Cammino di Santiago in bici giorni 8 e 9. Il viaggio continua…

GIORNO 8 TRICASTELA HOSPITAL DE LA CRUZ 80 KM

Tappa molto pesante, mi ci son volute 7-8 ore di pedale, dalle 8 alle 18,

fatte per metà tra splendidi e duri sentieri nei boschi e per il resto su asfalto in salita…sempre da solo oggi con solo un breve incontro con un brasiliano che ha la bici simile alla mia, ma attrezzata che sembra  un’astronave!!

Sempre tutto solo nel bosco, attraverso paesini antichi che però devo tralasciare,

arrivo presto al bel monastero di Samos che si apre nel verde.

E’ ancora presto, i monaci sembra stiano dormendo; niente timbro quindi e riparto.

Da lì la strada si fa più tranquilla. Arrivo a Sarria, bruttino, mangio qualcosa al volo insieme a Nestor il brasiliano ( mi racconta che lui arriva da Barcellona  e anche a lui piace tutto moltissimo ), poi riparto verso Portomarin.

Tratto bellissimo tra boschi antichi, sentiero sempre ben segnalato, a volte così duro che devo scendere,

ma si procede.

Qui mi segno di tornarci prendendomela con più calma e fermandomi la notte da queste parti in uno dei numerosi auberge pittoreschi.

Portomarin…: si attraversa un fiume, foto sulla scalinata e poi, che fare? Proseguire ancora o fermarsi qua? In effetti è un posto bruttino, scelgo quindi di proseguire, anche se sono molto stanco e non so ancora cosa mi aspetti: una salitona di 10 km quasi che, fatta a sera, si rivelerà drammatica! Senza un punto di sosta per una bibita o una informazione, le borse sembrano pesare tonnellate.

Si continua a salire, nessun segno di ostelli auberge o altro, infine un barettino…trovo tutti lì, tanti disperati come me  (peggio per quelli a piedi), che non sanno dove andare per la notte. Mi rifocillo in mezzo ad americane d’annata e poi riparto verso l’alto: nuvole e montagne mi aspettano.

Alla fine sono alla cima, un nome tipo Hospital de la Cruz , trovo un albergo e mi ci infilo subito, mi daranno anche da mangiare e ci si farà un po’ di compagnia con gli altri che arrivano alla spicciolata.

GIORNO 9 HOSPITAL DE LA CRUZ SANTIAGO!

Nella notte ha piovuto sempre! E’ il benvenuto della regione atlantica, notte agitata , sarà la vicinanza dell’arrivo, o la stanchezza per la giornata precedente? Insomma, mi alzo tardino, asciugo lentamente la bici, la carico, un’ultima occhiata al cielo: non promette niente di buono, ci vuole l’abbigliamento “diluvio”.

Parto verso le 8,30  e arrivo all’Alto de Hospital, un raggio di sole mi saluta

attraverso il mare di erica resa luccicante dalla pioggia. Devo fare tre tappe dei pedones oggi, la prima parte la faccio su asfalto, il sentiero è fradicio. Fino a Palas de Rei è bella, poi iniziano dei valloni , lunghi saliscendi diritti che ti tolgono il fiato e le speranze di arrivare a sera…

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Mi fermo a Arzua per rifocillarmi in un baretto e ritrovo Nestor il brasiliano, parliamo e decidiamo di proseguire insieme visto che il passo è simile. Ripiove ma prendiamo il sentiero, scorre tra boschi e gente molto allegra per la vicinanza della meta, i gruppi si infoltiscono, troviamo un gruppo di sordomuti che fanno un baccano del diavolo, ci facciamo le foto tutti insieme si riparte, sempre su quei saliscendi.

Alle 14 decidiamo di fermarci, mancano solo 18 km , ce la dovremmo fare! Quindi, ci concediamo un ricco pasto a base di pulpo gallego. Parliamo con un team di padre e figlio, il padre ha 67 anni e problemi ai piedi, ma va avanti stringendo i denti, ci auguriamo buen camino e via!

Ultime fatiche… le strade si fanno tortuose, la gente si rarefà, ormai si son fermati per la notte,

verso le 16 arriviamo infine al Monte Gozo e, lì sotto, Santiago…. olè, ce l’abbiamo fatta!

Con una coppia di sposi padovani, anche loro arrivati in bici, ci scambiamo le impressioni davanti a un bel gelato.

Ci facciamo le foto di rito ed entriamo in città mentre inizia la tempesta che vedevamo arrivare, rimesso il poncho ci avviamo insieme a pochi altri verso la cattedrale e lì, nella bellissima piazza, ora deserta causa nubifragio, abbiamo la fortuna di farci fare le foto senza nessuno!

E’ l’ora di cercare un albergo, decente questa volta, ne troviamo uno centralissimo a 34 € con una bellissima vista sui campanili della città…che volere di più? Ma le sorprese non finiscono mai.

Infatti appena spiove un attimo andiamo alla

Oficina del Pellegrino e lì vicino danno la Compostela a chi si presenta con il passaporto del pellegrino e  i vari timbri.

Mi affaccio all’ingresso e una coda lunghissima mi aspetta!!

Ma io non sono più abituato alle folle (mai stato in effetti, ma specie dopo tutti questi giorni in solitudine ) e faccio quindi per andare via….un attimo, però, vedo svettare una testa riccioluta vicino ad una calva. Che siano , che siano… i Pineroles???

Infatti mi avvicino e sono loro! Che bello averli ritrovati, ci abbracciamo e ci raccontiamo tante cose. Loro sono alloggiati in un ostello molto carino ed economico; usciamo tutti e quattro e con Nestor andiamo a prenderci una bella birra fresca in un locale…italiano. Aperitivo , invece che con le solite tapas, con spaghetti alla carbonara, ne sentivamo tutti la mancanza ed erano anche decenti!

Inizia così un giorno e mezzo di turismo a Santiago, per fortuna siamo un po’ fuori stagione

e non c’è tanta gente, si gira per bar, si vedono le persone che arrivano e che partono, in un continuo e festante viavai.

La serata finisce poi al loro ostello dove Michele il cuoco fa un’altra pastasciuttata per ospiti e ospitesse, va via molto vino e alla fine ci salutiamo con i Pineroles che partiranno il giorno dopo in treno per il Portogallo e il loro volo per casa.

Quando infine giunge il momento di andare via, anche a me sembra di aver lasciato qualcosa, oltre a due cari amici che di sicuro ritroverò su qualche altra strada….