Avete presente i pantaloncini da ciclista? Quelli aderenti, normalmente neri ma sempre più spesso colorati. Sono pensati per i corridori quindi, naturalmente, sono quelli che meglio si prestano a chi in bici va seriamente. Sono stretti per non disturbare nella pedalata, hanno il fondello adatto (ovviamente con anatomia differenziata tra uomini e donne) e sono dotati di bretelle per stare su in posizione e non calare come accadeva con i pantaloncini di una volta (tant’è che i corridori usavano spesso le bretelle “del vestito buono” per tener su anche i calzoncini da ciclista).
Per le donne, spesso, le bretelle rappresentano una scomodità e non fateci spiegare perché. Qualcuno ha scelto l’opzione della bretella unica, sul davanti che “passa in mezzo e non disturba”. Altri hanno preferito sagomare le bretelle normali. Chiunque faccia abbigliamento femminile ha in catalogo qualcosa del genere. Anche Nalini.

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Nalini, in più, ha un modello che ha chiamato Ride Bike Lady che le bretelle non le ha proprio. No, non si tratta di roba di bassa gamma: fanno parte della linea Black Label, quella che nel catalogo Nalini contraddistingue i capi più pregiati, quelli per i corridori. Come fanno a stare su i pantaloncini senza bretelle? semplice: giocando sull’elasticità dei tessuti e la sagomatura delle forme opportunamente studiate. Comodi e pure efficaci per la prestazione. E poi traspiranti, con effetto “compression”, parte terminale delle gambe in elastico gommato per restare fermi pure lì e non risalire quando si sfrega la sella e tutto quanto richiesto da chi in bici ci passa un bel po’ di tempo.
Perché non provare? Poi, se volete saperne di più, ecco l’articolo approfondito su Cyclinside.com, il nostro “partner tecnico”.