Volete visitare il Friuli e  passare una giornata a pedalare in mezzo ai boschi e ai pascoli dove nasce una delle eccellenze gastronomiche italiane allontanandovi dall’afa cittadina? Avete il desiderio di scoprire i luoghi che quasi 100 anni fa, sono stati teatro di feroci scontri durante la prima guerra mondiale tra gli eserciti austriaco e italiano? Volete assaggiare uno dei piatti tipici della cucina friulana: il Frico? Se anche a una sola di queste domande avete risposto si, seguiteci in questa pedalata tra le malghe del Montasio.La partenza di questo giro ad anello che è al 50% su strade asfaltate e al 50% su strade sterrate, è nella zona di arrivo della pista di slalom di Sella Nevea, località notissima per gli sport invernali (risulta spesso il posto più nevoso delle Alpi) , a una ottantina di chilometri da Udine.Dopo aver percorso la strada asfaltata che porta all’altopiano del Montasio per circa 3,5 km si arriva al piazzale e da qui si possono visitare le malghe dove le mucche vengono portate nella stagione estiva e dove fin dal lontano 1200 si produce il formaggio, che poi con il passare del tempo è diventato il MONTASIO dop, con il suo rigido disciplinare, che ne certifica la genuinità.Dopo aver girovagato per l’altopiano, si può continuare la salita verso quella che per noi è la “cima Coppi” del percorso: il bivio per il rifugio Di Brazzà, da dove proseguiremo per lo sterrato fino ad arrivare alla malga del Larice. Per i più allenati è possibile una deviazione fino al rifugio, posto in posizione assai panoramica su un isolato sperone erboso che sovrasta il pianoro del Montasio e dove è possibile mangiare il Frico. Si tratta di formaggio Montasio cotto in padella con burro o lardo, nella versione friabile, in quella morbida invece, si  prepara sempre con del Montasio di diversa stagionatura, patate burro e olio.Lungo il percorso è possibile incontrare alcuni dei rifugi utilizzati durante la prima guerra mondiale dalle truppe impegnate su questa parte del fronte. Durante la Prima Guerra Mondiale e precisamente durante la rotta di Caporetto, la sella fu teatro di aspre battaglie di sfondamento da parte dell’esercito austro-tedesco e di strenue difese (Sella Buia e Sella Prevala) da parte dell’esercito italiano in ritirata.Dalla Malga del Larice, prima con una leggera discesa di circa 2 Km e poi con una media salita di 500 metri, si raggiunge la Malga Cregnedul. Dopo una breve sosta per ammirare lo splendido massiccio del Canin, inizia la discesa verso Sella Nevea, con una serie di tornanti su una strada sterrata, fino a raggiungere il nostro punto di partenza.Il dislivello è di circa 450 m e la distanza coperta è di circa 10 km, dati non “importanti” ma certo da non affrontare con sufficienza o la prima volta che si pedala.La pedalata ci ha offerto la possibilità di osservare la vita nelle malghe con tutti i profumi e i sapori che la vita all’aperto offre e di ammirare la bellezza delle montagne del gruppo del Camin, e rispolverare delle nozioni della storia del nostro Paese , in versione estiva, magari facendoci venire la voglia di venire anche in inverno per rifare il percorso con le ciaspole ai piedi o provare il brivido delle discese con gli sci.

 Giordano Roverato