Percorso in bicicletta nel parco agricolo sud

Avete voglia di prendervi qualche ora di libertà per conoscere meglio la campagna milanese? Il tragitto che vi proponiamo è facile, pianeggiante, si percorre in un paio di ore, e serve ai più allenati per sgranchirsi le gambe, e agli amanti delle gite all’aria aperta come diversivo. Approfittate del fine settimana “rallentare”, guardarvi intorno e vedere con aria meno sufficiente, ciò che vi circonda e di scoprire il territorio milanese, che nasconde la sua bellezza a chi va di fretta

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Si parte dalla darsena di Porta Ticinese a Milano imboccando via Alzaia Naviglio Pavese e si arriva, seguendo le acque del fiume per 30 km, alla Certosa di Pavia e poi al Ticino. Noi ci fermeremo prima, all’altezza di Badile, dove attraversando la campagna giungeremo fino a Gaggiano e poi da qui torneremo alla darsena, percorrendo un ideale percorso a triangolo della lunghezza totale di circa 40 km.  La strada corre inizialmente sulla sponda sinistra, per poi passare su quella destra all’altezza dello svincolo per Famagosta.

L’itinerario è semplice e percorribile con ogni tipo di bicicletta. Il fondo stradale è prevalentemente asfaltato con brevi tratti di sterrato compatto, non ideale per le biciclette da corsa che abbiamo tuttavia incontrato numerose. Nel primo tratto si pedala su strada a traffico promiscuo lungo l’alzaia destra del Naviglio Pavese.  Appena partiti dalla darsena si incontra la prima delle 12 chiuse idrauliche che in passato consentivano il trasporto di merci in entrambe le direzioni. Grazie ad un meccanismo composto da 12 conche le barche provenienti dal Po’ riuscivano ad entrare a Milano superando il dislivello di 56 m esistente tra la darsena di porta Ticinese e il Ticino.

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Allontanandosi da Milano e dalla periferia il paesaggio si fa via via più rurale, con numerosi orti e campi affacciati direttamente sul percorso, ma la vocazione industriale milanese si incontra anche qui, prima alla Conca Fallata, dove una volta c’erano le Cartiere Binda, storico opificio milanese che, fra gli altri, sfornava i quaderni di scuola per i bimbi milanesi e non solo.

Qualche chilometro più in la a Rozzano incontriamo quello che sembra un vecchio edificio abbandonato, nascosto tra la Statale dei Giovi e il Naviglio Pavese. Ma in realtà è una delle testimonianze più importanti dell’ industria milanese dei primi del Novecento. È lo stabilimento, in disuso da cinquant’ anni, della Société Anonyme Filatures De Schappe, azienda di  francese specializzata nella lavorazione della seta, che aprì a Rozzano l’ unica filiale italiana nel 1907. I macchinari erano alimentati da una piccola centrale idroelettrica che sfruttava la chiusa del Naviglio, ancora oggi visibile sul retro dello stabile. Negli anni Venti ci lavoravano più di 800 persone.

 

immagini di un tempo perduto: le filature

Superata la filanda, nell’arco di 2 – 3 km arriviamo a Moirago prima e da Zibido poi (in realtà non attraversate il paese e non troverete neanche il cartello),la ciclabile prosegue dritta sul lato destro del Naviglio. Pian piano le abitazioni si faranno sempre più rare, cedendo il passo dapprima agli orti e poi ai campi. Di tanto in tanto troviamo qualche pescatore seduto sulla riva in attesa di vedere la canna incurvarsi e il pesce abboccare.

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Poco prima di giungere a Badile, troviamo un cartello con la cartina dei percorsi  del parco agricolo sud segnati e una sbarra di ferro per impedire il tragitto alle auto. Il cartello sulla sinistra indica “Gaggiano – Naviglio Grande“. Superata la sbarra, dovremo sempre seguire le indicazioni per il “Naviglio Grande“, nostra destinazione intermedia, prima di tornare a Milano.

All’interno del Parco Agricolo Sud si snodano ben 9 percorsi. Spesso capita che si incrocino tra di loro.
Quelli che descriveremo in questa occasione, sono l’itinerario 5 blu (Badile – San Pietro Cusico) e l’itinerario 4 rosa (San Pietro Cusico – Gaggiano).

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Passata la sbarra di ferro, inizieranno ad alternarsi tratti in terra battuta a tratti asfaltati. La città sembrerà lontana, e il  distacco dal caos sarà immediato. Troverete subito due o tre spiazzi con delle panchine nel caso voleste rilassarvi per qualche minuto. Costeggeremo  una delle 1400 fattorie del parco, prima di affrontare una breve salita che vi permetterà di superare l’autostrada Milano – Genova, e appena finita la discesa saremo giunti a Zibido San Giacomo. Usciti dal paese riprenderà un tratto sterrato che ci porterà verso San Pietro Cusico, dove inizierà l’itinerario 4.

Usciti da San Pietro, bellissimi scorci con rogge e canali ci accompagneranno fino alla Riserva naturale del lago di Boscaccio.

Il Boscaccio è un’oasi naturale davvero spettacolare ricavata, con discrezione e rispetto per la natura, da una cava dismessa. Quest’area si distingue da altre ricavate nello stesso modo per diversi motivi. In primo luogo per le dimensioni  visto che dopo l’Idroscalo si tratta dello specchio d’acqua più grande della Provincia di Milano con un’estensione che supera i 35 ettari.  Negli anni le caratteristiche del Boscaccio si sono rivelate ideali per la sosta degli uccelli migratori e per la nidificazione di molte specie anche rare. Gli uccelli non sono comunque gli unici abitanti del Boscaccio. Le acque del lago, profonde circa 5 metri, ospitano numerose specie di pesci e anfibi. Chi è appassionato può ammirare così da vicino gli abitanti delle profondità del lago grazie ai corsi di sub organizzati da istruttori qualificati(nella bella stagione ovviamente).  Il Boscaccio offre inoltre attività sportive e di ricreazione come passeggiate a cavallo e corsi di nuoto e canottaggio e ospita una cascina che può essere una sede suggestiva per banchetti e conferenze.

gaggiano tramonto

Superato il Boscaccio dopo poco si passa per l’isolata Madonna del Dosso, una cappella costruita in mezzo ai campi di riso,dove i cicloturisti possono sostare all’ombra degli alberi che la circondano. Da qui arrivare a Gaggiano e alla ciclabile del Naviglio Grande che ci riporterà verso Milano è questione di pochi minuti.

Dal ponte di Gaggiano fino alla darsena di Milano sono circa 13 km, che vengono quasi interamente percorsi sulla pista ciclabile.. di cui abbiamo parlato in un altro percorso.

Il percorso che abbiamo appena descritto permette in poco tempo, di immergersi in una natura che malgrado sia a pochi minuti dal centro di Milano, consente di apprezzare il meglio di quanto può offrirci ed è proprio per questo che i ciclisti milanesi lo apprezzano e lo percorrono….

 Reportage di Giordano Roverato