Ha ricevuto il secondo premio nella quinta edizione dell’IGRAW, l’Italian Green Road Award quest’anno, è una cicloturistica che vuole valorizzare un territorio del Lazio poco conosciuto, ma facilmente raggiungibile in treno da Roma, stiamo parlando della Cicloturistica dei Borghi Sabini. Si tratta di un anello di 105 km, che parte dalla stazione ferroviaria di Collevecchio attraversando undici borghi medievali della Sabina, sulla sponda destra del Tevere. La cicloturistica vuole far scoprire un territorio ancora poco noto, ma facilmente accessibile, puntando sul grande patrimonio di storia, cultura, paesaggi e ambiente che possiede. Un’apertura ad un turismo più slow, lento e attento ai dettagli e alle esperienze. In particolare il riconoscimento ha voluto premiare la rete di impresa e la collaborazione che ha visto coinvolte più amministrazioni e privati per la valorizzazione di un territorio.

Il percorso

Come dicevamo si tratta di un percorso ad anello di 105 chilometri che parte e termina dalla Stazione ferroviaria di Collevecchio a 45 minuti da Roma, e attraversa, senza soluzione di continuità, undici borghi medievali della Sabina, sulla sponda destra del Fiume Tevere. Il percorso è intersecato da ulteriori 500 chilometri di cammini, ippovie e ciclovie segnalate ed è servita da una rete di imprese per accoglienza e ricettività. Si percorre in parte argine di fiume, in parte strade rurali, in parte strade secondarie a bassa percorrenza, quindi trovando una pavimentazione mista. Il dislivello massimo è di 590 metri. Attraversa i comuni di Collevecchio, Torri in Sabina, Selci, Cantalupo in Sabina, Roccantica, Casperia, Montasola, Cottanello, Configni, Vacone, Montebuono, Tarano, Poggio Mirteto, Magliano Sabina, Fara in Sabina. Segnalazione su tabelle con sistema di QR-Code che rimanda alle tracce GPX del percorso.

Sabina Tiberina

La Cicloturistica dei Borghi Sabini è il primo dei tre percorsi strategici del reticolato di itinerari slow della Sabina Tiberina che sono stati realizzati nell’ambito del progetto F.A.S.T. – Filiera per l’Accoglienza del Turismo Slow, finanziato dalla Regione Lazio. Si tratta di un partenariato pubblico-privato composto da 11 Comuni, 77 imprese e 50 associazioni. La finalità era quella di valorizzare un territorio poco conosciuto, ma facilmente accessibile, puntando sul grande patrimonio di storia, cultura, paesaggi ed ambiente che possiede. Obiettivo realizzato del progetto è stato quello di coinvolgere il territorio nella definizione di una carta dei sentieri e ha permesso di realizzare un reticolato di 15 itinerari tra Cammini, Ippovie e Ciclovie intrecciati tra loro, segnalati da cartellonistica interattiva e intersecati da un circuito ciclabile di raccordo chiamato appunto “Cicloturistica dei Borghi Sabini”. Tramite la stazione ferroviaria che collega la Sabina direttamente a Roma e Fiumicino, è possibile fruire di un reticolato di 605 Km ed eventualmente proseguire fino in Umbria e Toscana lungo il percorso di pellegrinaggio de “la Via di Francesco” che è il secondo degli itinerari strategici valorizzati dal progetto F.A.S.T.. Il terzo è un ulteriore percorso ciclabile che collega i due principali musei sul popolo pre-italico che diede origine a Roma e che proprio nelle vicinanze della Stazione da cui parte la cicloturistica ha una delle testimonianze archeologiche di maggior pregio. La realizzazione del tracciato, marcatura e cartellonistica è del 2019. Imprese e associazioni sono in grado di offrire servizi di accompagnamento, recupero bagagli, navetta da/per le stazioni. È in atto la progettazione esecutiva per trasformare il 50% del percorso ciclabile in pista ciclopedonale su carreggiata propria.

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