Il Cammino di San Benedetto

Viaggiare in bici è una forma di pellegrinaggio. Poco importa se si abbia fede o meno, per chi o per cosa, a volte lo scopo del raggiungere dei luoghi ci è dato solamente dal gusto di muoverci da un posto all’altro in un modo meno comodo e più ascetico – proprio come scelse di fare San Benedetto da Norcia, che scelse l’eremitaggio e la famosa Regola.

Sempre che di Regola ciclistica si possa parlare, tra alimentazioni particolari e rinuncia a determinate comodità un cicloviaggio sul Cammino del santo è l’ideale per scoprire strade bellissime, conoscere posti incredibili e apprezzare località poco turistiche e nascoste ai flussi del turismo di massa.

Le abbazie lungo il Cammino

Il Cammino di San Benedetto si snoda lungo quattro abbazie dell’Appennino del Centro Italia, tra Umbria, Abruzzo e Lazio. Questa via, che affronta i rilievi della dorsale da nord a sud, ripercorre in maniera cronologica le tappe della vita del Santo. Il punto di partenza è infatti Norcia, città natale di San Benedetto, per il Monastero del Sacro Speco di Subiaco, primo eremo da lui fondato, per la Certosa di Trisulti, per Abbazia di Casamari e infine per quella di Montecassino, luogo di stesura della sua Regola e della sua morte. Esiste comunque un sito ricco di qualsiasi informazione più dettagliata https://www.camminodibenedetto.it/

La prima tappa: da Norcia a Rieti

Per raggiungere Norcia non esistono treni (la vecchia linea ferroviaria è stata infatti trasformata in una delle più belle piste ciclabili d’Italia, la Spoleto-Norcia), ma BusItalia ha messo a disposizione un servizio navetta autobus con trasporto bici da Spoleto. Ci sono 6 posti bici a bus e partenze frequenti.

I 50 km che separano Spoleto da Norcia scegliamo di farli in autobus per ragioni di tempo a disposizione. Siamo a inizio dicembre, e le ore di luce sono poche, così come i giorni liberi. Peccato, perché il panorama che vediamo e i tratti di ciclabile che accompagnano in parallelo il percorso della statale sono davvero spettacolari. Boschi infuocati di rosso, monti dai profili gentili e gallerie della vecchia tratta ferroviaria.

Norcia

Arrivati a Norcia, però, il fascino del borgo brancaleonesco e i contorni delle antiche mura di pietra si mischia all’inquietudine spettrale dei segni del terremoto. Le impalcature in legno che sostengono i campanili e le rovine di alcune abitazioni del centro storico sono una vista che fa davvero male. La partenza ideale del viaggio non può che avere luogo dalla statua di San Benedetto, che dà le spalle con austerità a ciò che rimane in piedi della sua bellissima basilica, quasi non volesse guardarla.

Verso Cascia

Usciti dalle mura, ci gettiamo in discesa in direzione di Spoleto, e appena superato il bivio per Cascia il traffico veicolare diminuisce sensibilmente. Infatti, il Cammino di San Benedetto è studiato lungo strade asfaltate al 90% a bassissima percorrenza. Questo garantisce la sua fruibilità sia ai pellegrini che amino il trekking, sia ai cicloturisti, sia a chi volesse compierlo con automobili e camper.  L’appennino umbro ci avvolge coi suoi profumi – e con le sue prime pendenze. Qualche blando saliscendi infatti domina questi primi chilometri di strada.

Cascia è un gioiello medievale che si affaccia su una splendida vallata, dominata dal silenzio. La patria di Santa Rita ha visto passare Romani (Cursula), varie famiglie nobiliari del Medioevo e Federico II, prima di essere inglobata nello Stato Pontificio. A pochi km da essa si trova ancora la vecchia frontiera con il Regno Borbonico, presso Ruscio.

L’Altipiano di Leonessa

Una breve sosta, e si riparte: anche perché il duro inizia adesso. La salita per la Sella di Leonessa è infatti impegnativa, circa 450 metri di dislivello dai 600 di Cascia all’Altopiano. Il traffico si dirada ulteriormente, la vegetazione pure. Infatti ci troviamo su strade lunghe ed esposte tra le forme rocciose dell’Appennino, la temperatura è scesa e gli acquazzoni sono frequenti.
Di fronte a noi, la mole imponente del Terminillo. Sotto di noi, un sacco di patate leonessane aspettano climi più miti per essere colte.

La piana reatina

Dopo l’Altipiano di Leonessa, si sale ancora gradualmente superando i 1000 metri di quota. Poi, la discesa. Una serie di curve vertiginose ci fa sconfinare velocemente nella piana reatina, lasciandoci alle spalle il complesso del Terminillo. L’aria ridiventa più tiepida, a tratti attufata. Il dislivello si appiana del tutto, il paesaggio torna quello della campagna laziale. Alcuni tratti di ciclabile nei campi arati ci portano al grazioso paese di Contigliano, che può essere un’ottima alternativa a Rieti per il pernotto. L’Ostello Villa Franceschini è infatti sulla via di un altro Cammino di Fede, quello di San Francesco, e ha sempre molta disponibilità di letti, sia singoli che in camerata, a prezzi economici pensati per i pellegrini.

distanza: 83km
dislivello: 1683m+
fondo stradale: strada provinciale asfaltata, pista ciclabile
luoghi di interesse: Norcia / Cascia / Altopiano di Leonessa / Rieti / Contigliano