri in MTB, e-bike e bici da corsa. Ancora una volta, posso pedalare su una cavalcatura migliore di ciò cui sono abituato. Riuscirò a non sfigurare tra gli atleti veri?

PERCORSO BREVE 90km

    • distanza: 90 km
    • dislivello: 1166m+
    • fondo stradale: asfalto

La partenza

Il percorso scelto è quello da 90km: se devo farli tutti d’un fiato, preferisco siano di meno.

I due anelli di gara hanno buona parte di strada in comune, per poi dividersi lungo due anse di diversa lunghezza e ricongiungersi poco prima della fine.

La partenza è un’esplosione di colori: tra gli 800 partecipanti figurano atleti locali,

sloveni e anche molti italiani. Come ogni dilettante che si rispetti, sono spinto dall’ansia di prestazione a dare tutto all’inizio. Nei primi 40km rimango nel gruppo di testa, scegliendo rapporti duri e spingendo al massimo, per poi perdere terreno gradualmente.

Non perderti questo:   La Vinaria: non solo bici ma anche buon cibo e bella gente

Il tratto di percorso adriatico

Usciti da Umago, il gruppo non è ancora sfilacciato: ci si avvicenda seguendo la safety car,

su tranquille strade costiere sospese tra cielo e mare. In questa giornata di fine ottobre, l’Adriatico dà il meglio di sé: il blu tenue del mare tranquillo incornicia piccoli borghi di pescatori e i primi filari di vigneti che rendono famosa questa regione. Scorrono così i pavé improvvisi delle piazze centrali di San Lorenzo, Carigador e Cittanova, dove la gente attende il passaggio degli atleti. Mi attardo per salutare dei bambini entusiasti.

L’entroterra e le colline: un’altra Istria

Dopo Cittanova iniziano le prime pendenze, e il gruppo inizia a scomporsi. Prime forature e cadute. Continuo imperterrito nel mio inseguimento delle prime posizioni, e inizio a perdere posizioni. Poco dopo il bivio tra i due percorsi, una grande discesa a sorpresa e una salita altrettanto inaspettata, che mi danno l’impressione di recuperare qualche posto di fronte a qualche ciclista in difficoltà. Le pendenze amano giocare in maniera sadica, regalando momenti di decompressione ma anche discese tecniche su stradine anguste, salendo dapprima in maniera graduale per poi nascondere strappi ingrati oltre il 15%.

L’Istria ama cambiarsi d’abito in fretta, e lo fa con naturalezza.

Le piace stupire con una collina solcata dai filari di tralci d’uva, tinta del suo verde vivo, o con un campanile di pietra antica che si staglia nel cielo azzurro di fine ottobre. Poi ti giri, e all’improvviso ti ricordi che il mare è dietro l’angolo. Ancora una discesa, un’ampia svolta e ti ritrovi in Irlanda, in una vallata che pare dimenticata da Dio e dagli uomini, che accompagna il corso di ruscelli e fattorie solitarie.

I risultati

Sebbene l’andamento degli ultimi chilometri sia tutto in lieve discesa, altri gruppi mi sorpassano. Riesco a completare i 90km in 3 ore e 5 minuti, con un “dignitoso” 265esimo posto su 383 concorrenti che hanno terminato la corsa. Il primo posto della 90km va invece a Matic Plaznik, atleta locale che compie la distanza in 2 ore e 22 minuti. Prima tra le donne Laura Šimenc, con 2 ore e 25′.

Per quanto riguarda la 136km, il gradino più alto del podio è andato a Gregor Sikošek per gli uomini, con 3 ore e 33 minuti, e a Ariane Samec per le donne, con 3 ore e 51′.

 

PERCORSO LUNGO 136km

distanza: 136 km
dislivello: 1943m+
fondo stradale: asfalto

Non solo agonismo!

Chi vince vince, la gara in sé conta di più. L’atmosfera della premiazione è incentrata sulla condivisione e sulla fratellanza.

Un grande pasta party bagnato dal sole d’autunno è la ciliegina sulla torta

di un evento che va ben oltre il semplice agonismo. Infatti la Istria Gran Fondo è soltanto il fulcro di un weekend di appuntamenti che considerano la bici in un’ottica a 360 gradi. Con due passeggiate turistiche aperte a famiglie e bambini, alla scoperta dei sapori della cucina istriana e delle sue eccellenze enogastronomiche, queste terre mostrano il loro lato bike-friendly. Ma di questo parleremo meglio in un altro articolo…